Bandiera
Drappo, generalmente di lana leggera, stamigna di varia forma e dimensione, di un solo colore o a più colori disposti verticalmente o orizzontalmente. Simbolo di una nazione o di associazioni. Nel Medioevo è dapprima insegna religiosa, poi con l’età dei Comuni, insieme al vessillo, il capitano del popolo, più tardi, il gonfalone. Sul Carroccio, quando si andava in guerra, veniva posta la bandiera accanto al gonfalone.
(Lessico Universale Italiano)
«La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.»
(Art. 12 Costituzione)
Le bandiere navali di Carlo Alberto
Dopo la caduta di Napoleone e ai falliti tentativi insurrezionali del ’44-45, il 23 marzo 1948 Carlo Alberto di Savoia, sceso in campo contro gli austriaci, scelse come vessillo delle proprie truppe lo scudo Savoia sovrapposto alla bandiera italiana che, invariato nel corso del Risorgimento, divenne, nel 1861, la bandiera nazionale del Regno d’Italia.
L’11 aprile dello stesso anno, il Re concesse alle navi da guerra d’inalberare la bandiera nazionale con un apposito decreto:
«Decreto
Carlo Alberto, per grazia di Dio Re di Sardegna, di Cipro
e di Gerusalemme, Duca di Savoia, di Genova, Principe di Piemonte
Volendo che la stessa bandiera che, qual simbolo dell’unione italiana, sventola sulle schiere da noi guidate a liberare il sacro suolo d’Italia, sia inalberata sulle nostre navi da guerra e su quelle della marineria mercantile;
Sentito il parere del Consiglio dei Ministri;
Abbiamo ordinato ed ordiniamo:
Le nostre navi da guerra e le navi della nostra marineria mercantile inalbereranno qual bandiera nazionale la bandiera tricolore italiana (verde, bianco, rosso) collo Scudo di Savoia al centro. Lo scudo sarà sormontato da una corona per le navi da guerra.
Il presidente del nostro Consiglio dei Ministri, incaricato del portafoglio della Guerra e Marina, è incaricato della esecuzione del presente.
Dal nostro Quartier generale a Volta, l’11 aprile 1848.
Carlo Alberto»
L’emblema araldico della Regia Marina
Nel 1939 il Sottosegretario di Stato alla Marina e il suo Capo di Stato Maggiore, ammiraglio d’armata Domenico Cavagnari, fece richiesta alla Consulta Araldica del Regno di uno stemma da applicare alla prora delle navi. Questo fu concesso con Regio Decreto del 28 aprile 1941 n. 3107. Con l’avvento della Repubblica Italiana venne disposto di togliere lo stemma reale dalla bandiera, ma il tricolore puro e semplice era però diventato simile a quello delle bandiere mercantili di altri stati, causando possibili equivoci nell’identificazione delle navi.
Inquartato: al 1° (Marineria Veneta) di rosso al leone di San Marco con la spada e con il libro dei Vangeli chiuso, quale si usava in tempo di guerra; al 2° (Marineria Genovese) d’argento alla croce di rosso; al 3° (Marineria Amalfitana) d’azzurro alla croce biforcata d’argento; al 4° (Marineria Pisana) di rosso alla croce pisana d’argento; sul tutto l’insegna Sabauda affiancata da due fasci Littori d’oro. Lo scudo sarà contornato da un cavo torticcio d’oro sormontato da una corona formata da un cerchio con motivi alternati di rostri e di ancore romane, cimato di quattro torri (visibili) merlate alla guelfa, fiancheggiato da due prore rostrate che sporgono lateralmente, il tutto d’oro.
Venne quindi dato incarico al Consiglio Superiore della Marina di trovare una soluzione a questo inconveniente. In tale sede venne quindi determinato di utilizzare lo stemma della concessione reale del 1941 privato dello scudo sabaudo, dei fasci littori e con altre variazioni grafiche.
