Se chiudo gli occhi lo sento ancora…
L’odore forte del salmastro che entra nei polmoni mischiandosi all’umidità dell’aria e a quell’odore particolare di attrezzature meccaniche ingegnate per resistere alla poderosa azione del sale e della pressione.
Nel mentre la prua, sospinta da un silenzioso meccanismo, solca le onde del mare canticchiando una irriverente canzoncina. Poi tutto finisce. Quando anche la testa sparisce sotto la superficie si entra in un’altro mondo, un mondo fatto di silenzio e oscurità, il mondo prediletto dagli Incursori.
A quel punto occhi ossessionati seguono ipnotizzati piccoli strumenti illuminati da una fioca luce fosforescente, mentre le mani, con continui movimenti millimetricamente precisi, si adoperano sulle leve della misteriosa macchina per mantenerla puntata come una freccia verso il bersaglio.
Era un gioco continuo, iniziava con la ricerca di un equilibrio perfetto, il tuo e quello della macchina; solo allora iniziava la danza subacquea, alternavi lo stupore tra la luce del giorno e l’inoltrarti nel buio, ove l’immancabile fosforescenza faceva da cornice al cupolino e fuggiva via alle tue spalle come a voler saggiare il coraggio di chi aveva la fortuna di star con te. (da commento anonimo)
Se chiudo gli occhi lo sento ancora…
Il movimento lento e ritmato della respirazione che si accompagna ai sensi attenti ad ogni minimo segnale del compagno fedele dell’uomo sommerso, il pericolo.
Poi, con la perfezione di gestualità affinate nel tempo, ecco i movimenti per riguadagnare lentamente la superficie. In piedi sulla macchina insidiosa, esposto alla fluidità dell’elemento, il pilota sporge la testa fuori dal pelo dell’acqua, come a volersi furtivamente affacciare da una finestra per controllare i movimenti dei vicini molesti.
Intanto in lontananza sullo sfondo, le luci ballerine della Versilia, coetanei intenti al divertimento. Un irriguardoso sbeffeggio al sudore che scorre dentro la muta stagna.
Ma vuoi mettere? Tu sei un pilota, un pilota di aereo, un aereo del mare subacqueo e proprio non vorresti essere al loro posto in quel momento.
La soddisfazione di un lavoro ben fatto. Se chiudo gli occhi lo sento ancora… il ricordo di un tempo ormai andato che farà parte per sempre della mia anima.
Immagine da Altomareblu
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Era un gioco continuo, iniziava con la ricerca di un equilibrio perfetto , il tuo e quello della macchina ; solo allora iniziava la danza subacquea, alternavi lo stupore tra la luce del giorno e l’inoltrarti nel buio, ove l’immancabile fosforescenza faceva da cornice al cupolino e fuggiva via alle tue spalle come a voler saggiare il coraggio di chi aveva la fortuna di star con te. Ricordi solo nobili ricordi!
Grazie per il tuo bellissimo commento. Spero che non te ne abbia a male se lo copio e lo inserisco nel testo del post.
Mi hai dato un po’ di ossigeno.
Ti ho chiuso l’aria!