Proseguiamo con il racconto della storia del Varignano tratta da “Il Varignano” di Pietro Fulgezio Ferro.
Il Varignano sotto il regno di Sardegna
Sotto il Regno di Sardegna il Lazzaretto del Varignano fu restituito alla sua primiera destinazione sanitaria e il Magistrato della Sanità Marittima, sedente in Genova, vi destinava quale Direttore il Sig. Costa Vincenzo Gaetano, Commissario di Sanità Marittima presso il Magistrato medesimo.
Il giorno 20 aprile 1816 i pirati turchi, avendo predato fuori delle bocchette di Portovenere una bilancella di non so qual paese del Golfo, fecero man bassa di tutto quanto vi era a bordo, predarono i marinai e abbandonarono il legno; il quale venne condotto nello stesso giorno al Lazzaretto del Varignano per la quarantena.
Il successivo giorno 28 il Lazzaretto ospitava non pochi bastimenti provenienti da Levante, dovendo scontare al Varignano la quarantena prescritta per quella provenienza dichiarata infetta. Fra questi bastimenti si trovava una mezza galea con Trenta persone già schiave in Barberia e state riscattate, e fra esse v’era un certo Bertelà con suo figlio, già stati predati dai barbareschi un anno prima mentre viaggiavano per mare da Chiavari al Golfo della Spezia.
Nei primi giorni di febbraio dell’anno 1818, temendo i Sarzanesi che, come ne era corsa voce, il Governo Sardo volesse rimuovere da Sarzana il Tribunale, inviarono presso il Re, in Torino, una Deputazione per scongiurare la rimozione da essi paventata. La Deputazione, però, potè solamente parlare con S.M. la Regina, mentre essa si recava a Messa. Inteso di che volevano parlare al Sovrano, disse loro che dovevando egli recarsi al golfo della Spezia, per visitare il Varignano, e poi Sarzana, avrebbero allora discorso con lui a Bell’agio, mentre ora, essendo egli occupatissimo, non poteva distrarsi in altri oggetti de tenue considerazione.
La Regina Maria Teresa d’Austria-Este (da Wikipedia)
Sua Maestà Vittorio Emanuele I di Savoia (da Wikipedia)
Infatti S.M. il Re Vittorio Emanuele I, con la sua Augusta Consorte Regina Maria Teresa e il loro seguito, imbarcatisi a Genova sulla fregata “Maria Teresa, accompagnata da una corvetta e da un Brik, vennero alla Spezia, ossequiati con le prescritte salve dal forte di S. Maria e, oltre il magnifico Golfo, visitarono minutamente il Lazzaretto del Varignano, elogiandone le belle fabbriche e la saggia disposizione delle medesime. Ciò accadeva il 5 di maggio dell’anno 1812.
Nel 1822, volendo il Ministero della Marina “fare un posto di sortita agli Ufficiali Superiori della Reale Marina, non più idonei all’attivo servizio” istituiva l’Ufficio di Ispettore del Lazzaretto del Varignano, nominando Ispettore il Cav. Partenopeo Domenico Gerolamo; distinto Capitano di Corvetta nella R. Marina, proveniente dalla Marina della Repubblica di Genova.
Nella notte dal 3 al 4 gennaio 1825 moriva in Napoli il Re Ferdinando di Borbone e il figlio suo, Duca di Calabria in qualità di Principe Ereditario, prendeva tosto le redini del governo dello Stato, Assumendo il nome di Francesco I.
Francesco, fratello della Regina Maria Cristina, consorte del Re Carlo Felice, erano nato nel 1777 da Maria Carolina d’Austria, sorella dell’infelice Maria Antonietta, Regina di Francia e sposa del Re Luigi XVI, e nel luglio 1802 aveva sposato l’Infante Isabella di Spagna. I due sovrani, Francesco e Isabella, in viaggio a Genova, ove s’erano recati nel giugno 1825, col vascello da guerra di S.M. Siciliana, “il Vesuvio”, vennero alla Spezia, per via di terra, per visitare il magnifico Golfo , ove arrivarono il giorno 30 dello stesso mese. Le Loro Maestà vollero, principalmente, visitare il Lazzaretto del Varignano, ammirandone la bella disposizione delle ampie fabbriche e la loro attitudine alla osservanza ed esecuzione dei regolamenti sanitari.
