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| Bruno
FALCOMATA' |
Giorgio
GIOBBE |
Carlo
BOSIO |
Teseo TESEI |
Alcide
PEDRETTI |
Aristide
CARABELLI |
Roberto
FRASSETTO |
Premessa
Fin dall’inizio del conflitto, il
porto di La Valletta a Malta aveva rappresentato uno degli obiettivi più
attraenti per i nostri mezzi d’assalto.
L’esito vittorioso dell’impresa di
Suda unitamente al fatto che gli inglesi facevano sostare saltuariamente a Malta
il loro naviglio militare e mercantile di transito, convinsero il Comando della
X^ Flottiglia MAS a prendere in considerazione il progetto di forzare la
munitissima base di La Valletta ritenuta inviolabile dai tecnici militari di
tutto il mondo.
L’impresa si presentava oltremodo difficile. Innanzi tutto,
le azioni già compiute dai mezzi d’assalto italiani contro Gibilterra e
soprattutto contro Suda avevano messo in allarme la Marina britannica, che stava
escogitando tutti i mezzi possibili per difendersi dal nuovo pericolo.
Il
Comandante della X^ flottiglia MAS, Capitano di fregata Moccagatta, consapevole
di tutto ciò, aveva esposto in una concisa relazione diretta all’ammiraglio de
Courten le possibilità dei “siluri a Lenta Corsa” e dei “barchini”
esplosivi (M.T.M.) in un’azione contro il porto di Malta. Con
l'intento di raccogliere elementi utili per la pianificazione della
eventuale azione, decide di condurre varie ricognizioni nelle acque
antistanti della Valletta.
La prima ricognizione viene svolta nella
notte del 26 Maggio1941: al rientro invia all'Amm De Courten una relazione
con delle osservazioni dice:" In linea di massima si è
potuto rilevare la possibilità di avvicinarsi all'isola con i motori ausiliari
senza destare alcun allarme; in prossimità
dell'isola il mare lungo da ponente era notevolmente ridotto per il ridosso
offerto dall'isola stessa, mentre vi era calma assoluta di vento.
Una
seconda ricognizione viene svolta nella notte del 26 Giugno, con i MAS 451
e 452,. A questa ricognizione partecipano i piloti degli M.T. ed un
corrispondente di guerra tedesco. L'avvicinamento viene più volte interrotto a
causa di allertamenti da parte della difesa dell'isola con accensione di
proiettori, scoppi di bombe e tiro contraereo, nonostante tutto i due MAS
giungono a meno di tremila metri dalla costa, sino a distinguere
nettamente i bastioni. Alle 0735 del giorno successivo i due MAS
rientrano ad Augusta.
Come nella prima ricognizione , anche in questa, al
rientro il Comandante Moccagatta redige un rapporto e lo
invia all'Ammiraglio De Courten. Nelle osservazioni
annota:
a) Non ritengo che
vi sia ascolto idrofonico nelle acque antistanti la Valletta; analogamente non
ritengo che vi sia un regolare servizio di vigilanza foranea,perché in tre
successive ricognizioni non ho avvistata nessuna unità.
b)
Proiettori: Esiste una ininterrotta catena di proiettori dalla baia di S.Paolo
fino a Sud Est di La Valletta in numero superiore a trenta ...
...
Ritengo che tutti i proiettori siano asserviti agli aerofoni; in generale tutti
i fasci si concentrano sullo stesso punto e, durante le rotazioni, la variazione
di rilevamento era costante per tutti i proiettori.
Particolare
importantissimo, l’azione dei “barchini” contro Malta non poteva essere posta in
relazione con le fasi della luna e doveva essere pertanto condotta alle prime
luci dell’alba, non essendo possibile individuare in una notte illune l’accesso
a La Valletta, molto angusto e situato fra coste a picco.
Malgrado la
complessità di queste operazioni, il comandante Moccagatta confidava di riuscire
nell'impresa di forzamento della base inglese.
