Operazione Forzamento Porto La Valletta  (MALTA)
26 Luglio 1941


 

Vittorio
MOCCAGATTA

Bruno
FALCOMATA'
Giorgio
GIOBBE
Carlo
BOSIO
Teseo
TESEI
Alcide
PEDRETTI
Aristide
CARABELLI
Roberto
FRASSETTO

Premessa

Fin dall’inizio del conflitto, il porto di La Valletta a Malta aveva rappresentato uno degli obiettivi più attraenti per i nostri mezzi d’assalto.
L’esito vittorioso dell’impresa di Suda unitamente al fatto che gli inglesi facevano sostare saltuariamente a Malta il loro naviglio militare e mercantile di transito, convinsero il Comando della X^ Flottiglia MAS a prendere in considerazione il  progetto di forzare la munitissima base di La Valletta ritenuta inviolabile dai tecnici militari di tutto il mondo.
L’impresa si presentava oltremodo difficile. Innanzi tutto, le azioni già compiute dai mezzi d’assalto italiani contro Gibilterra e soprattutto contro Suda avevano messo in allarme la Marina britannica, che stava escogitando tutti i mezzi possibili per difendersi dal nuovo pericolo.
Il Comandante della X^ flottiglia MAS, Capitano di fregata Moccagatta, consapevole di tutto ciò, aveva esposto in una concisa relazione diretta all’ammiraglio de Courten  le possibilità dei “siluri a Lenta Corsa” e dei “barchini” esplosivi (M.T.M.) in un’azione contro il porto di Malta.  Con  l'intento di raccogliere elementi  utili per la pianificazione della eventuale azione, decide di condurre  varie  ricognizioni nelle acque antistanti della Valletta.
La prima  ricognizione viene svolta nella notte del 26 Maggio1941:  al rientro invia all'Amm De Courten una relazione con delle  osservazioni dice:" In linea di massima si è potuto rilevare la possibilità di avvicinarsi all'isola con i motori ausiliari senza destare  alcun allarme; in prossimità dell'isola il mare lungo da ponente era notevolmente ridotto per il ridosso offerto dall'isola stessa, mentre vi era calma assoluta di vento.
Una seconda ricognizione viene svolta  nella notte del 26 Giugno, con i MAS 451 e 452,. A questa ricognizione partecipano i piloti degli M.T. ed un corrispondente di guerra tedesco. L'avvicinamento viene più volte interrotto a causa di allertamenti da parte della difesa dell'isola con accensione di proiettori, scoppi di bombe e tiro contraereo, nonostante tutto  i due MAS giungono a  meno di tremila metri dalla costa, sino a distinguere nettamente  i bastioni.  Alle 0735 del giorno successivo i due MAS rientrano ad Augusta.
Come nella prima ricognizione , anche in questa, al rientro il Comandante Moccagatta  redige un rapporto   e lo invia  all'Ammiraglio De Courten. Nelle osservazioni  annota:

a) Non ritengo che vi sia ascolto idrofonico nelle acque antistanti la Valletta; analogamente non ritengo che vi sia un regolare servizio di vigilanza foranea,perché in tre  successive ricognizioni  non ho avvistata nessuna unità.

b) Proiettori: Esiste una ininterrotta catena di proiettori dalla baia di S.Paolo fino a Sud Est  di La Valletta in numero superiore a trenta ...
... Ritengo che tutti i proiettori siano asserviti agli aerofoni; in generale tutti i fasci si concentrano sullo stesso punto e, durante le rotazioni, la variazione di rilevamento era costante per tutti i proiettori.

