Poesie e filastrocche
Il Silurotto
Tanto fa l’ardito il duro che si perde anche il siluro.
Ilario c’ha da fare, mo so gatte da pelare!
Giorgio a Mauro disperato, “al suicidio ho già pensato”.
Notte e giorno lo si implora ma il siluro non affiora.
Quando il Drago l’ha saputo se l’è presa con il “Muto” che sconvolto piange a dirotto perché ha perso il silurotto.
Anche lo SDAI è intervenuto perche il SAR si è perduto, EDO, ALA e FOSTER porge ma il mostro non emerge.
Ahi che guaio ho combinato dice Emilio che ha lanciato, mi va sempre storto tutto ora si che sono fritto.
Dopo giorni di staffetta corre Ilario alla cornetta, è il Gran Capo che lo conforta:” non importa c’è la scorta”.
Non ci resta che pregare Nettuno dio del mare.
Per favore non sia duro ma ridia a noi il siluro.
Il buon dio che ormai s’è rotto ecco torna il silurotto.
Per l’evento non ci resta che al SAR fare festa.
Nino – Punta Rossa
Come un veliero
Miei cari vecchi amici
vecchi INCURSORI
Un veliero con le vele ammainate in attesa nel porto, non è la nostra destinazione ne un momento del nostro viaggio:
è l’immagine della nostra vita.
Abbiamo conosciuto il fascino e l’amore del basco verde e per rispettarlo abbiamo affrontato ogni rischio, offrendo con spirito e coraggio la vita e l’onore ad esso e alla patria.
Quell’amore ha consumato i nostri anni ruggenti il tempo ha consumato fisico ed energie ma non l’integrità e i sogni…
Ancora per amore (o per forza) abbiamo cambiato vita e, per dimenticare, abbiamo seguito progetti ambiziosi spesso senza calcolare gli imprevisti di una vita diversa senza il basco ne gli amici, ma sempre cercando un significato alla nostra realtà.
Forse troppo tardi abbiamo capito che bisognava alzare le vele e poi affrontare i venti del destino dovunque spingessero il vascello armati della nostra forza e umanità.
Dare un nuovo senso alla nostra vita poteva condurci in acque di follia o disperazione, ma una vita senza significato è la tortura di un veliero fatto per affrontare il mare ma che pure lo teme, come la forte tristezza dei ricordi che lentamente sale e sommerge, come l’onda sugli scogli.
EL GIO”
Mi piace ascoltare…
Il cullare del mare nelle calde notti d’estate.
Il fruscio delle foglie spazzate dal vento nelle fredde notti d’inverno.
La pioggia che cade e il canto notturno delle grondaie.
Il silenzio di un bosco innevato e mai calpestato.
La tua voce quando spaventato di notte mi chiami.
Ma più di ogni altra cosa mi piace ASCOLTARTI.
Nino 2013
Vorrei…
Vorrei che il sole
non sorgesse più inutilmente.
Vorrei che il mare potesse la sua storia raccontare.
Vorrei che il cuore di ogni uomo battesse senza affanni e all’alba di ogni giorno ascoltasse il mare.
Nino 2005
A zonzo con Marielisa
Me ne andavo una mattina a navigar
con la barca del Maurizio in mezzo al mar.
Una lancia in legno con un gran motore
che batte la bandiera tricolore.
E’ bella fiera ed elegante
dalle onde lei cullata affascinante.
A prora son le donne coi bichini
sdraiate sotto il sole sui lettini.
Quando del bisognino giunge l’ora
il secchio bianco si tira fuori a prora.
A poppa all’ombra sotto il tendalino
ci sto io il Maurizio e papà Nino.
All’alba siam partiti col cestino
convinti noi d’andare a Portofino.
Giunti al Tino traballante e mosso
il mare ci ha costretti ad un ridosso.
Un bagno fresco a pranzo un bel panino
“MA CHE CE FREGA A NOI DI PORTOFINO”
Nino 2001
ATTIMI
ATTIMI (1)
Lenta e discreta la luna s’affaccia
Come fantasmi nascono mille ombre stanche
Paziente il mare in attesa
Accende un argenteo sentiero
Fresca e silente una vela ricama
ATTIMI (2)
Come di fuoco si veste l’immenso
Mentre un battito d’ali mi accarezza la mente
Si ferma il respiro, ogni cosa, il presente.