Il 20 luglio, essendo stata
ormai concretata l’operazione, Supermarina chiese a Superaereo se poteva
assicurare le seguenti azioni di concorso e diversive per l’operazione:
-
bombardamento di disturbo su La Valletta alle ore 01.45 del giorno X;
-
seconda ondata di bombardamento più intenso su La Valletta alle ore 02.30;
-
terza ondata di bombardamento anch’essa intensa su obiettivi interni;
-
difesa con velivoli da caccia a partire dalle 05.30 del giorno X sulla rotta di
rientro dei MAS e del Diana.
Superaereo comunicò tramite il suo Ufficiale di
collegamento con Supermarina che avrebbe fornito il concorso
richiesto.
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Ordine di Operazione n° 5/A
Augusta 23 Luglio
1941
Data
dell'ordine: 23 Luglio 1941 - XIX
Data di
esecuzione dell'ordine: Giorno X ( in relazione alle condizioni
metereologiche)
Comandante Superiore in Mare: Cap.
di Freg. Vittorio MOCCAGATTA (MAS 452)
Autorità che emana
l'ordine: X^ Flottiglia MAS
Unità che
partecipano all'azione: R.N.
Diana
MAS 452 - MAS
451
n° 1
MTL
n° 1
MTS
n° 9
MT
n° 2 SLC
Scopo: Azione offensiva contro
la base navale di La Valletta (Malta)
Disposizioni: I MAS 452 e 451 e la R.N. Diana, con a
bordo nove M.T. ed un MTS ed avendo a rimorchio un MTL, escano dalla rada di
Augusta alle ore 18.15 del giorno X in modo da trovarsi per le ore 18.45 sul
punto "C" di Augusta.
Da questo punto percorrano, alla velocità di 22
nodi, le rotte costiere verso Sud fino al traverso di Pozzallo, da dove dirigono
... per il punto "K" ... La formazione ferma sul punto "K"; il Diana molla
il rimorchio dell'MTL e proceda alla rapida messa a mare di tutti
gli MT e dell'MTS . Il MAS 451 prenda a rimorchio l'MTL ed all'ordine diriga per
il punto "Y".
1) - R.N.
Diana:Effettuata la messa a mare degli MT e dell'MTS e mollato
il rimorchio, la R.N. Diana, invertendo la rotta sulla dritta, diriga ...
fino al punto
"Z" dove accosta per il punto "A" di Capo Passero
Quivi giunta ,
deve pendolare per meridiano fra il punto "A" e 3 miglia Sud di Capo
Passero alla velocità che ritiene più opportuna, per portare assistenza
nautica ai MAS . Rimarrà in tale zona fino a quando non riceve dal MAS 452
l'ordine di rientrare; nelle ore diurne, invece di pendolare per meridiano, si
mantiene ridossata nelle vicinanze di Capo Passero.
Comunque se alle ore
10.00 del giorno X+1 non avesse ricevuto alcun ordine, diriga per rotte costiere
per rientrare ad Augusta.
2) - MAS 452 - MAS
451: Giunti sul punto "K", i MAS 452 e 451 dirigano con i
motori ausiliari per il punto "Y" (mg. 3,5 per 44° da punta S.Elmo) seguiti
dall'MTS , dai nove M.T. e con l'MTL a rimorchio corto del MAS 451.
La
formazione, giunta sul punto "Y", fermi i motori e molli il rimorchio.
L'MTL
diriga subito per il punto situato al limite delle secche Dragut, ad 800 metri
per Nord dall'arco del ponte che unisce il molo a Punta S.Elmo. Giunto in tale
punto l'MTL metta subito a mare i due SLC che devono dirigere secondo le
istruzioni particolari loro impartite e precisamente:
- Il Maggiore TESEI per
attaccare l'ostruzione sotto il ponte (lo scoppio della testata deve aver luogo
alle ore 0430)
- Il Ten. di Vascello COSTA per
attaccare i sommergibili ormeggiati a Marsa Muscetto.
