Punta Rossa – Anno Domini 1994: “la caffettiera”.
Era una “Girmi” degli anni 60 da circa 7 tazze e regalo di matrimonio di Pio P. del 12° Corso, anno 1961. Pio convolò a nozze ad Ascoli Piceno nel 1968. Dopo il matrimonio il rientro alla Spezia in Scalinata Paganini.
Un giorno in occasione di una visita dei vicini di casa, la Signora Rosalba, facendo sfoggio della loro nuova caffettiera elettrica, un gioiello della tecnologia domestica ma non ancora utilizzata, preparò un bel caffè. Come accade solitamente in questi casi si parlò del matrimonio, la torta, il vestito e doveroso lo sfoglio dell’album fotografico, il tutto mentre veniva gustata la nera bevanda apparentemente apprezzata.
Al momento del commiato gli ospiti sorridendo e in modo molto confidenziale dichiararono: ” Rosalba grazie, ancora auguri ma il caffè era una vera schifezza”!!.
In seguito all’accaduto la povera caffettiera mortificata e bocciata sin dai suoi primi vagiti finì in un angolo remoto della cucina e li restò reclusa solinga per molti anni. Correvano ormai gli anni 80 e un giorno, in casa P., durante le pulizie di primavera ritornò alla luce la caffettiera Girmi ancora nuova e nella sua bella confezione che riesumata sperava in una seconda opportunità ma Pio, che non beve caffè, dopo averla spolverata decise di disfarsene portandola al Reparto.
La caffettiera “Girmi” di Pio
La Girmi al Gruppo Incursori
La Girmi ebbe così la sua opportunità di rivalsa alla Sezione C.S. del Gruppo Incursori così composta: Pio, Mauro, Giorgio e il sottoscritto.
Fu logisticamente sistemata all’interno di una cassa per il munizionamento calibro 7,62mm. in compagnia di zucchero e caffè gentilmente offerti dalle “razioni da combattimento” privilegio di noi Operatori Incursori. Insieme ad un generatore di corrente della Honda veniva puntualmente imbarcata sui mezzi destinati al trasporto degli operatori nelle varie aree addestrative, solitamente un ACP 70 o AR 90 e successivamente su un bel furgone Fiat 242, attrezzato per un Sistema Elettronico di Addestramento al Tiro, già dotato un proprio generatore di corrente della Lombardini.
Forte Muzzerone, Bramapane, Castagna, Parodi, Foci Reno a Ravenna e Punta Rossa a Caprera, ovunque andassimo la Girmi era sempre con noi offrendoci ogni volta una pausa caffè con caldi momenti di condivisione. Al momento della partenza era solito sentir qualcuno dire: “è stata imbarcata la caffettieraaaaa”?
Il caffè era sempre una schifezza ma con il passar del tempo la Girmi migliorò il suo prodotto che gustato caldo, in tazzine improvvisate ottenute tagliando bottigliette di plastica, offriva comunque momenti di leggerezza tra sorrisi, racconti e barzellette sconce. La Girmi per molti anni è stata per noi motivo di sereni momenti di condivisione; non era tanto quella ciofeca di caffè a renderci felici ma l’atmosfera che si creava intorno al furgone mentre lo si gustava, inoltre la “7 tazze” diventava spesso da 8, 9 e anche più.
Una notte del Settembre 1994, durante il Campo a Punta Rossa, la Girmi sparì seminando il panico e al contempo scatenando la mia penna!!! Questi i fatti.
Fuori era ancora buio. Dormivo sereno in branda nella palazzina occupata dei Senatori. (Senatori: termine utilizzato per indicare gli operatori anziani). Una sistemazione logistica che ormai mi competeva quale operatore di una certa anzianità e destinato alla Sezione C.S. e TLC del Reparto.
Nino, non trovo la caffettiera!! Era Mauro che preoccupato non riusciva a trovare la Girmi per il consueto caffe ad orari antelucani. In un’attimo si accendono le luci e si comincia una disperata ricerca. Cerca qua, cerca là, ma la Moka dove sta?? Come un cane toscano da tartufi Mauro si aggirava in casa imprecando: “Maremma”, lè sparita la affettiera!!!
Gli facevano da controcanto il Dolce di Mistretta: “ma dove minghia è finita?? E Giorgio del ponente ligure: ”Belin, lea chi ieri sera”!!!
Quella mattina la mia sveglia fu alquanto inconsueta, solitamente, essendo io il più giovane della Sezione, avveniva in modo “alquanto irruento”.
L’affannosa ricerca non portò a nulla ma a nessuno passò inosservato il fatto che Pio se ne stava tranquillo beato nella sua branda facendo finta di dormire. Un tale atteggiamento fu per noi l’ammissione di colpevolezza. Si, era stato proprio lui a nasconderci la Girmi.
Cerca qua cerca là Pio la caffettiera dove sta???
Pio, ripeto ancora una volta non beve caffe, disturbato da questa sveglia giornaliera ad orari antelucani aveva nottetempo sottratto e nascosto la caffettiera. L’affannosa ricerca durò qualche giorno ma poi allargandola anche all’esterno della palazzina la Girmi fu trovata dal sottoscritto nascosta all’interno di una mimetica messa ad asciugare.
L’indomani, per la gioia di noi tutti, riprese la sua attività sbuffando e soffiando come una piccola locomotiva. Oggi a distanza di tanti anni ho provato ad avere notizie della Girmi ma, al Reparto, ormai nessuno ne ha memoria soltanto noi protagonisti di questa buffa vicenda conserviamo il caro e nostalgico ricordo di quei momenti di cameratismo ormai lontani offerti dalla Girmi.
La caffettiera
Ormai da anni ogni mattina
all’alba al campo “caffeina”.
Al buio presto si bisbiglia e s’anticipa la sveglia.
Poi si ode il gorgoglio quindi inizia il dolce oblio.
L’aria è pregna dell’aroma e ognun sorge dal suo coma.
Con far gentil ma stravagante il caffè “Mauro” va fumante.
Dunque il rito si rinnova con sol Pio che non l’approva.
Per lui il caffè è giusto un vizio, per Nino invece un bel supplizio.
Dopo averlo degustato ha da esser bastonato.
Calci pugni botte ai denti così i vecchi son contenti.
Ma un bel dì con gesta irose Pio la moka a noi nascose.
Cerca qua, cerca là la caffettiera dove sta?
Pio ti prego sii clemente dice il Dolce seriamente.
In questa storia disperato proprio non si è rassegnato.
Pensa dunque al dì seguente senza un bel caffè bollente.
Cerca qua, cerca là Pio la moka dove sta?
Poi una notte di foschia ecco avviene una magia.
All’alba grande confusione appare a noi come in visione.
Sbuffa soffia a vaporiera la nostra bella caffettiera.
Nino – Punta Rossa 1994
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Grazie Nino, che mi risvegli nei miei pensieri persone a noi molto care e quelle giornate trascorse insieme ristorati da un buon caffè. Coccone #677
Bravo Nino, bellissimo racconto ma che fine avrà fatto la Caffettiera?
Bel racconto Nino, si respira aria di sano cameratismo e fratellanza. Complimenti.