Particolare importantissimo, l’azione dei “barchini” contro Malta non poteva essere posta in relazione con le fasi della luna e doveva essere pertanto condotta alle prime luci dell’alba, non essendo possibile individuare in una notte illune l’accesso a La Valletta, molto angusto e situato fra coste a picco.
Malgrado la complessità di queste operazioni, il comandante Moccagatta confidava di riuscire nell'impresa di forzamento della base inglese.
Il 20 luglio, essendo stata ormai concretata l’operazione, Supermarina chiese a Superaereo se poteva assicurare le seguenti azioni di concorso e diversive per l’operazione:
- bombardamento di disturbo su La Valletta alle ore 01.45 del giorno X;
- seconda ondata di bombardamento più intenso su La Valletta alle ore 02.30;
- terza ondata di bombardamento anch’essa intensa su obiettivi interni;
- difesa con velivoli da caccia a partire dalle 05.30 del giorno X sulla rotta di rientro dei MAS e del Diana.
Superaereo comunicò tramite il suo Ufficiale di collegamento con Supermarina che avrebbe fornito il concorso richiesto.

Modalità Previste Per L'azione
  Ordine di Operazione n° 5/A
Augusta 23 Luglio 1941

 

Data dell'ordine: 23 Luglio 1941 - XIX
Data di esecuzione dell'ordine:
Giorno X ( in relazione alle condizioni metereologiche)
Comandante Superiore in Mare
: Cap. di Freg. Vittorio MOCCAGATTA (MAS 452)
Autorità che emana l'ordine: X^ Flottiglia  MAS
Unità che partecipano all'azione: R.N. Diana
                                                       MAS 452 - MAS 451
                                                        n° 1 MTL
                                                        n° 1 MTS
                                                        n° 9 MT
                                                        n° 2 SLC

Scopo:  Azione offensiva contro la base navale di La Valletta (Malta)
Disposizioni: I MAS 452  e 451 e la R.N. Diana, con a bordo nove M.T. ed un MTS ed avendo a rimorchio un MTL, escano dalla rada di Augusta alle ore 18.15 del giorno X in modo da trovarsi per le ore 18.45 sul punto "C" di Augusta.
Da questo punto percorrano, alla velocità di  22 nodi, le rotte costiere verso Sud fino al traverso di Pozzallo, da dove dirigono ...  per il punto "K" ... La formazione ferma sul punto "K"; il Diana molla il  rimorchio dell'MTL e proceda alla rapida  messa a mare di tutti gli MT e dell'MTS . Il MAS 451 prenda a rimorchio l'MTL ed all'ordine diriga per il punto "Y".

1) - R.N. Diana:Effettuata la messa a mare  degli MT e dell'MTS e mollato il rimorchio, la R.N. Diana, invertendo la rotta sulla dritta, diriga  ... fino al puntoNave Diana "Z" dove accosta per il punto "A" di Capo Passero
Quivi giunta , deve pendolare per meridiano fra il punto "A"  e 3 miglia Sud di Capo Passero alla velocità che ritiene più opportuna, per portare assistenza  nautica ai MAS . Rimarrà in tale  zona fino a quando non riceve dal MAS 452 l'ordine di rientrare; nelle ore diurne, invece di pendolare per meridiano, si mantiene ridossata nelle vicinanze di Capo Passero.
Comunque se alle ore 10.00 del giorno X+1 non avesse ricevuto alcun ordine, diriga per rotte costiere per rientrare ad Augusta.

2) - MAS 452 - MAS 451: Giunti sul punto  "K",  i MAS 452 e 451 dirigano con i motori ausiliari per il punto "Y" (mg. 3,5 per 44° da punta S.Elmo) seguiti dall'MTS , dai nove M.T. e con l'MTL a rimorchio corto del MAS 451.
La formazione, giunta sul punto "Y", fermi i motori e molli il rimorchio.
L'MTL diriga subito per il punto situato al limite delle secche Dragut, ad 800 metri per Nord dall'arco del ponte che unisce il molo a Punta S.Elmo. Giunto in tale punto l'MTL metta subito a  mare i due SLC che devono dirigere secondo le istruzioni particolari loro impartite e precisamente:

