B.G.4

Operazione BAIA DI GIBILTERRA 4 (B.G..4)

Decio CATALANO
SLC 1

Giuseppe GIANNONI
SLC 1

Amedeo VESCO
SLC 2

Antonio ZOZZOLI
SLC 2

Licio VISINTINI

Licio VISINTINI
SLC 3

Giovanni MAGRO

Giovanni MAGRO
SLC 3

Antonio MARCEGLIA

Antonio MARCEGLIA
Riserva

Giorgio SPACCARELLI
Riserva

Spartaco SCHERGAT

Spartaco SCHERGAT
SLC 3

Decorazioni assegnate

Junio Valerio BORGHESE
Decio CATALANO
Giuseppe GIANNONI

Amedeo VESCO
Antonio ZOZZOLI

Licio VISINTINI
Giovanni MAGRO

Antonio MARCEGLIA
Giorgio SPACCARELLI
Spartaco SCHERGAT

Promozione
Medaglia d'Argento al Valor Militare
Medaglia d'Argento al Valor Militare e promozione
Medaglia d'Argento al Valor Militare
Medaglia d'Argento al Valor Militare e promozione
Medaglia d'Argento al Valor Militare

Medaglia d'Argento al Valor Militare e promozione
Croce di Guerra al Valor Militare
Croce di Guerra al Valor Miliare
Croce di Guerra al Valor Militare

TUTTI RIENTRATI

Il forzamento della Piazzaforte di Gibilterra, già  ripetutamente tentato nei mesi passati senza esito, fu stabilito per il novilunio di Settembre in cui si potevano ancora incontrare con buone probabilità condizioni meteo favorevoli.

Lo Scirè in navigazione nelle acque del Golfo di La Spezia
Lo Scirè in navigazione. Sono ben visibili i cilindri per il trasporto degli SLC

Le informazioni sulla presenza di navi inglesi nel porto davano per certa la presenza di una nave corazzata tipo NELSON, delle navi portaerei ARK ROYALE  FURIOS, dei due  incrociatori SHEFFIELD ed HERMION, oltre a numerosi cacciatorpediniere. In rada era in formazione un numeroso convoglio.

In base agli ordini emanati da SUPERMARINA il sommergibile SCIRE', al comando del Capitano di Corvetta Junio Valerio BORGHESE, lasciò La Spezia  la sera del 10 Settembre con a bordo i mezzi speciali, e, dopo aver attraversato felicemente lo stretto di  Gibilterra nella notte sul 16, raggiungeva  la sera del 17 le acque di Cadice, dove imbarcava gli operatori dei mezzi speciali, che nel frattempo erano stati colà inviati via aerea.

All'alba del giorno 18 il sommergibile riprendeva il mare, dirigendo per la baia di Algesiras.

La sera del 19 SUPERMARINA confermava la presenza delle navi. Il Comandante BORGHESE, viste le condizioni meto-operative  favorevoli, decideva di conseguenza l'azione. 

Alle 21.00 lo SCIRE' raggiungeva il punto stabilito in fondo alla rada per l'uscita degli operatori, che avveniva verso le 00.30 del giorno 20. 

Terminata la fuoriuscita il rilascio e le opportune verifiche dei maiali, gli operatori, mantenendosi in contatto visivo, si allontanavano (ore 01.15) verso il porto. L'ordine era quello di tentare di entrare nel porto per attaccare le maggiori unità nemiche. Nel caso di difficoltà erano stati loro assegnati come obiettivi secondari i piroscafi in rada.

Il sommergibile  subito dopo dirigeva per uscire dalla rada e prendeva la rotta di ritorno alla Spezia. 

I mezzi d'assalto, pur mantenendosi in contatto,  avvertirono subito delle difficoltà, dovute  principalmente  al vento fresco di levante, che rese faticosa la navigazione e difficile il mantenimento del contatto.

A ciò si aggiunse l'intensa vigilanza esercitata dal nemico con vedette e imbarcazioni speciali e con il frequente  lancio preventivo  di bombe subacquee,  che obbligarono tutti gli equipaggi a manovrare ripetutamente per sottrarsi alla ricerca. Durante tali manovre tutti gli apparecchi si persero di vista.

Avvicinamento finale e Attacco.

Pirocisterna Fulgor

La pirocisterna Fulgor
La pirocisterna Fulgor



Designata con il nominativo convenzionale di
Base C, la Fulgor (pirocisterna di 6.504 tsl trasferitasi nel porto di Cadice da Huelva il 29 luglio 1940) era stata attrezzata come nave appoggio-sommergibili per le unità subacquee italiane operanti in Atlantico. Sulla nave era stato impiantata una base di rifornimento siluri-nafta-olio e di materiali di consumo e di viveri. I siluri e i viveri erano inviati dall’Italia; i rimanenti materiali erano stati invece prelevati dai mercantili italiani internati nei porti spagnoli dall’inizio delle ostilità.

Per consentire agli operatori degli SLC di agire in perfette condizioni fisiche, li si faceva giungere in Spagna in aereo (debitamente muniti di documenti atti a sviare i sospetti sia degli spagnoli sia degli inglesi) per essere avviati, in tutta segretezza, sulla Fulgor alla fonda nel porto di Cadice dall’inizio della guerra.

