Pubblichiamo con grande piacere il testo che ci ha inviato Marino Tadini, figlio di Camillo Tadini, Incursore della Decima Flottiglia MAS che nel 1943, con la “Squadriglia dell’Orsa Maggiore” a Gibilterra, meritò due Medaglie d’Argento al Valore Militare per le operazioni BG6 e BG7.
ANAIM
Lo Spirito del Serchio
di Marino TADINI
La Casina di Caccia, sede della Scuola Piloti SLC della Decima MAS, nelle precarie condizioni in cui versa oggi.
Mentre leggevo gli interessanti documenti sulle imprese della Xa MAS presenti nel sito internet di A.N.A.I.M. sono rimasto particolarmente colpito e sconcertato dalla foto che riporta l’immagine dello stato in cui versa oggi la Casina di Caccia della Bocca del Serchio.
Tale stato d’animo è dovuto ai ricordi ed ai racconti che quel nome “Serchio” mi ha fatto rivivere nella memoria di mio padre Tadini Camillo, allora Ten. D.M. incursore pilota di SLC, Siluri a Lenta Corsa altrimenti conosciuti come “maiali”. La leggenda narra che il soprannome sia dovuto curiosamente ad una espressione che ebbe Teseo Tesei tirando un pugno sul muso del siluro che in officina non aveva nessuna intenzione di funzionare a dovere, come spesso accadeva.
La Squadriglia dell’Orsa Maggiore
La ricostituita squadriglia dell’ “Orsa Maggiore” (C.C. Ernesto NOTARI e Sc.Pal. Ario LAZZARI (sostituito poi dal Sc. Pal. Andrea GIANOLI), Ten. DM Camillo TADINI e Sc. Pal. Salvatore MATTERA, Ten. AN Vittorio CELLA e Sc. Pal. Eusebio MONTALENTI) effettuò con successo due azioni a Gibilterra, Operazione BG6 nella notte del 8/9 maggio 1943 e BG7 nella notte del 3/4 agosto 1943, colando a picco oltre 50.000 tonnellate di naviglio mercantile nemico destinato ad operazioni di guerra. Per queste due azioni furono decorati con Medaglie d’Argento al Valore Militare sul campo: altre dodici medaglie per arricchire il già ricco Onore della Decima.
È anche in rispetto della loro memoria, oltre che di tutti gli altri quegli Eroi che al Serchio vissero la loro valorosa avventura donando anche la vita per quell’ ideale, che la Casina alle bocche del Serchio rimane e rimarrà un simbolo da preservare, proteggere, onorare in tutti i modi non solo per chi è animato da spirito militare ma soprattutto dalla gente semplice dell’Italia tutta perché è nello “Spirito del Serchio” che si fondano le radici della nostra Libertà e della nostra Storia.
Per questo profondo motivo penso che si dovrebbe mettere in atto ogni iniziativa possibile affinchè questo patrimonio rappresentato dalla Casina possa avere quanto meno un degno restauro e preservazione. ANAIM può e deve essere una spinta importante per raggiungere almeno questo pur minimo obiettivo.
Spesso sentivo papà canticchiare tra sé e sé lo struggente motivo che così fin dall’infanzia mi è rimasto nell’anima e nel cuore. Pur tacito e burberone, egli desiderava che tramite quel ritornello rimanesse vivo nel mio cuore quel nobile “Spirito del Serchio” e che un giorno ve lo potessi anch’io trasmettere…
Ove il Serchio sfocia in mar, ove il Serchio sfocia in mar, lì c’è un villaggio,
là ci sono i marinar, là ci sono i marinar tutto coraggio,
Li comanda Belzebù, li comanda Belzebù ch’è il capo in banda,
ma una stella di lassù, ma una stella di lassù li veglia in branda………
Con un mio caloroso saluto,
Marino Tadini
(orgogliosamente figlio di Camillo)
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Con emozione ho potuto leggere la magnifica e bellissima metafora sulla trascendenza dello Spirito del Serchio scritta dal figlio di uno di quei giovani italiani che hanno contribuito a forgiarla.
Un forte abbraccio da La Línea (Spagna).