Le bandiere navali repubblicane
Finita la Seconda guerra mondiale e mutata la forma dello Stato, la bandiera nazionale perse lo scudo Savoia al centro della banda bianca. Conseguentemente, con il decreto legislativo del 9 novembre n. 1305, fu istituita la nuova bandiera navale sia per la Marina Mercantile che per quella Militare:
«IL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO
Vista. la legge 24 dicembre 1925, n. 2264;
Visto il decreto legislativo Presidenziale 19 giugno 1946, n. 1;
Visto il decreto· legge Luogotenenziale 25 giugno 1944 n. 151;
Visto il decreto legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri;
Sulla. Proposta del Ministro per la difesa, di concerto con il Ministro per la Marina mercantile;
HA SANZIONATO E PROMULGA:
Art. 1.
è istituita per la Marina Militare e per la Marina Mercantile una bandiera navale conforme ai modelli risultanti dalla tavola annessa al presente decreto, firmato dai Ministri per la difesa e per la marina mercantile.
Per la Marina Militare, la bandiera navale è costituita dal tricolore italiano, caricato, al centro della banda bianca, dall’emblema araldico della Marina Militare, rappresentante in quattro parti gli stemmi delle Repubbliche marinare (Venezia-Pisa-Genova-Amalfi) e sormontata da una corona turrita e rostrata.
Per la Marina Mercantile, la bandiera navale è costituita dal tricolore italiano, caricato, al centro della banda bianca, dallo stemma araldico indicato nel precedente comma, senza corona turrita e rostrata, e con il Leone di San Marco con libro, anziché con spada
Il presente decreto entra in vigore nel giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come legge dello Stato.
Dato a Roma, addì 9 novembre 1947
DE NICOLA».
NB: gli stemmi araldici riprodotti nell’immagine sono stati ingranditi per renderli più leggibili
Le bandiere navali della Marina Militare e Mercantile
Le bandiere navali della Marina Militare e Mercantile sono costituite dal Tricolore italiano ma differiscono per l’emblema araldico posto al centro della banda bianca.
- L’emblema araldico della Marina Militare è costituito dagli stemmi delle 4 Repubbliche Marinare (Venezia – Pisa – Genova – Amalfi) sormontate da una corona turrita e rostrata. Il Leone di San Marco è raffigurato con spada che poggia sul libro dei Vangeli chiuso.
- L’emblema araldico della Marina Mercantile è costituito dagli stemmi delle 4 Repubbliche Marinare senza corona turrita e rostrata con il Leone di San Marco che poggia sul libro dei Vangeli aperto.
Evoluzione dello stemma araldico Marina Militare. Da sn: 1941 – 1947 – 2012
Il nuovo stemma araldico
La troppo scarna descrizione araldica dello stemma del ’41, in contrasto con l’esigenza fondamentale di una descrizione letterale necessaria per certificare la congruità dello stemma al dettato normativo, ha spinto la Marina Militare ad avviare uno studio volto a risolvere una volta per tutte la questione.
Nel 2012 lo storico araldista e studioso di onorificenze Michele d’Andrea (micheledandrea.it), ha ricevuto l’incarico di studiare e realizzare la revisione della bandiera, dello stemma e del jack della Marina Militare. Il progetto (Per uno stemma rinnovato della Marina Militare) è stato portato a termine nello stesso anno.
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Vi ringrazio sentitamente per avere messo gli stemmi che ho elaborato qualche anno fa: il primo a sinistra istituito nel 1941 (non era propriamente della Regia Marina, ma doveva essere messo sulle prore delle navi) e quello centrale, del 1947. Li ho anche inviati al sito della Marina.
Del terzo, quello del 2012, ho fatto uno ricerca/studio, con tanto di relazione, che ne rilevava le molte improprietà (se non veri e propri errori) sia grafiche che di merito.
Lo stemma del 1947 l’ho rielaborato poco tempo dopo con piccole rettifiche nel cavo torticcio (che non cambia senso delle spire in tutto il suo corso intorno allo scudo) e piccoli dettagli del leone marciano.
Piccola nota curiosa: il decreto regio del 1941 che istituiva il primo stemma contiene una piccola improprietà laddove afferma che al corona ha quattro torri di cui tre visibili. Questo è graficamente impossibile a patto che le torri siano quadrate e quindi inadatte per una corona che per sua natura deve essere indossabile. Per vederne tre (su corona a lamina d’oro) le torri devono essere sei.
Grazie e cordialissimi saluti.