Intervista al comandante del Gruppo Operativo Incursori, capitano di vascello Luigi Romagnoli
di FABRIZIO BUONACCORSI
(testo tratto da “Notiziario della Marina agosto/settembre 2024”)
Comandante, chi è un Incursore
Essere un Incursore di Marina è una scelta non solo professionale, ma di vita che nasce dal profondo dell’anima.
Significa far parte di una pagina di storia delle operazioni speciali e condividere la propria passione con un gruppo di professionisti con un elevato grado di specializzazione di diverse capacità acquisite con la formazione e l’addestramento.
Serietà, umiltà e riservatezza sono parti integranti di ogni attività operativa così come nella vita lavorativa di tutti i giorni e si riflettono anche nella sfera privata.
L’Incursore è un combattente addestrato per operare, all’estero come in Patria, con le più avanzate tecniche e procedure operative, dotato dei migliori equipaggiamenti e armi, per la condotta di operazioni speciali a salvaguardia delle libere istituzioni e degli interessi nazionali.
Quali sono i compiti del G.O.I.? Cosa fanno gli Arditi Incursori?
Il GOI è una unità tier 1 (cioè di primo livello) delle forze speciali dipendente, tramite COMSUBIN, dal Capo si Stato Maggiore della Marina e gestiti, per le operazioni joint dal Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), comando dipendente dal Capo Di Stato Maggiore Della Difesa.
Il GOI è in grado di operare in qualunque ambiente: marino, terrestre e aereo, con una specializzazione peculiare per le operazioni marittime intese come sul mare, dal mare e sotto al mare.
In genere le forze speciali sono chiamate a condurre i tre compiti previsti dalla dottrina NATO: azioni dirette, ricognizioni speciali e assistenza militare.
Oltre a questi, le unità tier 1 della Difesa conducono anche operazioni speciali nazionali, tra cui, ad esempio, la liberazione di ostaggi.
Il GOI è specializzato a fare tutto ciò in ambiente marittimo, ad esempio conducendo una liberazione ostaggi su mercantili e piattaforme offshore, anche grazie alle capacità di proiezione e di comando e controllo uniche che offrono le forze aeronavali.
Ma le missioni non finiscono qui.
In caso di escalation crisi/conflitto per esigenze di natura nazionale o di coalizione, il GOI deve essere in grado di effettuare incursioni verso navi militari e mercantili che conducono attività illecite in porto o alla fonda con l’impiego di diversi sistemi d’arma subacquea; verso installazioni portuali/costiere e a infrastrutture civili e militari in vicinanza della costa; infiltrazione e permanenza in territori di crisi per raccolta informazioni e/o di supporto alla Forza aeronavale.
Il reparto opera anche sulla terraferma come conferma la partecipazione alle missioni internazionali in Afghanistan, Iraq e Libano degli scorsi anni.
Non ultima, infine, la capacità di proiezione dal cielo, grazie ai velivoli messi a disposizione da tutte le Forze Armate.
Un esempio è l’aviolancio a mare di un battellone d’assalto, con incursori al seguito, da velivoli C130J dell’Aeronautica Militare.
Come tutte le forze speciali, va infatti evidenziata la natura interforze delle sue operazioni, potendo e sapendo operare in sinergia sia con gli altri reparti di forze speciali che con gli assetti messi loro a disposizione dalle Forze Armate.
Nello scenario globale odierno le forze speciali, dopo un ventennio focalizzato alla lotta al terrorismo, sono chiamate ad operare anche sulle infrastrutture critiche subacquee (cavidotti e gasdotti, solo per citare i più noti).
Infine il ruolo svolto, per mezzo del COFS, a supporto delle unità di intervento del Ministero degli Interni in caso di attentato terroristico sul territorio nazionale, o in caso di preposizionamento di forze in elevato stato di prontezza in occasione di eventi di natura nazionale, come successo in occasione del G7 di Borgo Egnazia, in Puglia, lo scorso giugno.
Come sempre, il GOI porta in dote le proprie peculiari capacità di operare in ambito marittimo, oltre alla naturale integrazione con lo strumento aeronavale della Forza Armata.
In definitiva un impiego al servizio della collettività nella sua forma più concreta.
Quali sono le specializzazioni degli Incursori?
Proprio per il particolare ruolo inserito nella dottrina operativa tradizionale proiettata alla difesa degli interessi nazionali anche fuori dai nostri confini, l’Incursore acquisisce le proprie capacità non solo con la frequenza del Corso Ordinario, della furata di un anno, ma soprattutto durante il lungo cammino professionale che lo attende una volta brevettato. Pertanto abilitazioni per l’impiego di varie tipologie di apparati di respirazione per le immersioni e al corso di paracadutismo militare, seguono molte abilitazioni che si conseguono in Italia e all’estero quali tiratori scelti, Breacher (capacità di penetrare in ambienti chiusi grazie all’apertura di varchi con vari metodi), JTAC-JOINT tactical air controller (controllo aeromobili da terra per il supporto di fuoco, aviolancio con la tecnica di caduta libera (TCL), corsi EOD-IEDD (Explosive Ordnance Disposal – Improvised Explosive Device Disposal), Special Operations Combat Medic, corsi di arti marziali e di combattimento, rocciatore.
Inoltre l’Incursore deve essere in grado di condurre mezzi speciali subacquei, operare con le dotazioni di armi del reparto, che sono davvero ampie e complete, utilizzare i droni, gli apparati radio e di comando e controllo, autoveicoli speciali e blindati con corsi di guida veloce e 4×4 (fuoristrada9, essere in grado di effettuare scorte e operare anche in ambienti CRBN (Chemical, Radiological, Biological, Nuclear).
A questo si aggiungono ulteriori qualifiche e abilitazioni durante gli scambi con forze speciali straniere alleate (es; il corso avanzato 18D, cioè da operatore paramedico militare statunitense, che non eguali per le conoscenze acquisite).
Infine, grazie ai numerosi scambi svolti con gli US Navy Seals, stiamo sviluppando un percorso di human performance, cioè volto al potenziamento e al mantenimento delle capacità di combattimento, fisiche e cognitive dell’operatore, second un approccio multidisciplinare e orientato alla performance.
Vieni al Varignano – la sfida – e prova a diventare Incursore.
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