Pochi millimetri di acciaio
Pochi millimetri di acciaio.
Bastano a segnare la linea sottile tra il successo e l’insuccesso, tra la gloria e il silenzio, tra la vita e la morte.
Un ostacolo ostile, ma non sufficiente a fermare l’ardimento di quegli italiani ai quali la Storia ha chiesto il contributo più alto: quello del sangue.
È proprio di pochi millimetri di acciaio il cimelio che i nostri amici spagnoli — Alfonso, Mercedes, Alfonso Junior e Tito — hanno voluto farci dono.
Un oggetto semplice, ma dal valore immenso: il più importante cimelio che la nostra sede abbia l’onore e il privilegio di custodire.
Contro quei pochi millimetri di acciaio si infransero le vite dei nostri eroi Licio Visintini e Giovanni Magro.
Li conoscevano bene, quegli ostacoli: li avevano già affrontati, li avevano superati.
Sapevano anche che gli inglesi, consapevoli che quel sottile strato metallico non sarebbe bastato a fermare quegli italiani, lo avevano difeso con bombe micidiali.
Ma là dove gli uomini comuni vedono un limite, gli Incursori vedono una possibilità.
Con rigore e coraggio avevano studiato tempi, rotte e ostacoli, consapevoli dei rischi che li attendevano.
Eppure, ogni impresa, anche la più meticolosamente preparata, porta con sé l’imponderabile.
Furono le incognite del destino — e non quei millimetri di acciaio — a fermare la loro corsa.
Nell’estate del 1942 Il TV Licio Visintini, responsabile delle operazioni condotte a Gibilterra, avvia i lavori di trasformazione di nave Olterra e a novembre il “Cavallo di Troia” nella Baia di Algeciras è pronto a colpire.
È il 6 dicembre quando la prima operazione, denominata BG5 ha inizio. Dal ventre dell’Olterra escono Visintini/Magro, Cella/Leone e Manisco/Varini. Gli inglesi sono agguerriti, le difese sempre più stringenti, le bombe di profondità cadono come la pioggia, le reti ostruiscono l’ingresso del porto e proprio davanti a queste perdono la vita Visintini e Magro. Oggi quelle reti sono ancora conservate a Gibilterra come cimelio, ma grazie agli amici spagnoli alcuni metri sono ora custoditi nella nostra sede. Lo scorso 9 ottobre, in occasione del varo di nave Olterra, una nuova unità della Marina Militare Italiana e su invito della Madrina della cerimonia Sig.ra Corinna Ramognino, Alfonso Escuadra, sua moglie Mercedes e Alfonso Junior sono ritornati in Italia portandoci questo prezioso dono.
Grazie Alfonso, Mercedes, Alfonso Junior e Tito, per averci donato un cimelio così prezioso.
Lo custodiremo con rispetto e riconoscenza, così come conserveremo, con la stessa cura, la memoria di quei ragazzi che hanno donato la vita per la Patria.
Gaetano e Mauro
Io, Ernst P. Vallejo-Smith, Ufficiale Esecutivo (in pensione) del Quartier Generale della Fortezza di Gibilterra e Membro della Royal Geographic Society
Certifico che questo anello metallico, del diametro di trenta centimetri, appartiene a una delle reti antisommergibile che proteggevano l’accesso settentrionale al porto militare di Gibilterra durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu proprio nelle vicinanze di queste reti che il Tenente di Vascello Licio Visintini e il Sergente Palombaro Giovanni Magro (Xa Flottiglia M.A.S.) furono uccisi in azione l’8 dicembre 1942. Il cerchio metallico è stato tagliato da me stesso dalla rete attualmente conservata nei tunnel militari di Gibilterra il 24 giugno 2025.
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Gloria eterna!
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