CARLO ALBERTO LUDOVICI
“LA FORZA DI UN RESPIRO”, come la SLA ha riscritto la mia storia e mi ha rivelato la vera essenza della vita.
Un drammatico inno alla vita
Non è facile descrivere i sentimenti che si provano leggendo il libro di Carlo Alberto.
Non è facile perché quando si conosce una persona, si lavora insieme, si osservano la sua forza, la sua vitalità e la sua energia, leggere il resoconto di una vita messa a dura prova da “Lei”, una malattia inesorabile, è come ricevere un pugno allo stomaco.
Carlo Alberto descrive il percorso della sua vita prima della malattia come una vita normale, con quasi 10 anni trascorsi tra le fila degli Incursori di Marina, dove ci siamo conosciuti, e il coraggio di affrontare un cambiamento drastico, quello di lasciare un mondo estremo come quello delle Forze Speciali per affrontare la vita “civile”, comunque non scevra di momenti difficili, ma anche di successi e soddisfazioni.
È dalla scoperta dei primi sintomi che il racconto diventa drammatico, commovente e doloroso.
Il racconto del passaggio da una vita regolare, caratterizzata da avventure, delusioni, successi, impegni e sogni nel cassetto, a una nuova fase di scoperta e cambiamento, che trasforma il suo corpo in modo inesorabile, fino a renderlo un’entità completamente diversa da quella che era prima, un passaggio che Carlo Alberto si rifiuta di accettare. Poi, inevitabilmente, arriva il momento della verità: la drammatica rivelazione della presenza invadente e non richiesta di “Lei”, la famigerata sclerosi laterale amiotrofica, tristemente conosciuta come SLA: è certamente il momento più toccante e forte di tutta la storia raccontata da Carlo Alberto.
Il libro si chiude con una lettera alla figlia, un drammatico e bellissimo inno alla vita:
A te, che sei il mio cuore, la mia eredità più grande.
Se mai dovessi sentire la mancanza della mia voce, ricordati di tutto quello che ti ho detto prima che il tempo me lo impedisse. Non lasciare mai nulla in sospeso. Viaggia, ama, ridi forte. Non avere paura di sbagliare, perché il vero errore è non tentare. La vita è fragile, imprevedibile, bellissima. Vivila tutta.
E quando penserai a me, non farlo con tristezza.
Pensa a me come a una presenza che ti accompagna sempre, nel vento, nella musica, in ogni battito del tuo cuore. Perché finché tu mi ricorderai, io non sarò mai davvero andato via.
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Ciao Carlo Alberto, la tua schiettezza e la tua simpatia rimarrà per sempre nei miei ricordi. “Non più porte varcherai con il gladio nella destra, ma vestito di ghirlande d’ali bacerai la terra prima di varcare gli Elisi. Questo è il tuo destino”. Coccone #677