La Scuola piloti di Bocca di Serchio
C’è una casa alla foce del Serchio, tra Viareggio e Marina di Pisa, che odora di eroi e gesta.
Qui si stabilì dal 1936 al 1943 il nucleo segretissimo di assaltatori subacquei della 1a Flottiglia MAS (dal 1941 denominata Decima Flottiglia MAS), il reparto italiano che fece disperare gli inglesi che non riuscivano a capire come fosse articolato, dove si addestrasse, come fosse giunta ad elaborare tattiche e tecnologie belliche tanto irrazionali quanto geniali. Ma soprattutto efficaci.
In questo casolare i primi incursori della Regia Marina, si preparavano per le azioni contro le navi inglesi, dove il nemico si sentiva invulnerabile, cioè nei porti. Si sottoponevano a esercitazioni subacquee notturne al limite della resistenza fisica, impratichendosi di armi segrete quali il siluro a lenta corsa passato alla storia con l’appellativo di maiale.
Bocca di Serchio negli anni precedenti il secondo conflitto, era una zona dove nessuno metteva piede se non i guardiacaccia; il bosco apparteneva ai cinghiali, ai caprioli ed all’altra selvaggina.
Bocca di Serchio era stata richiesta dalla Marina ai proprietari, duchi Pietro, Giacomo e Averardo Salviati, appartenenti a quella mobilissima famiglia fiorentina da cui nel sedicesimo secolo, uscì Maria Salviati, sposa di Giovanni delle Bande Nere e madre del granduca Cosimo I dei Medici.
I proprietari furono assai comprensivi e non si intromisero mai nelle faccende dei loro ospiti. Anzi li aiutavano ad ogni evenienza. Il segreto sulla esistenza del Gruppo o, meglio sulla sua attività, fu mantenuto rigorosamente anche dai loro dipendenti.





La storia dei “siluri umani”, degli uomini temerari che, nel corso dell’ultima guerra, rischiararono la vita all’assalto delle navi inglesi nei porti del Mediterraneo, rivive nelle pagine di Beppe Pegolotti in tutta la sua drammatica sequenza, dai giorni della preparazione a Bocca di Serchio alle ore decisive dell’avventura. Senza retorica, addirittura con piglio sportivo, i superstiti protagonisti hanno rievocato queste vicende, e Pegolotti, da autentico cronista, le ha organizzate in una prospettiva viva e affascinante.














…Guardo la terrazza immortalata in numerose fotografie, immagino dove dovevano essere i covoni di fieno, il totem, il campo di pallavolo… osservo dove Tesei cacciava la beccaccia.
Nella notte sul 30 ottobre 1940 il Tenente di Vascello Gino Birindelli, primo ed unico a violare la minutissima base navale inglese di Gibilterra, dava inizio a quella serie di azioni dei Mezzi d’Assalto che dovevano portare tanto lustro alla nostra Marina.
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