- Il Maggiore TESEI per attaccare l'ostruzione sotto il ponte (lo scoppio della testata deve aver luogo alle ore 0430)
- Il Ten. di Vascello COSTA per attaccare i sommergibili ormeggiati a Marsa Muscetto.
Contemporaneamente l'MTS ed i nove MT dirigano, alla minivelocità consentita dalle condizioni del mare, per lo stesso punto l'MTL (800 metri per Nord dall'arco del ponte), dove resteranno posizionati di attesa.
Non appena scoppiata la testa dell'SLC sistemata contro l'ostruzione del ponte (od al più tardi alle ore 0440) i nove MT (in seguito all'ordine del Cap. di Corv. Giorgio GIOBBE imbarcato sull'MTSM) dirigano per il passaggio sotto l'arco di sinistra del ponte, provvedendo eventualmente al forzamento dell'ostruzione se lo scoppio non fosse stato sufficiente ad aprire il varco necessario.
Nell'interno del porto gli MT attaccano  gli obiettivi assegnati preventivamente ai singoli piloti in base all'ultima ricognizione fotografica.
 

F.to

Il Capitano di Fregata
Comandante
Vittorio Moccagatta

...
 

 

Mezzi Impiegati:

 Unità che componevano la spedizione e relativi compiti a loro assegnati :


Regia Nave Diana :
  C.te C.C. Mario DI MURO - trasportare i mezzi di superficie ( 9  MTM  + 1 MTL a rimorchio) da Augusta fino a 20 mg. Da Malta;
.Rimorchiare l’M.T.L. Con a bordo due S.L.C.
.Trasportare il personale tecnico e di riserva del gruppo operante.
Cap. AN Vincenzo MARTELLOTTA - Cap. GN. G.Gastone BERTOZZI - STV Pietro MINIATI - Asp. GM Vittorio PINTO - Cap. Alfredo TARUZZI - Nocch. Francesco MALFA  - 2° Capo Pal. Mario MARINO - All. Pal. Gianni CORRADO

M.A.S.  452  
       :  al comando del T.V. Giobatta Parodi con a bordo il comandante Moccagatta e il capitano Falcomatà       doveva guidare la spedizione dal punto “C” al punto “B” (5 miglia da La Valletta), quindi recuperare ad operazione ultimata l’M.T.S.M. del comandante Giobbe;

 

 

M.A.S.   451        : al comando del STV Giorgio Sciolette doveva rimorchiare l’M.T.L. dal punto “C” al punto “B”;

M.T.L.      
          :  al comando del T.V. Franco Costa con a bordo gli operatori degli S.L.C. doveva trasportare i due S.L.C. dal punto “B” al punto “A” ,e attendere fino alle 04.30 al punto “A” per l’eventuale ritorno del maggiore Tesei; in ogni evenienza , alle ore 04.30 doveva dirigere per il rientro con i propri mezzi;

M.T.S.M. al comando del C.C. Giorgio GIOBBE  -  aveva il compito di guidare gli M.T. dal punto “B2 a 1000 metri dal punto di forzamento della base “punto A”, poi doveva ripiegare sul MAS 452 - A bordo erano presenti  - C.F. Vittorio MOCCAGATTA Comandante della Spedizione - Sc.Cann. Leonildo ZOCCHI -  Sc. M/N Luigi COSTANTINI