Contemporaneamente
l'MTS ed i nove MT dirigano, alla minivelocità consentita dalle condizioni del
mare, per lo stesso punto l'MTL (800 metri per Nord dall'arco del ponte), dove
resteranno posizionati di attesa.
Non appena scoppiata la testa dell'SLC
sistemata contro l'ostruzione del ponte (od al più tardi alle ore 0440) i nove
MT (in seguito all'ordine del Cap. di Corv. Giorgio GIOBBE imbarcato sull'MTSM)
dirigano per il passaggio sotto l'arco di sinistra del ponte, provvedendo
eventualmente al forzamento dell'ostruzione se lo scoppio non fosse stato
sufficiente ad aprire il varco necessario.
Nell'interno del porto gli MT
attaccano gli obiettivi assegnati preventivamente ai singoli piloti in
base all'ultima ricognizione fotografica.
F.to
Il Capitano di
Fregata
Comandante
Vittorio Moccagatta
...
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Unità che componevano la spedizione e relativi compiti a loro assegnati :
Regia Nave
Diana : C.te C.C. Mario
DI MURO - trasportare i mezzi di superficie ( 9 MTM +
1 MTL a rimorchio) da Augusta fino a 20 mg. Da Malta;
.Rimorchiare l’M.T.L.
Con a bordo due S.L.C.
.Trasportare il personale tecnico e di riserva del
gruppo operante.
Cap. AN Vincenzo MARTELLOTTA - Cap. GN. G.Gastone
BERTOZZI - STV Pietro MINIATI - Asp. GM Vittorio PINTO - Cap. Alfredo TARUZZI -
Nocch. Francesco MALFA - 2° Capo Pal. Mario MARINO - All. Pal. Gianni
CORRADO
M.A.S. 452
: al comando del T.V. Giobatta Parodi con a bordo il comandante Moccagatta e
il capitano Falcomatà doveva guidare la
spedizione dal punto “C” al punto “B” (5 miglia da La Valletta), quindi
recuperare ad operazione ultimata l’M.T.S.M. del comandante
Giobbe;
M.A.S. 451
: al comando del STV Giorgio
Sciolette doveva
rimorchiare l’M.T.L. dal punto “C” al punto “B”;
M.T.L.
:
al comando del T.V. Franco Costa con a bordo gli operatori degli S.L.C.
doveva trasportare i due S.L.C. dal punto “B” al punto “A” ,e attendere fino
alle 04.30 al punto “A” per l’eventuale ritorno del maggiore Tesei; in ogni
evenienza , alle ore 04.30 doveva dirigere per il rientro con i propri
mezzi;
M.T.S.M. al comando del C.C.
Giorgio GIOBBE - aveva il compito
di guidare gli M.T. dal punto “B2 a 1000 metri dal punto di forzamento della
base “punto A”, poi doveva ripiegare sul MAS 452 - A bordo erano presenti - C.F. Vittorio MOCCAGATTA Comandante della
Spedizione - Sc.Cann. Leonildo ZOCCHI - Sc. M/N Luigi
COSTANTINI
M.T.M. n°
1: STV Carlo BOSIO
( carica regolata per l'esplosione a 5 mt. di
quota)
M.T.M. n° 2: STV
Roberto FRASSETTO - mancando l’azione l' S.L.C. Di Tesei, doveva essere
scagliato contro l’ostruzione del ponte per provocare il primo varco;
M.T.M. n°
3: S.T. A.N. Aristide CARABELLI
- doveva essere scagliato contro l’ostruzione in caso di
fallimento di Frassetto ( carica regolata per
esplodere a 1,5 metri di quota)
M.T.M. n°
4: C° MN Fiorenzo CAPRIOTTI -
irrompere all’interno del porto attraverso i varchi praticati(attacco ad
unità o postazioni all'interno del porto)
M.T.M. n°
5: 2° C°MN Alessandro FOLLIERI -
irrompere all’interno del porto attraverso i varchi praticati
( carica
regolata per l'esplosione a 5 mt. di quota)
M.T.M. n° 6: 2° C° IEF
Enrico PEDRINI- irrompere all’interno del porto
attraverso i varchi praticati( carica regolata per l'esplosione a 5
mt. di quota)
M.T.M. n° 7: Nocc. 3^
Pietro ZANIBONI - irrompere all’interno del porto attraverso
i varchi praticati( carica regolata per l'esplosione a 5 mt. di
quota)
M.T.M. n° 8: Serg. Vittorio MARCHISIO - irrompere
all’interno del porto attraverso i varchi praticati( carica regolata
per l'esplosione a 5 mt. di quota)
M.T.M. N°9: 2° C°
Vincenzo MONTANARI - irrompere all’interno del porto attraverso i
varchi praticati( carica regolata per l'esplosione a 5 mt. di
quota)
SLC. n°
1 : Magg G.N. TeseoTESEI
Serg.
