“Maiali” sul fondo all’Argentario
…Qui, allo “Scoglio” – così lo chiamavano i santostefanesi – il territorio è assai simile alla mia isola d’Elba. Mi sento a casa tra gente di mare e campagnoli con i loro muri di sassi a secco e i filari di vigna; i colori, l’odori della natura sono gli stessi… Cosi il Maggiore del Genio Navale Teseo Tesei descriveva il borgo rivierasco di Porto Santo Stefano, sul promontorio dell’Argentario appena a sud di Grosseto, poligono accuratamente scelto per le prime esercitazioni con gli SLC. tra l’autunno del 1935 e la primavera del 1936.
Una località non lontana dalla Spezia, con fondali idonei per l’attività subacquea, priva di distrazioni per gli operatori ma che, purtroppo, si rivelerà inadatta a causa dell’importante presenza turistica, anche straniera, fattore questo non compatibile con la segretezza dell’attività e che porterà poi alla scelta del litorale di Bocca di Serchio, nella tenuta dei Duchi Salviati.
Lo scorso 6 settembre alle ore 19:00, presso il Centro Culturale Don Pietro Fanciulli, Porto Santo Stefano ha voluto ricordare quel tratto di storia sconosciuta all’odierna cittadinanza e alla maggior parte degli appassionati della storia dei Mezzi d’Assalto della Regia Marina. L’evento, inserito in un locale percorso culturale è stato organizzato dal Capitano di Fregata Alessandro Busonero, Direttore del Notiziario della Marina Militare e santostefanese di nascita, in collaborazione con ANAIM che per l’occasione ha messo a disposizione un modellino del Regio Sommergibile Scirè, quello di un SLC e un vecchio ARO pendolare mono-bombola utilizzato al Gruppo Incursori negli anni ’70 e ’80.
Presenti all’evento il Presidente Gaetano Zirpoli, il Segretario Mauro Moscatelli, i soci Umberto Sartori del 6° corso e Vincenzo Parrella del 32° Corso; presente anche personale della locale Guardia Costiera, la locale Sezione A.N.M.I. e molti santostefanesi. A condurre abilmente la kermesse, con l’ausilio di un proiettore, il Comandante Busonero che insieme al Presidente Zirpoli hanno dato vita ad una interessante e vivace presentazione della storia dei Mezzi d’Assalto della Regia Marina tra la Prima e Seconda guerra mondiale con particolare attenzione al periodo che ha interessato il borgo di Porto Santo Stefano.
Quando a Roma mi è capitata tra le mani una vecchia relazione del Capitano di Fregata G. Catalano di Gonzaga Cirella Comandante del 1 ° Comando Sommergibili della Spezia e tra le righe ho letto Porto Santo Stefano non credevo ai miei occhi, dice il Comandante Busonero, mi si è aperto un mondo ed ho iniziato così la ricerca, presso l’Ufficio Storico della Marina Militare, che ci ha condotti qui questa sera.
Eventi come questi, risponde il Presidente Zirpoli, sono per noi preziosi perché ci permettono di far conoscere la nostra storia e onorare la memoria di quei ragazzi che per il Sacro Ideale dell’Amor Patrio si sono sacrificati a volte al costo della vita. È nostro dovere quindi cogliere queste opportunità nonostante le difficoltà che incontra la nostra Associazione e le poche risorse a disposizione.
Non sono mancate dall’attenta platea richieste di chiarimenti sulle apparecchiature utilizzate alle quali è stata data risposta con dovizia di particolari, ricordando inoltre che, all’epoca, il tutto era frutto di quella genialità tutta italiana.
Ringraziamo il Comandante Busonero, il Responsabile del Centro Culturale Don Pietro Fanciulli e la sua Rivista l’Argentariana che hanno dato visibilità a questa storia e tutta la cittadinanza di Porto Santo Stefano per l’ospitalità.
Prima dei saluti di commiato lo scambio di gadget con le foto di rito e l’auspicio di una futura collaborazione.
Ad Maiora Semper.
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Bella testimonianza che arricchisce la conoscenza storica di questo gruppo di Eroi che hanno dato lustro all’Italia.