M.T.M. n° 1: 
STV Carlo BOSIO (  carica regolata  per l'esplosione a 5 mt. di quota)
M.T.M. n° 2: STV Roberto FRASSETTO - mancando l’azione l' S.L.C. Di Tesei, doveva essere scagliato contro l’ostruzione del ponte per provocare il primo varco;
M.T.M. n° 3:
  S.T. A.N. Aristide CARABELLI - doveva essere scagliato contro l’ostruzione in caso di fallimento di Frassetto ( carica regolata per esplodere a 1,5 metri di quota)
M.T.M. n° 4:  C°  MN  Fiorenzo CAPRIOTTI  - irrompere all’interno del porto attraverso i varchi praticati(attacco ad unità o postazioni all'interno del porto)
M.T.M. n° 5:  2° C°MN Alessandro FOLLIERI -  irrompere all’interno del porto attraverso i varchi praticati
( carica regolata  per l'esplosione a 5 mt. di quota)  
M.T.M. n° 6:
  2° C° IEF Enrico  PEDRINI-  irrompere all’interno del porto attraverso i varchi praticati(  carica regolata  per l'esplosione a 5 mt. di quota)
M.T.M. n° 7:
  Nocc. 3^ Pietro ZANIBONI  - irrompere all’interno del porto attraverso i varchi praticati(  carica regolata  per l'esplosione a 5 mt. di quota)
M.T.M.
n° 8:
 Serg. Vittorio MARCHISIO - irrompere all’interno del porto attraverso i varchi praticati(  carica regolata  per l'esplosione a 5 mt. di quota)
M.T.M. N°9:
  2° C° Vincenzo MONTANARI - irrompere all’interno del porto attraverso i varchi praticati(  carica regolata  per l'esplosione a 5 mt. di quota)


SLC. n° 1 : Magg G.N. TeseoTESEI
               Serg. Pal. Alcide PEDRETTI

Pilotato dal maggiore del genio navale Teseo Tesei e dal capo palombaro Alcide Pedretti, doveva portarsi dal punto “A” sulle ostruzioni del ponte S.Elmo e farle saltare per praticare il varco d’ingresso per gli M.T.

SLC n° 2
:  T.V Francesco COSTA
                  Serg. Pal. Luigi BARLA
Pilotato dal T.V. Franco Costa e dal Sergente palombaro Luigi Barla, dal punto “A” doveva dirigere verso la rada di Marsa Muscetto, superare le ostruzioni e attaccare i sommergibili alla fonda.
 

Ricostruzione Degli Avvenimenti
 


Per quanto riguarda  le modalità dello svolgimento dell'azione  ricorriamo all'aiuto dei  vari Pro-memoria di SUPERMARINA, del COMANDO M.M. AUTONOMO della SICILIA
         Nel pomeriggio del 25 luglio alle ore 18,00 risultando favorevoli le condizioni di tempo e di oscurità  e avendo la ricognizione aerea  accertato la presenza di unità a Malta, è stato dato l'ordine esecutivo per la progettata operazione di forzamento della predetta base navale
Dopo la partenza da Augusta la navigazione del Diana e dei MAS procedette tranquilla.

Cronologia degli avvenimenti

Ore 22.43 Nave DIANA ferma sul punto K, molla l'MTL che aveva a rimorchio, ed inizia le operazioni di messa a mare dei 9    MTM e dell'MTS
Ore 22.59 Viene messo a mare l'ultimo MTM
Il M.A.S. 451 durante la manovra prende il cavo di rimorchio nell’elica e cozza con la poppa contro dell’M.T.L.

