FUMETTI CHE PASSIONE

Già da diversi anni, il realizzare fumetti, che comporta lo scrivere una storia, uno studio di regia, uno o più disegnatori per le bozze, per le immagini, per i colori e per la copertina, è assurto al livello di “arte”.

Leggiamo infatti in Wikipedia:

Le dieci principali forme di arte, da cui emanano o a cui si ricollegano tutte le altre – dette arti minori – sono:

Pittura (inclusi il  disegno, l’incisione e la grafica digitale)
Scultura (inclusi l’oreficeria, l’arte tessile, l’arazzo e l’origami)
Architettura
Letteratura
Musica
Danza
Teatro
Cinema (inclusa la  videoarte)
Fotografia (inclusa la multivisione)
Fumetto

Il successo di molti fumetti – definiti da qualcuno anche “letteratura disegnata” o “arte visuale” – non dipende solo dalla personalità o dal costume dell’eroe, ma soprattutto dall’autore che ne scrive le storie e dalla bravura del disegnatore che magistralmente le racconta. E molto spesso quest’ultimo – vignettista  come si chiamava in passato, fumettista come si chiama ora, o fumettaro come qualcuno di loro ama oggi definirsi – è un vero artista della comunicazione che con la sua arte è in grado di riprodurre la realtà umana e tecnologica di ogni periodo temporale.

Succede così che anche attraverso i fumetti, nello specifico settore della subacquea, siamo in grado di seguire l’evolversi delle tecniche d’immersione ammirando i vari personaggi, sulle colorate copertine o nelle storie in cui sono coinvolti, che si immergono semplicemente in apnea oppure utilizzando i vari sistemi d’immersione o le attrezzature e le macchine che la tecnica ha finora messo a disposizione dell’uomo. Fumetti che passione

Possiamo così ammirare la primitiva campana, il classico scafandro flessibile da palombaro o l’elmo aperto, la torretta d’osservazione, la batisfera, lo scafandro rigido articolato, il narghilé, l’autorespiratore dotato di erogatori diversi a seconda del periodo di riferimento, l’habitat subacqueo, il minisommergibile, il mezzo cingolato e il cosiddetto “maiale” ovvero il “siluro a lenta corsa” (SLC) inventato e cavalcato dagli incursori subacquei della Marina Militare Italiana, che scrissero pagine eroiche della nostra storia, durante la Seconda Guerra Mondiale.

E’ quasi incredibile come il fascino del mondo sommerso abbia avuto così ampio spazio anche nel mondo dei fumetti. Indubbiamente esso racchiude in sé ed emana quella sottile misteriosa attrazione che ci avvince generata, molto probabilmente, dalla nostra scarsa conoscenza del “sesto continente”, dalle difficoltà di accedervi, soggiornarvi e operarvi.

Ed è così che gli Autori, i Registi e i Disegnatori di fumetti, che hanno ambientato le avventure dei loro personaggi in un mondo di cui, fino a non molti anni fa, si conosceva poco o nulla, hanno avuto ampio spazio per dare sfogo a tutta la loro fantasia e creatività.

A conferma di quanto sopra, e della loro prolificità, sono gli innumerevoli personaggi che in un modo o nell’altro, nel divenire delle loro molteplici avventure, si sono immersi – o hanno dovuto immergersi – per portare a buon fine la loro missione/avventura.

Infine, poiché ritengo e sono convinto che leggere i fumetti non sia solo distrarsi un attimo dalla realtà ma anche un poco sognare, desidero qui citare due aforismi:

La vita è un sogno (anche i fumetti)

di Claudio Carabba, titolo di un suo articolo apparso sul “Corriere della Sera Magazine” del 31 marzo 2005, scritto in occasione di una mostra a Siena dedicata all’arte di Hugo Pratt ( Rimini,  15 giugno  1927 – Grandvaux, 20 agosto 1995), e:

Un uomo diventa vecchio quando i suoi rimpianti prendono il posto dei suoi sogni
dell’attore americano John Sidney Blythe Barrymore (Filadelfia, 15 febbraio 1882 – Los Angeles, 29 maggio 1942).

Faustolo Rambelli – HDS Italia

Nota: il testo di cui sopra proviene in parte dalla presentazione del libro/catalogo Fumetti Subacquei – di L. Cantarelli, P. Guiducci, F. Rambelli – Editrice la Mandragora, 2010 – pagine 469 – 930 copertine di fumetti subacquei a colori.