È con vero piacere che condividiamo il bellissimo ricordo che i figli hanno dedicato al loro amato papà, l’Incursore Adriano Capponi, recentemente scomparso.
Noi, Incursori dei tempi moderni, dobbiamo molto a questi uomini che, in anni molto difficili, hanno saputo mantenere salda la barra del timone seguendo l’esempio e gli insegnamenti degli Eroi della Decima Flottiglia MAS, nel pieno rispetto dello Spirito del Serchio.
Sono un esempio e un insegnamento che ci hanno tramandato con dedizione, e che oggi ci lega a loro in un legame indissolubile.
Ed è per questo motivo che ringraziamo i figli di Adriano per questa bella testimonianza.
La nostra famiglia ama ricordare i periodi trascorsi presso la piccola base di Bacoli – Capo Miseno (tre periodi, 1958 solo tre mesi, 1963 circa 6 mesi e 1968 – 1970 due anni, il più significativi.
Un carattere forgiato dalla durezza dell’addestramento, un genitore inflessibile, ma noi figli ormai uomini adulti, scopriamo, ritornando in quei luoghi quasi quarant’anni dopo, che nessuno, laggiù, si è dimenticato di nostro padre.
Scopriamo che nostro padre, sotto la sua scorza di impenetrabile riservatezza, è invece un uomo sensibile, vicino alle persone, alla gente dei luoghi che visita e che amministra, da militare con competenze rigide, proprie, le istituzioni che in luoghi rappresenta.
Papà si rende conto, in quella fine degli ’60 dove l’Italia ancora lottava per uscire da quello stato di profonda povertà che la caratterizzava, soprattutto al sud, che in quei luoghi mancano ancora molti servizi di base: un luogo dove curare le emergenze mediche, telefoni, i trasporti sono aleatori: ed ecco che lui, per quello che gli era consentito, apre la sua piccolissima caserma e la considera una risorsa per le famiglie di quei luoghi che lì possono trovare un’infermeria attrezzata per le emergenze mediche, un telefono per chiamare un parente lontano quando c’è bisogno, ed il pulmino dei marinai che si, al mattino, può servire da scuolabus per portare i bimbi a scuola…. E lo ricordo lo scuolabus verde militare con la targa M.M..
Nostro padre, il duro incursore, se poteva aiutava, tutti, indistintamente. E lo scopriamo 40 anni dopo, quando il caso ci riporta lì, dove ad ospitarci ritroviamo la nostra maestra di allora…
Papà ci ha fatto scoprire la bellezza dei luoghi e della natura, non ce l’ha solo mostrata, ce l’ha fatta vivere, attraverso la sua passione per il mare e, si certo, attraverso gli splendidi luoghi nei quali la nostra famiglia ha vissuto seguendolo negli incarichi che via via svolgeva presso le basi della Marina Militare che spesso, sorgono nei nostri santuari naturali. Non mancava mai di farci visitare davvero quei luoghi che si incontravano seguendo la sua vita professionale, ci faceva vivere esperienze vere, 30 anni prima dell’avvento del turismo esperienziale, la moda di oggi. Avevo solo dodici anni…. Ma cavolo mi ricordo ancora la visita a quel borgo arroccato, in alto sopra la costa, con vicoli strettissimi, in Puglia, che papà ci fece visitare, anzi vivere, entrando nell’antro buio di quell’omino che ti vendeva per … venti lire, una ciotola di carne di pecora…. Allora 1972 erano esperienze per pochi, oggi sarebbero per pochissimi. E io oggi, ne ho fatto, di quell’educazione che ho ricevuto, uno strumento del mio mestiere. Il luogo: Ostuni, la missione di papa in quegli anni: direttore della scuola del Battaglione San Marco, la città dove noi l’abbiamo seguito…. Brindisi
L’educazione civica di papà usciva nei momenti nei quali meno te l’aspettavi.