Ore 23.00 Nave DIANA si allontana per Pv 21, velocità 22 nodi - Tutti i mezzi speciali ed i due MAS 452 e 451 iniziano l'avvicinamento  a Malta con Pv uguale a 180°.
I barchini, che si sono disposti in formazione a cuneo con in testa il C.te Giobbe, appena ammainati a mare seguono al segnale di partenza il M.A.S. 452 fino al punto “B”.
Nave DIANA giunta   a Capo Passero inizia un pendolamento fino alle ore 0600 del 26 Luglio
Durante il pendolamento si osserva:
Ore 01.35  Si accende un grosso proiettore zenitale a Malta
Percorsi attaccanti: in tratteggio i  percorsi previsti, in linea continua i percorsi effettivi
Ore 01.40 Si riaccende lo stesso proiettore  per pochi istanti
Ore 02.00 La forza è sul punto “B”
I barchini, guidati dal C.te Giobbe, effettuarono l’avvicinamento dal punto “B” al punto “A” portandosi fino a 1.000 metri dal ponte. All’inizio dell’avvicinamento il barchino n° 5 andò in avaria e, pertanto, si pose a rimorchio del M.A.S. 452. Dopo la ricognizione Giobbe conferì con Bosio e Frassetto; quindi tornò indietro con il M.A.S. 452, dopo aver defilato lungo la formazione ed aver formulato gli auguri agli operatori ormai pronti ad attaccare.
Ore 03.00: I “maiali” vengono varati, quello di Tesi è in ordine, quello di Costa ha invece una avaria alla pompa di travaso e non può eseguire l’assetto. A terra si accendono due riflettori che illuminano il gruppo navale.
Ore 03.05 Si vedono numerosi lampi sul cielo di Malta, ritengo si tratti di attacco aereo in corso
Ore 03.45:Tesei consiglia a Costa di tornare indietro. Costa suggerisce di sostituire il 2° uomo di Tesi, rimorchiare la testata del mezzo avariato, attaccare questa sotto il ponte e proseguire poi con il “maiale” efficiente per attaccare i sommergibili di Marsa Muscetta. La proposta non viene approvata , di conseguenza Tesei parte da solo con il suo secondo, per aggredire l’ostruzione retale di Ponte S.Elmo.
Tesei prima di muovere in direzione di La Valletta, disse testualmente allo stesso Costa :”Presumo che non farò in tempo altro che a portare il mio S.L.C. Sotto rete. Alle 04.30 la rete dovrà saltare e salterà. Se sarà tardi spoletterò al minimo.
Nota:
Tesei partito alle 03.45 circa, ebbe certo il tempo di raggiungere la rete prima delle 04.30. Ebbe però il tempo per compiere tutta l’operazione di fissare la testata alla rete, di spolettare e di allontanarsi ? Sta di fatto che alle 04.30 non si verificò nessuna esplosione sotto il ponte di S.Elmo.Ponte di S.Elmo visto da lontano  dopo l'attacco

Ore 04.20 Altri forti bagliori fanno supporre in atto un altro attacco aereo su Malta.
Ore 04.30:gli operatori dei barchini percepiscono un’esplosione e la attribuiscono erroneamente all’apparecchio di Tesei.

Ore 04.40: Bosio decide comunque di iniziare l’attacco. Frassetto parte per operare sotto l‘arcata esterna del ponte, stesso obiettivo di Tesei. A circa 100 metri dall’obiettivo, Frassetto disinnesca,  si lancia in mare e fa segnali intermittenti ai compagni per indicare loro il punto esatto di entrata.
Contemporaneamente le batterie poste a difesa del porto aprono il fuoco  sull'entrata del porto e sui MAS 451-452
Intanto la formazione dei barchini , al Comando del STV Bosio , accelera in direzione della segnalazione di Frassetto. Le artiglierie dei tre forti (S.Elmo - Ricasoli - Tigne) aprono il fuoco incrociato. La luce dei riflettori abbaglia a tal punto gli operatori, da non consentire loro di guardare avanti. I proiettili piovono da ogni parte,creando attorno ai “barchini” uno specchio d’acqua nel quale è assolutamente impossibile sostare.
Bosio impartisce l’ordine di ripiegamentoArcata in ferro Ponte di S.Elmo crollata per effetto delle esplosioni
Aerei da caccia e idrovolanti inglesi si levano in volo. I primi eseguono un sistematico mitragliamento; i secondi gettano bombe di profondità.
Ore 04.45:sotto il Ponte di S.Elmo si produsse un’esplosione che provocò il crollo del ponte.
Ore 04.48:Carabelli, rimasto leggermente indietro punta veloce sulla luce all’altezza di Frassetto e si lancia contro l’estremità del molo sotto il ponte. Frassetto lo vede, perfettamente, in alto con le braccia levate; non ha avuto il tempo di lanciarsi in mare, deciso a provocare l’apertura con il sacrificio della propria vita. L’esplosione dell’M.T. di Carabelli provoca, comunque, il crollo di una arcata del ponte ostruendo definitivamente l’entrata.
Ore 05.00 Il C.te Moccagatta mette in moto con gli ausiliari
Ore 05.30 (circa) L' MTS raggiunge il MAS 452, che recupera il C.te Giobbe  ed il personale, mette in moto i principali;
Ore 06.00 Esplosione in direzione del porto (probabilmente è SLC di Costa);
Ore 06.21: Inizio attacco degli aerei inglesi. Il MAS 451 si allontana verso N.E. Il MAS 452 viene ripetutamente colpito: in coperta cade fra i primi il C.te Moccagatta. Poi si abbattono, l’uno dopo l’altro, Giobbe, Falcomatà,il sottocapo Montanari e i componenti l’equipaggio dell’MTSM Costantini e Zocchi; cadono anche il C.te del MAS Parodi e un marinaio
Ore 06.43 : Cessa attacco aereo. Il personale ancora a bordo del MAS 452 esamina le persone colpite, si accerta che tutti gli Ufficiali , il 2° Capo Montanari, i Sottocapi Zocchi e Costantini ed il Marò Fucetola sono deceduti e procede a tirare sotto bordo l'MTS su cui prendono imbarco;
Ore 07.00: L'MTS inizia la rotta verso la Sicilia ;
Ore 08.55 L'MTL è sotto Nave Diana
Ore 09.05 Nave Diana  recupera tutto il personale a bordo dell'MTS;
Ore 11.28 Nave Diana, scortata dalla torpediniera Cigno  e dal MAS 544 entra nel porto di Augusta.