Coppia CATALANO-GIANNONI (SLC 1)

giunto ad un migliaio di metri  dall'entrata Nord del porto, venne obbligato a lunghe e complesse manovre  per disimpegnarsi  da una imbarcazione di sorveglianza che lo seguiva insistentemente e riusciva a far perdere le sue tracce soltanto dopo circa un'ora. 

Essendosi allontanato notevolmente dal porto e considerando  l'ora tarda (le 03.30),  dovette rinunciare all'obiettivo principale e attaccare i piroscafi in rada.
Dopo un primo tentativo di avvicinamento ad un piroscafo  sorvegliato  con un'imbarcazione  ormeggiata di poppa  con a bordo del personale, dirigeva  inizialmente su di un grosso piroscafo: quando già stavano per applicare la carica  sotto lo scafo,  i due operatori riconobbero l'unità per il piroscafo italiano POLLENZO. Infine alle ore 05.16 riuscivano ad attaccare  una grossa unità mercantile armata assicurando la carica  in corrispondenza delle eliche. Alle 05.55 l'equipaggio distruggeva l'apparecchio e raggiungeva a nuoto la costa spagnola.

COPPIA VISINTINI-MAGRO (SLC 3)

perduto il contatto verso le  ore 02.40 con gli altri apparecchi, dirige decisamente verso il molo. Localizzata l'entrata   del porto,  non potendola subito forzare per la presenza di due unità di vigilanza, che successivamente si frapposero fra l'apparecchio stesso e gli sbarramenti, alle 03.45 dirigeva  in immersione per il porto interno, per penetrarvi alle ore 04.00, dopo una lunga serie di manovre per evitare le imbarcazioni nemiche che lanciavano periodicamente bombe subacquee.  Non avendo più tempo per operare contro  gli obiettivi principali, fu costretto ad attaccare le unità più vicine vale a dire una petroliera  carica ormeggiata al frangiflutti.

Alle 04.40 fissava  l'esplosivo ad un'aletta di rollio   e metteva in moto il congegno  di accensione. 

Usciti dal porto, affondavano  l'apparecchio e alle 06.30 prendevano  terra in zona spagnola.

COPPIA VESCO-ZOZZOLI (SLC 2)

perduto il contatto con gli atri due equipaggi, diresse isolatamente per l'imboccatura del porto. Dopo aver evitato una unità di vigilanza, giungeva verso le 03.15 a trecento metri dalle ostruzioni, vigilate da una imbarcazione che faceva la spola fra l'entrata Nord e quella Sud.

Decisi a tentare comunque l'entrata al porto, si immersero fino sul fondo (26 metri) e procedettero verso l'entrata del porto. Gli scoppi di numerose bombe di profondità nelle immediate vicinanze fecero ritenere al T.V. VESCO di essere stato scoperto ed il sospetto gli fu confermato da un rumore di eliche che si fermò improvvisamente sulla sua verticale.

Sospettando di essere atteso al varco e temendo  che l'apparecchio potesse cadere in mani nemiche qualora l'equipaggio fosse tramortito da scoppi, rinunciava al forzamento delle ostruzioni portuali e decideva di attaccare i piroscafi in rada.
Alle 03.45 si allontanava in immersione, dirigendo quindi verso la zona dei piroscafi ed attaccava una petroliera carica.

Causa alcuni inconvenienti fisici e tecnici, la sistemazione del congegno risultò  faticosa, ma l'attacco fu ugualmente  portato a termine. Dopo aver affondato e distrutto l'apparecchio, l'equipaggio prendeva terra alle 07.00 in zona spagnola.

Un SLC fotografato in superficie
Un SLC fotografato in superficie

Roberto FRASSETTO racconta agli inglesi, nel dopoguerra, chi fossero quegli italiani che tanto scompiglio avevano creato nei loro porti. (clicca sulla foto per espandere)

Esito dell'Operazione- Recupero degli Operatori  - Rientro dello Scirè.

Gli scoppi delle cariche avvenivano tutti regolarmente all'orario prestabilito.

L'unità attaccata dal primo SLC per effetto dell'esplosione, si immerse di poppa e venne rimorchiata in secco. Era la motonave armata DURHAM di 15893 tonnellate.

L'unità attaccata dal secondo SLC, si spaccò in due tronconi all'altezza del fumaiolo.

Risultò essere la petroliera FIONA SHELL, di circa 5.000 tonnellate.

L'unità attaccata dal terzo SLC si appoggiò sul fondo. Risultò essere la petroliera DEMBYDALE di 17.000 tonnellate, la stessa fine toccò ad una piccola petroliera affiancata alla predetta.

Giunti a terra, gli equipaggi si avviarono  per incontrare nostri connazionali inviati ad attenderli. Scoperti dai gendarmi spagnoli, venivano fermati  e condotti alla tenenza de La Linea, dove dichiararono di essere dei naufraghi italiani. Più tardi furono condotti a Siviglia e successivamente autorizzati a rimpatriare.

Il Sommergibile SCIRE', dopo il rilascio dei mezzi speciali, si allontanò dalla rada di Algesiras  ed all'alba era fuori dallo stretto; per tutto il giorno 20 e 21 fu sottoposto senza essere scoperto, ad una accanita ricerca da parte di  unità inglesi. Rientrò felicemente alla base di La Spezia il 25 Settembre.