Esercitazione di tiro … Poligono di Capo San Vito … Taranto, papà mi consente di assistere…. Ma non senza fare niente, devo fare le i nastri delle mg, 10 colpi per parte (a volte sbaglio e ne metto 11 falsando i punteggi con sguardi di fuoco di tutti su di me). Ma durante i colloqui con i soldati, mi tengo in disparte e cerco comunque di ascoltare papà mentre ricorda alle reclute del battaglione San Marco il ruolo difensivo che, in ultima ratio, anche i reparti di assalto svolgevano, poiché sempre, la loro azione, si svolgeva per la difesa dei nostri principi fondanti di libertà e democrazia. Certo, da incursore, era un fautore dell’ordine, ma diceva che votare era moralmente obbligatorio: la vostra idea, diceva è li che deve esprimersi, non altrove.
Lo sport: La vela, la subacquea, l’orienteering, la vita all’aria aperta. Il suo visone minimale di ciò che serve: una lampadina saldata su una piletta con due fili ed una topografica…. Con le scarpe giuste puoi andare ovunque. Sul mare si va vela…. Quante giornate a ciondolare senza vento mettendoci ore a rientrare: silenzio a bordo col chiasso anche i refoli se ne vanno… perché non li senti arrivare e non li sfrutti. La manovra per immergersi correttamente in apnea, quante volte me l’ha fatta provare… se fai così si risparmia il respiro e resisti di più. E vai più fondo senza sforzo.
Quello che ci hai trasmesso non ha tempo: è di oggi, apprezzare la natura il paesaggio, l’ambiente, l’attenzione per il prossimo vivere in modo sostenibile eliminando il superfluo e con il corretto senso civico….. da ragazzi non ce ne siamo accorti, ma oggi, ormai “anziani” abbiamo imparato a vederlo il significato di quello che ci hai trasmesso.
Forse neanche tu, papà, te ne sei reso conto… ma lo hai fatto.
Certo, quando rientravi a casa con quella divisa….. tutti subito a studiare… non sei stato un papà facile, ma come potevi esserlo, da incursore e così ti abbiamo amato.
La sua carriera:
- Entra nella Marina Militare all’incirca nel 1951
- 1952 frequenta il 1° Corso Incursori Guastatori Marina
- Venezia – imbarco sulle VAS per pattugliamento Adriatico e coste jugoslave (31/07/1953 – 31/01/1954)
- Breve periodo di assegnazione ai Lagunari
- Frequenta la scuola di guerra di Cesano (qui lui ricordava sempre il fatto di essere stato forse il primo ufficiale di marina a condurre un assalto “alla sciabola” sotto gli occhi fra l’ironico ed il divertito degli osservatori dell’Esercito”)
- Imbarchi su nave Ercole e Nave APE
- COMSUBIN dal 25/08/1961 al 05/02/1964
- 1961 partecipa alle riprese subacquee del film di produzione inglese “The Valiant” per la sua nota abilità nella conduzione dell’SLC, il MAIALE che lui portava, dicono i colleghi “In punta di piedi con il mascherino a filo della superficie del mare”
- Direttore della scuola BSM dal 22/08/1971 al 20/03/1972
- Dall’01/04/1972 al 31/07/1973 Vice Comandante Supplente , Capo ufficio addestramento, Direttore della Scuola Battaglione San Marco
- Dal 15/01/1970 al 22/08/1971 e dal 01/08/1973 al 20/08/1976 Comandante in 2a di Nave Pietro Cavezzale
- Dal 1977 passa ad altra amministrazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ma si ricordano anche i seguenti incarichi svolti nel quadro di collaborazioni svolte in ambito NATO:
- Con i Royal Marines (GB) addestramento
- Con l’US Navy – imbarco come ufficiale di collegamento su portaeri USS Iwo Jima
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Nel ricordo del mio Comandante sulla nave cavezzale una persona speciale di cui porto un ricordo nel ❤️ mi ha affidato i suo figlio dalla stazione di Spezia a quella di Mantova dove lo aspettavano i nonni .
Le mie più sentite Condoglianze alla famiglia
Grazie infinite per l’articolo