I soldati degli eserciti vivevano in uno spazio ristretto, a volta una buca, e in essa mangiavano, dormivano, issavano le baionette, sparavano, facevano i feriti, i morti e tutto quello che può fare un soldato, ma di notte sognavano come tutti gli uomini: piazze, città, campi, prati d’erba fresca e panchine dove ci si innamora e si guarda il cielo.
Fabrizio Caramagna
In guerra mi facevano più impressione i vivi, che i morti. I morti mi sembravano dei recipienti usati e poi buttati via da qualcuno, li guardavo come se fossero bottiglie rotte. I vivi, invece, avevano questo terribile vuoto negli occhi: erano esseri umani che avevano guardato oltre la pazzia, e ora vivevano abbracciati alla morte.
Nicolai Lilin
Non esiste uomo folle al punto di preferire la guerra alla pace. In pace i figli seppelliscono i padri, in guerra sono invece i padri a seppellire i figli.
Erodoto
Qui si fa l’Italia o si muore!
Giuseppe Garibaldi
Poche settimane prima del mio congedo ho avuto il piacere di recarmi presso l’Ufficio Storico della Marina per una ricerca per la sala storica del GOI. Nel corridoio principale di questo tempio della storia marinara campeggia una mappa che mi ha profondamente colpito.
Su questa mappa Eugenio Falcetti, colui che l’ha realizzata, ha riportato la posizione di tutte le navi italiane perdute dal 10 giugno del 1940 al 7 settembre 1943.
Personalmente credo che questa mappa riesce a restituire, meglio di mille parole, il sacrificio di tanti uomini che a bordo di quelle navi hanno perso la loro giovane vita combattendo nel Mediterraneo. E stiamo parlando solo della Marina Militare italiana e solo di tre anni di guerra.
Quanti bambini, giovani, anziani di tutte le nazioni sono stati sacrificati in quello scontro brutale?
Il numero preciso non lo conosce nessuno. I numeri, drammatici, spaziano tra 60 e i 68 milioni di morti tra militari e civili. Cifre spaventose. E stiamo parlando solo della Seconda guerra mondiale.
Non riesco a non arrabbiarmi quando, troppo spesso, sento affermare che “noi siamo più fortunati” rispetto ad altri, perché siamo nati dalla parte giusta della barricata, ovvero in occidente.
Trovo questa frase, nel significato che normalmente le si vuole attribuire, offensiva per tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per donarci il mondo libero in cui oggi viviamo.
È senz’altro vero che siamo fortunati, ma lo siamo perché generazioni di nostri avi hanno combattuto e versato sangue e lacrime per dare a noi l’opportunità di vivere come oggi abbiamo la fortuna di vivere: in un mondo che loro hanno plasmato combattendo fino all’estremo sacrificio.
La libertà di cui noi godiamo non ci è stata concessa per grazia divina, ma perché milioni dei nostri Padri e Madri hanno affrontato a muso duro gli oppressori, rivoltandosi contro le ingiustizie e le tirannie. Anziché darsela a gambe levate hanno affrontato coraggiosamente la morte pur di non soccombere e cercare una vita migliore.
Forse è destino che gli uomini
di coraggio muoiano
uccisi dai vili.Ricordate i vili
e ricordate i coraggiosi.E quando siete felici
e godete la libertà
che i coraggiosi
vi hanno regalato,
abbiate un pensiero per coloro che sono passati
come passa una carezza nel vento.Tratto da “Chi ha paura dell’uomo nero”
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Sono belle parole che graffiano la nostra sensibilità, ma non riesco a confrontare I sentimenti di amor patrio dei nostri predecessori con quelli odierni , forse haimé, quasi inesistenti perché accade questo? Forse perché viviamo cullati da quel benessere che lungi dalla vita dura che I nostri avi facevano.e che solamente grazie a Loro ora possiamo permetterci. Non sempre il Benessere è viatico di sentimenti patriottici.
Come non condividere queste profonde riflessioni e come non essere riconoscenti ai nostri padri, che con il loro coraggio e con enormi sacrifici, hanno donato a tutti noi un mondo migliore.
complimenti Mauro concordo in tutto. Onori e gratitudine per coloro che a prezzo della vita ci hanno consegnato una Nazione libera. Adesso sta a noi conservarla per le generazioni future