D E D U Z I O N I


   
Con la firma dell'armistizio ed il successivo rientro in Patria dei reduci SLC in navigazionedella spedizione MALTA  fu possibile ricostruire più esattamente lo svolgersi degli avvenimenti.
I Siluri a lenta corsa , pilotati dal Magg. GN Teseo TESEI e dal T.V. Franco COSTA diressero come  previsto verso i rispettivi obiettivi.
Non si è potuto accertare  esattamente che cosa sia  avvenuto al siluro  a lenta corsa  del Maggiore Tesei,   perché entrambi  gli operatori TESEI e PEDRETTI sono morti gloriosamente nell'audace tentativo.
Ad ogni modo il STV FRASSETTO  che era  su uno dei barchini percepì una esplosione pur senza notare  né lampi né colonne d'acqua e ritenne trattarsi del mezzo di TESEI.
Il siluro a Lenta corsa di COSTA non riuscì a raggiungere le ostruzioni a causa di un'avaria ed i due operatori COSTA e BARLA raggiunsero la costa a nuoto dove furono catturati.
Nell'incertezza che il varco  fosse stato aperto o meno da TESEI, fu deciso  di lanciare contro l'ostruzione che era sotto il ponte il primo barchino esplosivo pilotato da FRASSETTO
Nel momento in cui l'STV FRASSETTO si trovò  in mare,  si voltò  subito per vedere il risultato  del suo lancio e fu meravigliato di non vedere più il suo mezzo senza averne udito l'esplosione. Solo in un secondo tempo gli sembrò di vedere un breve lampo nell'interno del porto il che farebbe supporre che il mezzo del Maggiore TESEI avesse distrutta l'ostruzione e che quindi il barchino di FRASSETTO, non avendo trovatoM.T. catturato dagli Inglesi dopo l'azione ostacoli fosse scoppiato nell'interno. Il secondo barchino pilotato dal STV A.N. CARABELLI urtò malauguratamente contro un pilone del ponte facendolo precipitare ed ostruendo il varco .
Il STV CARABELLI morì con l'esplosione del suo barchino. Gli altri sei barchini rimasero fuori delle ostruzioni fatti segno ad un violento fuoco della difesa costiera , andarono tutti perduti.
Tutti i barchini andarono perduti, salvo uno che non esplose  e fu catturato  dagli inglesi quasi intatto.
I due MAS, l'MTS e l'MTL , in allontanamento dall'isola, furono inseguiti ed attaccati  da numerosi aerei da caccia inglesi.
Delle circa 50 persone che avevano preso parte all'azione, soltanto 11 (in parte ferite) riuscirono a  rientrare.