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Capitolo 3: Il Varignano durante l’occupazione austro-russa del Golfo della Spezia
Capitoli precedenti:
Nell’agosto 1799, durante la guerra anglo-austro-russa contro i Gallo-Liguri, l’esercito austro-russo, varcata la Magra, s’avvicinò alla Spezia. Non resistette all’urto nemico il piccolo presidio gallo-ligure, comandato dal Montserraz, che, tolto in fretta il quartiere, riparò nel Forte di Santa Maria per unirsi al presidio del generale Desports, che aveva abbandonato La Spezia il 2 agosto.
Su questo argomento vedi anche: 1799-1800: Inglesi, russi e francesi sconquassano il Golfo pubblicato su Lerici In…
Appena preso possesso della Spezia, il nemico diede mano alacremente alla espugnazione del Forte di Santa Maria; occupato il quale l’armata dei confederati poteva dirsi padrona non solo del Golfo, ma di tutta la Riviera di Levante. I forti minori erano giù stati abbandonati dai francesi, sicché facilmente poterono gli austriaci occuparli e farne basi di operazioni contro la fortezza nemica.
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I francesi rinchiusi nel Forte di Santa Maria opposero una valida resistenza, ma infine, battuti dalla flotta inglese e da un corpo di truppe albanesi al servizio dell’Inghilterra, il 26 agosto, dovettero arrendersi, rimanendo prigionieri degli assedianti tutta la guarnigione francese e ligure, compreso il comandante francese, Montserraz.
La «Gazzetta Nazionale della Liguria» del 31 agosto recava la notizia della caduta del forte in questi termini:
«Il Forte di Santa Maria, non avendo più ricevuto alcun rinforzo, e strettamente bloccato di terra e di mare, ha dovuto capitolare lunedì alle ore quattro del dopo pranzo. La guarnigione è sortita con tutti gli onori militari, e ha deposto le armi sulla spianata: essa è rimasta prigioniera di guerra. Vi è però chi assicura che tornerà a Genova facendo il giro di Lombardia… E resta così in potere degli Anglo-Austro-Turco-Russi il più bel Golfo del Mediterraneo».
Con la caduta del Forte di Santa Maria tutta la Riviera di Levante era ormai irremissibilmente perduta per le armi francesi. Il Ministro della Repubblica Ligure a Parigi, Nob. Giambattista Bartolomeo Boccardi, ne dava melanconicamente relazione al Ministro degli Esteri di Francia con la sua nota dell’8 settembre:
«Les mouvements de l’armée ennemie deviennent de plus en plus menaçants… Presque toute la Riviére du Levant et le Golfe de la Spezia sont déjà en son pouvoir. L seule forteresse, qui y était encore entre le mains des Français, vient de tomber».
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E chiedeva se il Direttorio non dovesse fare ogni sforzo per rioccupare queste perdute posizioni, mostrando l’eccezionale importanza di mantenerne il possesso:
«C’est au Directoire Exécutif a juger s’il n’est pas de la plus gran importance d’arracher à l’ennemi le golfe de la Spezia, d’ou le Angolais domineraient toute le Méditerranée, et menaceraient perpétuellement le côtes de départements méridionaux».
E il giorno appresso ragguagliava il suo Governo a Genova d’un colloquio avuto col generale Bernadotte ministro della Guerra, il quale s’era mostrato disposto e deciso «come il son tutti», di «riprendere il Golfo della Spezia, e di strapparlo più presto che sarà possibile agli Inglesi».
Dopo la caduta del Forte di Santa Maria, gli austriaci occuparono anche il Lazzaretto del Varignano, ove rimasero fino al giugno del 1800; quando, cioè, i Francesi, ripresero il sopravvento, rimasero nuovamente padroni della Liguria e perciò anche del Golfo della Spezia.
Della occupazione austriaca del Varignano ci è rimasto ricordo in una nota del Commissario del Lazzaretto Nob. Boccardi Antonio, nella quale si leggono, fra l’altro, queste precise parole:
«1700 – In agosto. Nota di robbe, e merci esistenti nel Lazzaretto del Varignano di spettanza del Cittadino Antonio Boccardi quondam Giuseppe, state derubate da diversi briganti Liguri nel tempo della invasione degli Austriaci».
Fra circa i quaranta articoli di cui si compone la nota degli oggetti asportati, calcolati in totale di L. 16.189,15, sono degni di nota i seguenti:
«Casse due libri, contenenti moltissime opere, una collezione di Monitori, Atlanti, e diverse opere rare valutabili in tutto almeno L. 4800; e: un albero, con antenna e timone per liuto, nonché sei mezze botti cerchiate di ferro, che si dicono di spettanza della Flottiglia imperiale».
Quest’ultimo periodo mi fa credere che il Varignano abbia servito per qualche tempo come luogo di appoggio alle navi da guerra francesi fino dai primi anni della nuova Repubblica Ligure democratica.
I diversi briganti Liguri che avevano derubato il Commissario, erano gente del Golfo che col pretesto di fare l’avanguardia ai Tedeschi, rubavano a man salva nelle case dei privati cittadini favorevoli al regime francese. Col ritorno dei Francesi, perciò, il Boccardi poté riavere una parte di suddette robe, che riuscì a ricuperare da chi le aveva involate come bottino nemico.
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