L’inizio di una leggenda, di Antonio Brustenga e Maurizio Pinna

Martedì 30 ottobre presso la Sala Consiliare della Provincia della Spezia, alla presenza di Ippolita PAOLUCCI e Charles ROSSETTI figli degli Eroi di Pola (affondamento della VIRIBUS UNITIS) Antonio Brustenga e Maurizio Pinna hanno presentato la loro ultima fatica, il libro L’INIZIO DI UNA LEGGENDA, Edito dall’ANAIM.

L'inizio di una leggenda
L’inizio di una leggenda

Con questo libro l’Associazione prosegue nel percorso divulgativo e di valorizzazione della straordinaria storia del GRUPPO INCURSORI. Il libro, 191 pagine arricchite da splendide fotografie in bianco e nero, ritrova finalmente le origini degli Incursori di Marina narrando episodi tra i meno conosciuti. Episodi che risulteranno essere determinanti per l’esistenza stessa degli attuali Arditi Incursori.

Con L’INIZIO DI UNA LEGGENDA il lettore avrà modo di ben comprendere come gli Incursori di Marina hanno costituito nel passato e continuano a esserlo nel presente, una risorsa indispensabile per la nostra Marina Militare e per tutta l’Italia.

Se sei interessato ad acquistare il libro, al costo di 23 Euro più eventuale spese di spedizione, contatta la segreteria dell’Associazione inviando una mail a segreteria.anaim@gmail.com

STORIA, ORIGINI E IMPRESE DEGLI INCURSORI DI MARINA

Impresa di PolaIn occasione del CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA l’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ARDITI INCURSORI MARINA (ANAIM) ha il piacere di presentare un ciclo di conferenze riguardanti la Storia, le origine e le imprese degli Incursori di Marina dalla Grande Guerra ai giorni nostri.

Tutte le conferenze si terranno nella nostra sede di Piazza d’Armi a La Spezia.

Il primo incontro è fissato per martedì 4 dicembre, Santa Barbara, alle ore 18:00 e tratterà “l’Impresa di Pola”.
Vi aspettiamo numerosi soci, ospiti, amici e appassionati!

LA BEFFA DI BUCCARI E LA RESISTENZA SUL PIAVE

beffa di buccariNel centenario della fine della Grande Guerra, dopo la Conferenza di Novembre su Caporetto (“Caporetto: disfatta e risurrezione”) prosegue il percorso di ANMI Milano per conoscere gli accadimenti che portarono alla Battaglia di Vittorio Veneto con la vittoria finale del 04 novembre 1918.

Per giungere a quelle pagine di storia occorre conoscere o ricordare le azioni della Marina del Dicembre 1917 (affondamento della WIen ad opera dei MAS 9 e 13) e del Febbraio del 1918 (la Beffa di Buccari, con i MAS 94, 95 e 96)  e la poderosa resistenza dell’Esercito sul Piave, grazie anche all’ardimento suscitato dalla canzone “La Leggenda del Piave“.

Come a Novembre saremo accompagnati in tale percorso dal Dott. Francesco Mancino, nostro giovane Socio, che 

SABATO 17/03 alle ore 15,30

terrà la Conferenza con corredo di immagini:

 BEFFA DI BUCCARI E RESISTENZA SUL PIAVE:

QUANDO IL MORALE SERVE PIU’ DELLA BAIONETTA!

Tutti Eroi! O il Piave o tutti copati!