Carlo Felice di Savoia (da Wikipedia)
Francesco I delle due Sicilie (da Wikipedia)
Fino dal novembre 1822 era stato destinato a rimpiazzare il Commissario Costa al Lazzaretto del Varignano, il Bob. Antonio Boccardi, che vi rimase circa cinque anni, sotto la dipendenza dell’Ispettore Partenopeo già ricordato.
Il primo giugno dell’anno 1826, veniva ricoverato al Varignano il brigantino “Nostra Signora di Loreto”, comandato dal capitano Francesco Ferrando, proveniente da Retimo, nell’isola di Candia, sulla qual nave erano morte di peste, durante la traversata, parecchie persone dell’equipaggio; per cui s’attaccò alla stesso Lazzaretto il pestifero morbo, dal quale si ammalarono, son so ben dire con quale esito, alcune guardie sanitarie.
Il 17 settembre 1832, essendosi reso defunto l’Ispettore Partenopeo, aspiravano a rimpiazzarlo nella importante carica rimasta vacante, il Nob. Bartolomeo Boccardi, fu Antonio, già Direttore Generale di Sanità e Commissario Straordinario per i quattro Lazzaretti della Divisione di Novara, e per l’organizzazione degli Stabilimenti Sanitari ai confini della Savoia ed allora Applicato Straordinario alla Segreteria di Stato presso il Ministero degli Interni, nonché il Cav. Millelire Giovanni Battista, distinto Capitano di Vascello nella R. Marina, ed il Marchese Castagnola della Spezia, il quale ultimo già dal luglio 1827, s’era adoperato per ottenere la nomina di Sotto Ispettore del Lazzaretto, con diritto di succedere al Cav. Partenopeo.
Nonostante i meriti distinti del Boccardi e del Castagnola, la scelta del Ministero cadde sul Cav. Millelire; il quale venne, perciò nominato all’ambito dell’ufficio.
Il Di Villamarina, Primo Segretario di Guerra e Marina, informava di suddetta nomina l’Ammiraglio Comandante in Capo della R. Marina di Genova, col seguente Dispaccio, datato da Torino, li 6 ottobre 1832:
«Avendo avuto l’onore di sottoporre a S.M. le supplicazioni del Sign. Cav. Giovanni Battista Millelire, Capitano di Vascello, da V.S. Ill.ma ed Ecc.ma trasmessami col pregiatissimo suo foglio n. 1583, tendenti ad ottenere la carica di Ispettore del Lazzaretto del Varignano, rimasta vacante per decesso del Capitano di Fregata Cav. Partenopeo, pregiomi far noto a V.S. Ill.ma ed ecc.ma che il Re, in seguito alla raccomandazione da Lei fatta di questo benemerito Ufficiale Superiore, ed in vista anche di poter arrecare una nuova economia sul Bilancio che permetta alla S.V. di proporre quelli avanzamenti di incoraggiamento negli Ufficiale della Marina, che sarà per giudicare opportuni, si è degnata nominare il predetto Cav. Millelire all’implorato posto, firmando a tale uopo le sue Regie Patenti, in virtù delle quali gli si conserva il grado di Capitano di Vascello, e gli viene assegnata la paga di L. Seimila, oltre i vantaggi portati dalla R. Determinazione del 22 giugno 1822, cominciando dal primo ottobre corrente.
«La prego di voler rendere note al predetto Cav. Millelire queste Sovrane Grazie a di lui favore, prescrivendogli di dar sesto ai suoi affari per recarsi al più presto che sarà possibile ad assumere le nuove sue funzioni, per le quali presterà giuramento a mani di V.S. ill.ma ed ecc.ma, come fece il fu Cav. Partenopeo.
«Gradisca la E.V. i sensi del mio distintissimo ossequio.
«Il Primo Segretario di Guerra Marina
«DI VILLAMARINA»
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Grazie Mauro, molto interessante, ottimo per ampliare una traccia storica a molti sconosciuta.Per l’onore d’Italia, cordiali saluti ALESSANDRO.