Come un atto d’amore
L’immenso appagato si spegne.
ATTIMI (3)
Ecco pian piano salutano e si spengono le ultime chiare le sagome incerte diventano vere.
D’improvviso mille e poi mille colori
esplodono e cantano il disegno di Dio che turba e commuove ogni giorno.
Nino
CERCAMI
Cercami, là dove i sogni svaniscono
e il mondo si immerge in un arcobaleno.
Dove il vento sussurra melodie
di musiche ancora non scritte.
Dove il mare frantuma
speranze e accarezza illusioni.
Cercami, Io sarò là ad aspettarti.
Nino 2014
Il sogno di un’ancora
Triste e solinga al buio in attesa
D’essere un giorno una solida presa.
Passano gli anni, invecchia delusa
Sognando un fondale,in sentina reclusa.
Dal motore derisa che canta festoso
Lei sogna un fondale fresco e sabbioso.
“Ecco, si ferma! Forse? Che bello!”
A prora lei ode: “il gavitellooo”.
Riparte il motore, “spero mi cali”
Invece si ferma tra i muscoli ai pali.
Guarda il Pozzale… che fondale splendente!
Son pronta Lei urla …ma inutilmente.
Delusa si trae sognando un domani
D’esser filata da abili mani.
Per ora in sentina lei resta pensosa
Sognando un fondale come una sposa.
Nino 2002
La Jone
Sul mare festoso scivola lenta
bordeggia risale la Jone contenta.
Le candide vele gonfia gagliarda
bordeggia risale la Jone maliarda.
Sul ponte c’è festa tra spruzzi e sorrisi
bordeggia sicura cambiando le mura.
D’un tratto un avviso: “attenti si stramba”
la Jone decisa accosta precisa.
Tra lasco, gran lasco, poppiera e bolina
la Jone beccheggia e contenta s’ inclina.
Nel cielo si affaccia una falce di luna
ancora più belle un mare di stelle.
Coraggio va avanti il porto è vicino
a prora è già in vista il faro del Tino.
Nino 2000
Il ritorno
Cosparso l’azzurro d’estate
di petali bianchi
Nell’aria chiassosi gabbiani
salutano e vanno.
Con gli occhi del cuore ti fermi a guardare
il presente che è appena passato.
Felice sorridi al futuro
che a prora ti attende.
Nino 2000
La caffettiera
Ormai da anni ogni mattina all’alba al campo “caffeina”.
Al buio presto si bisbiglia e s’anticipa la sveglia.
Poi si ode il gorgoglio quindi inizia il dolce oblio.
L’aria è pregna dell’aroma e ognun sorge dal suo coma.
Con far gentil ma stravagante il caffè “Mauro” va fumante.
Dunque il rito si rinnova con sol Pio che non l’approva.
Per lui il caffè è giusto un vizio, per Nino invece un bel supplizio.
Dopo averlo degustato ha da esser bastonato. Calci pugni botte ai denti così i vecchi son contenti.
Ma un bel dì con gesta irose Pio la moka a noi nascose.
Cerca qua, cerca là la caffettiera dove sta?
Pio ti prego sii clemente dice il Dolce seriamente.
In questa storia disperato proprio non si è rassegnato.
Pensa dunque al di seguente senza un bel caffè bollente.
Cerca qua, cerca là Pio la moka dove sta?
Poi una notte di foschia ecco avviene una magia.
All’alba grande confusione appare a noi come in visione.
Sbuffa soffia a vaporiera la nostra bella caffettiera.
Nino – Punta Rossa
POTRAI UN GIORNO
Potrai un giorno scordare i tempi felici?
La vita da incursore
i sacrifici, le gioie
le ansie, i pericoli
i momenti esaltanti
la vita insieme
il coraggio
gli amici?
Potrai un giorno scordare il passato
No, no, certo che no!!!!
Ci sono angosce e spettri pronti a vendicarlo, immagini sempre presenti che faranno di noi delle tombe, emozioni pronte a tornare a galla in qualunque momento ma…
rimpianti: NESSUNO.
E nell’anima cosciente i ricordi di ciascuno bisbigliano che sacrifici fatiche e dolori sono diventati OGGI
orgoglio, passione, felicità.
EL GIO”
Conosco delle barche
Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche che non mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche che tornano sempre quando hanno navigato
fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.
Jacques Brel

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