Sarà un’occasione per riscoprire quanto le azioni audaci e vittoriose della Marina (che prima sostennero e poi innalzarono il morale delle truppe nelle trincee sul Piave) ed una canzone (che divenne un vero e proprio inno, a tal punto che il Gen. Diaz, a guerra ancora in corso, scrisse: <<la canzone la leggenda del Piave al fronte è più di un generale!>>) poterono risollevare le sorti del conflitto, instillando nel Paese un senso di unità e di  rinascente volontà di riscatto.

l Fronte a Maserada sul Piave (Treviso)

Dunque, cari  Soci e Socie, tutti presenti! Occorre

CONOSCERE PER CAPIRE ,
RICORDARE PER RISPETTARE
IL SACRIFICIO DI TANTISSIMI GIOVANI!
NON MANCHIAMO!
Associazione Nazionale Marinai d’ Italia – I Gruppo – Milano “M.O.V.M. A. Carabelli” – “in corde mare et classis”

10 GIUGNO – AZIONE DI PREMUDA – FESTA DELLA MARINA

10 giugno 1918, azione di Premuda: Luigi RIZZO affonda la corazzata austroungarica Santo Stefano.

10 giugno 1918: uno sparuto ardimentoso pugno di uomini cambia per sempre le sorti della guerra navale in Adriatico, stroncando sul nascere l’incursione della flotta  austriaca uscita in mare nel disperato tentativo di spezzare le difese italiane che la costringevano ad una umiliante inerzia all’interno dei  porti.

Erano in mare al comando dell’Ammiraglio Horty decisi, fiduciosi fin quasi alla baldanza, sicuri che il successo avrebbe arriso alla loro missione. I marinai della Santo Stefano (Szent István) avevano gli occhi incollati ai binocoli alla ricerca di ogni segnale di pericolo: pennacchi di fumo, grossi baffi di schiuma bianca, qualsiasi cosa potesse segnalare loro la pericolosa presenza delle unità della flotta navale italiana. Corazzate, cacciatorpediniere, fregate: questo era ciò che i marinai austriaci si aspettavano di incontrare e che tanto febbrilmente ricercavano in mare, mentre navigavano a tutta velocità verso il canale di Otranto, con le armi spianate in assetto da combattimento determinati a dar battaglia .

10 giugno 1918, il MAS 15 affonda la corazzata Santo Stefano
10 giugno 1918, il MAS 15 affonda la corazzata Santo Stefano

Mai si sarebbero aspettati di essere attaccati e colati a picco da un vero e proprio guscio di noce.

Il MAS 15 del Comandante Luigi Rizzo dislocava12 t, era lungo 16 mt , aveva un equipaggio di 8 uomini ed era armato di solo due siluri e due mitragliatrici. Poco più di una insignificante motobarca se messo a confronto della potente corazzata.

Eppure quegli uomini, con una azione fulminea, ardita ed impavida, ottennero essi soli che la Marina italiana mantenesse il controllo totale dell’Adriatico per tutto il resto della guerra, inchiodando per sempre la flotta austroungarica all’interno dei loro ben difesi porti.

L’importanza di questo fatto d’arme fa il paio con un altro evento simile verificatosi nel secondo conflitto mondiale.

Nella notte del 19 dicembre 1941sei italiani equipaggiati con materiali dal costo irrisorio hanno fatto vacillare l’equilibrio militare in Mediterraneo a vantaggio dell’Asse”. Sono le parole di Churchill, è la notte di Alessandria d’Egitto, è la notte dove 6 incursori a cavallo dei loro maiali affondano 2 corazzate ed un cacciatorpediniere inglese mettendo la flotta italiana in netta superiorità rispetto  a quella britannica per la prima volta dall’inizio del conflitto.

Ancora una volta pochi ardimentosi a bordo di piccoli vascelli, sulla scia di quelli che li avevano preceduti in battaglia nella grande guerra, hanno la meglio sulle possenti, enormi corazzate.

E’ per questo motivo che per noi incursori la festa del 10 giugno assume doppia importanza: la prima perché siamo marinai, fieri uomini della Marina Militare; la seconda perché sentiamo questa ricorrenza, più di qualsiasi altra, come la nostra festa, la festa degli incursori, perché i Rizzo, i Rossetti e i Paolucci furono la semenza che fece germogliare l’incursione navale in Italia e nel mondo e dei quali ci sentiamo orgogliosamente e rispettosamente eredi.

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