Spirito di corpo, tradizione e servizio.

Cerimonia di brevetto del 76° Corso Incursori. I 4 baschi verdi
Cerimonia di brevetto del 76° Corso Incursori. La Bandiera di Guerra di COMSUBIN fa il suo ingresso nel luogo della cerimonia
Cerimonia di brevetto del 76° Corso Incursori. Il Direttore del Corso Incursori legge il decalogo della Decima Flottiglia MAS ai 4brevettandi
Cerimonia di brevetto del 76° Corso Incursori. L'istruttore calza il basco verde sulla testa dell'allievo

Cerimonia di brevetto per i nuovi Incursori della Marina Militare Italiana.

Giovedì scorso, 23 gennaio, ho avuto l’onore di presenziare, in qualità di ospite, a una cerimonia di altissimo significato per le forze speciali della Marina Militare Italiana: la consegna dei baschi verdi ai frequentatori del 76° Corso Incursori “Ariete”.

La cerimonia si è svolta nella piazza d’armi del forte del Varignano, sede del Commando Raggruppamento Subacquei e Incursori (COMSUBIN), intitolato all’eroe Teseo Tesei, sede del Gruppo Operativo Incursori (G.O.I.) e alla presenza del Comandante del COMSUBIN, Contrammiraglio Stefano Frumento.
Presenti all’evento, in veste istituzionale, il Sottosegretario di Stato alla Difesa On. Matteo Perego di Cremnago, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, una folta rappresentanza di Parlamentari della Commissione Affari Esteri e Difesa, numerose autorità civili militari e naturalmente, amici e familiari dei quattro allievi che sono riusciti a completare l’impegnativo percorso.

Una semplice passeggiata tra le mura del Varignano è sufficiente per comprendere il peso che le tradizioni e lo spirito di corpo hanno per i Reparti di Comsubin. Non c’è da stupirsi, quindi, che il rispetto per il loro comune glorioso passato, per coloro che hanno contribuito a forgiarne il prestigio e per coloro che lo hanno mantenuto, sia presente in ogni elemento architettonico del Varignano; negli elementi che adornano le strutture, nel sacrario degli eroi – dove si trovano il busto di Tesei e il maiale con cui solcò le acque che bagnano la mia città – nella splendida cappella,

o nei monoliti, nelle targhe e nelle iscrizioni che commemorano il generoso tributo di sangue pagato dagli addetti a questa specialità di combattimento navale; una specialità essenzialmente italiana che oggi ha equivalenti nella maggior parte delle forze navali mondiali. Anche la cerimonia di quel giorno era permeata dal profondo rispetto ispirato da quell’intensa eredità, sottolineandone l’importanza nel mantenere vivo lo spirito di corpo che caratterizza questo reparto d’élite.

Ciò era evidente nel contenuto dei vari discorsi, nella partecipazione del figlio dell’eroe Luigi Ferraro e nell’esposizione, in un posto d’onore, degli stendardi con le medaglie d’oro guadagnate al servizio dell’Italia, sia dai Reparti d’Assalto che dalla Marina in generale; ma soprattutto, era percepibile nella delicatezza con cui quello spirito di corpo veniva affidato a quei quattro giovani incursori dai loro più fermi custodi. Mi riferisco ai veterani, rappresentati ufficialmente quel giorno dall’Incursore Rino Rigo, del 26° Corso e Padrino della Cerimonia, uno di coloro che avevano vissuto quello stesso rito mezzo secolo prima; dall’Incursore Gaetano “Nino” Zirpoli, Presidente dell’ANAIM, Associazione che raggruppa coloro che un tempo hanno militato in questa specialità, e mi permetto di menzionare anche l’Incursore Gianfranco “Ragno” Pianigiani, l’indomabile e stimato veterano della quarto Corso anno 1954.

Molto apprezzati, gli interventi del Contrammiraglio Frumento e dell’Ammiraglio Berutti Bergotto i quali hanno messo in luce l’eccellenza tattica del reparto, l’impegnativo e meticoloso processo di addestramento dei nuovi incursori, passati e futuri, nonché la loro utilità e capacità nella guerra moderna, particolarmente importante nell’attuale contesto di conflitti. Infine, il Sottosegretario Matteo Perego di Cremnago ha opportunamente sottolineato l’importanza e il significato per l’Italia di avere una forza permeata da questo spirito, impossibile da improvvisare, e che gli incursori hanno sempre abbracciato nella massima misura. Quattro i giovani italiani che, come vuole la tradizione e nel mezzo di un rituale eseguito con sentita e meticolosa perfezione, quella mattina, davanti a familiari e amici, hanno ricevuto il brevetto e poi, strappando con vigore, i vecchi berretti di servizio, hanno indossato il basco verde che li identificava come nuovi membri di una fiera famiglia: quella degli Incursori della Marina Militare Italiana. Da quel momento in poi, sanno di far parte di un’unità navale selezionata; un’élite militare con un’enorme abilità tattica, ma indubbiamente anche un’élite spirituale; un’élite che abbraccia principi come onore, lealtà, patriottismo, sacrificio e umanità.
Congratulazioni a tutti!

Alfonso Escuadra Sanchez

Perché Corso “Ariete”

Il 76° Corso INCURSORI ha scelto il nome “ARIETE”. Questo nome evoca la sintesi perfetta tra la forza dell’impatto e l’audacia dell’incursione moderna.

La scelta richiama la natura stessa dell’operatore: la capacità di concentrare ogni energia fisica, mentale e tattica in un unico punto di pressione per abbattere ogni ostacolo e raggiungere l’obiettivo. Dagli abissi alle vette più impervie, l’Ariete rappresenta la coesione di un pugno di uomini che agiscono come un solo corpo, pronti a scardinare ogni difesa con precisione chirurgica e determinazione incrollabile.

Scegliendo questo nome, intendiamo onorare lo spirito di chi ci ha preceduto, riaffermando che davanti alla carica di chi possiede una volontà ferrea, l’ostacolo deve, per necessità, cedere il passo. L’ariete è quindi pronto a raccogliere il testimone e a proiettare nel futuro la resilienza e l’ingegno che contraddistinguono gli Incursori di COMSUBIN.

76° Corso Ariete

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