Pal. Alcide PEDRETTI
Pilotato dal maggiore del genio navale Teseo
Tesei e dal capo palombaro Alcide Pedretti, doveva portarsi dal punto “A” sulle
ostruzioni del ponte S.Elmo e farle saltare per praticare il varco d’ingresso
per gli M.T.
SLC n° 2 : T.V Francesco COSTA
Serg. Pal. Luigi BARLA
Pilotato dal T.V. Franco Costa e dal
Sergente palombaro Luigi Barla, dal punto “A” doveva dirigere verso la rada di
Marsa Muscetto, superare le ostruzioni e attaccare i sommergibili alla
fonda.
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Per quanto riguarda le
modalità dello svolgimento dell'azione ricorriamo all'aiuto dei
vari Pro-memoria di SUPERMARINA, del COMANDO M.M. AUTONOMO
della SICILIA
Nel
pomeriggio del 25 luglio alle ore 18,00 risultando favorevoli le condizioni di
tempo e di oscurità e avendo la ricognizione aerea accertato la
presenza di unità a Malta, è stato dato l'ordine esecutivo per la progettata
operazione di forzamento della predetta base navale
Dopo la partenza da
Augusta la navigazione del Diana e dei MAS procedette
tranquilla.
Cronologia degli
avvenimenti
Ore 22.43 Nave
DIANA ferma sul punto K, molla l'MTL che aveva a rimorchio, ed inizia le
operazioni di messa a mare dei 9 MTM e dell'MTS
Ore 22.59 Viene messo a mare l'ultimo MTM
Il M.A.S. 451
durante la manovra prende il cavo di rimorchio nell’elica e cozza con la poppa
contro dell’M.T.L.
Ore 23.00 Nave DIANA si
allontana per Pv 21, velocità 22 nodi - Tutti i mezzi speciali ed i due MAS 452
e 451 iniziano l'avvicinamento a Malta con Pv uguale a 180°.
I
barchini, che si sono disposti in formazione a cuneo con in testa il C.te
Giobbe, appena ammainati a mare seguono al segnale di partenza il M.A.S. 452
fino al punto “B”.
Nave DIANA giunta a Capo Passero inizia un
pendolamento fino alle ore 0600 del 26 Luglio
Durante il pendolamento si
osserva:
Ore 01.35 Si accende un grosso
proiettore zenitale a Malta
Ore 01.40 Si riaccende lo
stesso proiettore per pochi istanti
Ore 02.00 La forza è sul punto “B”
I barchini, guidati dal
C.te Giobbe, effettuarono l’avvicinamento dal punto “B” al punto “A” portandosi
fino a 1.000 metri dal ponte. All’inizio dell’avvicinamento il barchino n° 5
andò in avaria e, pertanto, si pose a rimorchio del M.A.S. 452. Dopo la
ricognizione Giobbe conferì con Bosio e Frassetto; quindi tornò indietro con il
M.A.S. 452, dopo aver defilato lungo la formazione ed aver formulato gli auguri
agli operatori ormai pronti ad attaccare.
