Orientarsi in un territorio ostile implica conoscenze topografiche avanzate. Le nozioni di base vengono insegnate alla Scuola Incursori, il resto lo fa il duro addestramento e l’esperienza
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Ogni uomo possiede un rapporto diverso tra peso e volume, pertanto deve trovare per proprio conto il proprio “equilibrio idrostatico” provando e riprovando.
Terminata la fase terra dovevamo affrontare la fase più temuta, la fase acqua. Ci ritrovammo così di fronte ad un anziano Capo Palombaro che, in modo abulico e con poca cura, ci distribuì il materiale personale necessario per poter iniziare l’attività in acqua.
Da sempre simbolo di “Forze Speciali”, il Basco Verde è stato adottato dagli Incursori di Marina nel 1953, un anno dopo la nascita del G.O.I.. Il 10 dicembre del 1977 è il giorno della cerimonia di brevetto del 28° Corso Ordinario Incursori “il Corso Murene”, il mio.
Il mestiere dell’Incursore di Marina si fonda sulla conoscenza di una miriade di nozioni che spaziano nei tre ambienti, mare – terra – cielo. Queste nozioni, le “nozioni del mestiere”, vengono costantemente aggiornate e sono il frutto delle impegnative attività operative ed addestrative svolte dagli Incursori.
Durante la cerimonia di brevetto l’allievo Incursore getta il proprio berrettuccio verde in un contenitore. Perché? Il significato di questo, all’apparenza, semplice gesto.
Alla fine le prove e le visite mediche diedero una bella sforbiciata al numero degli aspiranti allievi incursori: solo una trentina di noi poterono accedere alla frequenza del corso. Iniziammo così l’avventura affrontando la Fase Terra.
Il nodo bulin o bulino o anche detto cappio del bombardiere, nell’arte marinaresca è chiamato invece “gassa d’amante” ed è il nodo per eccellenza. Qualunque marinaio che si rispetti dovrebbe essere in grado di eseguirlo. La gassa d’amante è un nodo semplice, sicuro , non stringe mai troppo; è facile da sciogliersi anche quando il cavo, la cima o la corda è bagnata. Nell’arte dell’arrampicata è chiamato appunto “nodo bulino”.
La quaranta chilometri è una marcia operativa, da percorrere su strada, di notte, con l’equipaggiamento militare al completo e da terminare in un tempo massimo di otto ore.
Brillamentoooo dovevamo urlarlo ogni qualvolta veniva innescata una carica per informare tutti che da lì a poco ci sarebbe stata un’esplosione
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