Marmo Portoro: “un legame scolpito nella pietra”.
Dal francese “porte d’or” porta d’oro, in inglese “black and gold” nero e oro e successivamente Giada di Porto Venere; il Portoro è un pregiatissimo marmo nero con striature color oro presente sulle alture del Golfo dei Poeti, tra il comune di Ricco del Golfo, La Spezia e Porto Venere.
Già conosciuto in epoca Romana è un’ottima pietra che si presta per realizzazioni artistiche come vasi, colonne, pavimenti, rivestimenti e decorazioni interne di chiese storiche. Tra le pochissime cave ancora attive c’è la “Venere Marmo Portoro” del monte Muzzerone, altura che insieme alle isole Palmaria e Tino costituisce l’estrema punta occidentale del Golfo dei Poeti nel comune di Porto Venere e sulla cui sommità venne costruita, alla fine del 1700, l’omonima batteria antinave, oggi sede di un importante poligono addestrativo per “noi Incursori di Marina”.
Hiro
Quarantenne originario di Lignano Sabbiadoro e con un passato da studente universitario, grafico pubblicitario e bancario, Hiro all’anagrafe Andrea Lorenzon, ha sin da piccolo coltivato la passione per l’arte, scoprendo quando appena maggiorenne il suo vero talento, quello per la lavorazione della pietra, una dote naturale per la scultura e nel Golfo dei Poeti ha individuato la location per un suo progetto di vita da realizzare attraverso il marmo Portoro.
Hiro giunge a Le Grazie nel novembre 2023 seguendo le vie del Portoro ma solo nel 2024, in occasione della competizione sportiva OCR Black Cayman Race, viene a contatto con il mondo degli Incursori di Marina dei quali conosce poco. Affascinato da questa realtà accarezza l’idea di realizzare per loro una sua opera d’arte per stabilire così un forte legame da scolpire nel marmo Portoro, quella pietra che da decenni ascolta silenziosa i battiti dei cuori di quei ragazzi con Basco Verde, durante i duri addestramenti sulle alture del Muzzerone.
La sua base operativa
Con un furgone bianco, attrezzato a camper, da alcuni mesi, Hiro ha stabilito la sua “base operativa” all’ingresso della cava del Muzzerone dove da giorni accarezza, con l’abilità dello scultore, un grosso blocco di marmo Portoro sul quale pian piano si materializza un grande “fregio incursori” che da decenni era lì, prigioniero della pregiata pietra, in attesa di essere portato, da lui, alla luce.
Perfettamente integrato nel comune, con delicati colpi di scalpello e con passione Hiro vede la sua opera prendere pian piano forma e dopo alcuni giorni il fregio viene alla luce ed appare nero in tutta la sua bellezza impreziosito d’oro e che presto, ci auguriamo, possa trovare la sua collocazione nella base del Varignano.
Chi scrive lo ha incontrato, lo ha visto all’opera e ascoltato la sua passione non solo per la scultura ma per tutto ciò che c’è di bello nello splendido Golfo dei Poeti del quale si è pazzamente innamorato. Vorrei vivere qui, dice Hiro, realizzare qui il mio progetto creativo valorizzando ancora di più la bellezza di questo luogo e di questa pietra sulla quale è già stata scritta tanta storia.
Ringraziamo Hiro per l’affetto e la stima e gli auguriamo che possa nel Golfo dei Poeti, Musa ispiratrice di Byron, Shelley, Dante, Petrarca, D’Annunzio e Montale, trovare la sua strada per così dare vita a tutta quella storia già scritta nella preziosa pietra e che aspetta solo di “essere pubblicata” e perché no , in un futuro non lontano, realizzare anche il suo sogno, un proprio atelier.
Ad Maiora Semper.
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Bellissima descrizione che mette in risalto questa località meravigliosa pervasa di bellezza e dalla forza della natura. Quella forza che caratterizza l’operato degli “Incursori di Marina”. Grazie di cuore.
Che meraviglia, avevo dimenticato di questo marmo pregiato per i suoi colori particolari. Grazie per questo bellissimo articolo.