Ore 03.00: I “maiali” vengono varati, quello di Tesi è in
ordine, quello di Costa ha invece una avaria alla pompa di travaso e non può
eseguire l’assetto. A terra si accendono due riflettori che illuminano il gruppo
navale.
Ore 03.05 Si vedono numerosi lampi sul
cielo di Malta, ritengo si tratti di attacco aereo in corso
Ore 03.45:Tesei consiglia a Costa di tornare indietro. Costa
suggerisce di sostituire il 2° uomo di Tesi, rimorchiare la testata del mezzo
avariato, attaccare questa sotto il ponte e proseguire poi con il “maiale”
efficiente per attaccare i sommergibili di Marsa Muscetta. La proposta non viene
approvata , di conseguenza Tesei parte da solo con il suo secondo, per aggredire
l’ostruzione retale di Ponte S.Elmo.
Tesei prima di muovere in direzione di
La Valletta, disse testualmente allo stesso Costa :”Presumo che non farò in
tempo altro che a portare il mio S.L.C. Sotto rete. Alle 04.30 la rete dovrà
saltare e salterà. Se sarà tardi spoletterò al minimo.
Nota: Tesei partito alle 03.45 circa, ebbe certo il tempo di
raggiungere la rete prima delle 04.30. Ebbe però il tempo per compiere tutta
l’operazione di fissare la testata alla rete, di spolettare e di allontanarsi ?
Sta di fatto che alle 04.30 non si verificò nessuna esplosione sotto il ponte di
S.Elmo.
Ore 04.20 Altri forti bagliori fanno supporre in atto un altro
attacco aereo su Malta.
Ore 04.30:gli operatori
dei barchini percepiscono un’esplosione e la attribuiscono erroneamente
all’apparecchio di Tesei.
Ore 04.40: Bosio
decide comunque di iniziare l’attacco. Frassetto parte per operare sotto
l‘arcata esterna del ponte, stesso obiettivo di Tesei. A circa 100 metri
dall’obiettivo, Frassetto disinnesca, si lancia in mare e fa segnali
intermittenti ai compagni per indicare loro il punto esatto di
entrata.
Contemporaneamente le batterie poste a difesa del porto aprono il
fuoco sull'entrata del porto e sui MAS 451-452
Intanto la formazione
dei barchini , al Comando del STV Bosio , accelera in direzione della
segnalazione di Frassetto. Le artiglierie dei tre forti (S.Elmo - Ricasoli -
Tigne) aprono il fuoco incrociato. La luce dei riflettori abbaglia a tal punto
gli operatori, da non consentire loro di guardare avanti. I proiettili piovono
da ogni parte,creando attorno ai “barchini” uno specchio d’acqua nel quale è
assolutamente impossibile sostare.
Bosio impartisce l’ordine di
ripiegamento
Aerei da caccia e idrovolanti inglesi si levano in volo. I primi
eseguono un sistematico mitragliamento; i secondi gettano bombe di
profondità.
Ore 04.45:sotto il Ponte di S.Elmo si
produsse un’esplosione che provocò il crollo del ponte.
Ore 04.48:Carabelli, rimasto leggermente indietro punta veloce
sulla luce all’altezza di Frassetto e si lancia contro l’estremità del molo
sotto il ponte. Frassetto lo vede, perfettamente, in alto con le braccia levate;
non ha avuto il tempo di lanciarsi in mare, deciso a provocare l’apertura con il
sacrificio della propria vita. L’esplosione dell’M.T. di Carabelli provoca,
comunque, il crollo di una arcata del ponte ostruendo definitivamente
l’entrata.
Ore 05.00 Il C.te Moccagatta mette in
moto con gli ausiliari
Ore 05.30 (circa) L' MTS
raggiunge il MAS 452, che recupera il C.te Giobbe ed il personale, mette
in moto i principali;
Ore 06.00 Esplosione in
direzione del porto (probabilmente è SLC di Costa);
Ore 06.21: Inizio attacco degli aerei inglesi. Il MAS 451 si
allontana verso N.E. Il MAS 452 viene ripetutamente colpito: in coperta cade fra
i primi il C.te Moccagatta. Poi si abbattono, l’uno dopo l’altro, Giobbe,
Falcomatà,il sottocapo Montanari e i componenti l’equipaggio dell’MTSM
Costantini e Zocchi; cadono anche il C.te del MAS Parodi e un marinaio
Ore
06.43 : Cessa attacco aereo. Il personale ancora a
bordo del MAS 452 esamina le persone colpite, si accerta che tutti gli Ufficiali
, il 2° Capo Montanari, i Sottocapi Zocchi e Costantini ed il Marò Fucetola sono
deceduti e procede a tirare sotto bordo l'MTS su cui prendono imbarco;
Ore
07.00: L'MTS inizia la rotta verso la Sicilia
;
Ore 08.55 L'MTL è sotto Nave Diana
Ore 09.05 Nave Diana recupera tutto il personale a bordo
dell'MTS;
Ore 11.28 Nave Diana, scortata dalla
torpediniera Cigno e dal MAS 544 entra nel porto di
Augusta.
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Con
la firma dell'armistizio ed il successivo rientro in Patria dei reduci
della
spedizione MALTA fu possibile ricostruire più esattamente lo svolgersi
degli avvenimenti.
I
Siluri a lenta corsa , pilotati dal Magg. GN Teseo TESEI e dal T.V. Franco COSTA
diressero come previsto verso i rispettivi obiettivi.
Non si è potuto
accertare esattamente che cosa sia avvenuto al siluro a lenta
corsa del Maggiore Tesei, perché entrambi gli operatori TESEI
e PEDRETTI sono morti gloriosamente nell'audace tentativo.
Ad ogni modo il
STV FRASSETTO che era su uno dei barchini percepì una esplosione pur
senza notare né lampi né colonne d'acqua e ritenne trattarsi del mezzo di
TESEI.
Il siluro a Lenta corsa di COSTA non riuscì a raggiungere le
ostruzioni a causa di un'avaria ed i due operatori COSTA e BARLA raggiunsero la
costa a nuoto dove furono catturati.
Nell'incertezza che il varco fosse
stato aperto o meno da TESEI, fu deciso di lanciare contro l'ostruzione
che era sotto il ponte il primo barchino esplosivo pilotato da FRASSETTO
Nel momento in cui l'STV FRASSETTO si trovò in mare, si
voltò subito per vedere il risultato del suo lancio e fu meravigliato di non vedere più il suo mezzo senza averne udito l'esplosione.
Solo in un secondo tempo gli sembrò di vedere un breve lampo nell'interno del
porto il che farebbe supporre che il mezzo del Maggiore TESEI avesse distrutta
l'ostruzione e che quindi il barchino di FRASSETTO, non avendo trovato
ostacoli
fosse scoppiato nell'interno. Il secondo barchino pilotato dal STV A.N.
CARABELLI urtò malauguratamente contro un pilone del ponte facendolo precipitare
ed ostruendo il varco .
Il STV CARABELLI morì con l'esplosione del suo
barchino. Gli altri sei barchini rimasero fuori delle ostruzioni fatti segno ad
un violento fuoco della difesa costiera , andarono tutti perduti.
Tutti i
barchini andarono perduti, salvo uno che non esplose e fu catturato
dagli inglesi quasi intatto.
I due MAS, l'MTS e l'MTL , in allontanamento
dall'isola, furono inseguiti ed attaccati da numerosi aerei da caccia
inglesi.
Delle circa 50 persone che avevano preso parte all'azione, soltanto
11 (in parte ferite) riuscirono a rientrare.