postdiG.Z. #623/in categoriaStorie/tagcorso incursori, letteratura, marina militare
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UN’AVVENTURA DURATA MEZZO SECOLO. 4° EPISODIO
Il tabacco
E’ chiaro a tutti oggi che il “TABACCO” fa male. A chi lo fuma crea dipendenza o uccide; chi lo mastica rischia il cancro alla bocca, allo stomaco o al pancreas. Gli allievi Incursori lo portano sulle spalle e posso garantirvi che su di NOI ha avuto un effetto benefico ed educativo. Tranquilli, non sono impazzito!!!
Eravamo ormai in Prima Fase inoltrata del Corso Ordinario. La nostra forza si assottigliava sempre più e l’attività addestrativa era costituita principalmente da Topografia con Navigazioni Topografiche nell’entroterra ligure; Armi ed Esplosivi nei poligoni dei Forti Muzzerone, Bramapane e sulla spiaggia di Marina di Vecchiano – Pisa; il Combattimento Terrestre in tutti i poligoni appena citati. Il tutto sempre di corsa con distanze da coprire sempre maggiori, e sempre in assetto da combattimento con: mimetica, cappellino verde, arma individuale e zaino sulle spalle. Quest’ultimo era una costante e oggi se fossi un pittore e dovessi rappresentare su tela un allievo Incursore in prima fase lo rappresenterei proprio in questo assetto.
Tutte queste attività pratiche erano sempre precedute da lezioni teoriche in aula e per ognuna erano previsti test valutativi e sbarranti. Naturalmente al primo posto c’era sempre la sicurezza per cui non mancava mai nel nostro assetto la radio, una PROD-EL VHF, per i collegamenti con la Direzione il cui Callsign era DIREX; noi eravamo sempre le lettere dell’alfabeto fonetico: Alfa – Bravo – Charlie – Delta…………
Lo zaino lo avevamo ritirato insieme a tutto il vestiario, ma circa il contenuto una mattina dopo colazione: “Buongiorno”, irrompe sempre papà nei nostri alloggi “tra 10’ zaino in spalla e assemblea davanti all’armeria!!!”.
L’armeria della Scuola Incursori
La Scuola Incursori aveva una propria armeria ubicata nel piazzale del 2° fabbricato ed era costituita da un locale diviso in due parti: entrando subito l’armeria vera e propria con al centro un lungo tavolo in legno per la pulizia e manutenzione delle armi e tutto intorno sulle pareti rastrelliere con armi individuali e di reparto; adiacente, ma con un diverso ingresso, un magazzino con sbarre all’unica finestra che affacciava sul seno del Varignano. Al locale armeria , con luci perennemente accese, si accedeva attraverso una grande porta metallica.
Di corsa, naturalmente sempre di corsa e scendendo dalle draglie, ci trasferimmo dagli alloggi in armeria con zaino in spalla vuoto: sarebbe stata l’ultima volta!
Ad attenderci un istruttore che aveva preparato sul tavolo tante lastre di piombo dalle dimensioni, circa, 25 x 20 x 2 cm di spessore. Non state a fare calcoli utilizzando il peso specifico vi dico subito io che si aggirava sui 12 kg. Le osservai con espressione interrogativa, ma subito ne compresi tutto “IL PESO”!!!
Il tabacco
“Signori, vi presento “il tabacco”.” disse l’istruttore “sarà questo il vostro compagno di viaggio per tutto il corso. Sistematelo nello zaino!!!”. Perché lo chiamassero tabacco non sono mai riuscito a capirlo.
Ognuno di noi ritirò il tabacco e sotto le indicazioni dell’istruttore imparammo a sistemarlo nello zaino. Il tabacco aveva lo scopo di irrobustire e abituare le nostre spalle al peso; andava fasciato con stracci e posizionato nella parte alta dello zaino per meglio essere trasportato e, affinchè non scivolasse nel fondo, veniva legato sfruttando un foro opportunamente ricavato nella lastra grigia.
Completava l’opera di affardellamento dello zaino il telo mimetico arrotolato e posizionato esternamente sulla sommità.
Il tabacco è tutt’oggi attualissimo alla Scuola Incursori e a distanza di tanti anni garantisce sempre la sua grande azione benefica ed addestrativa per gli allievi. Il tabacco fu per me una sicura presenza ai 15, 20, 30 e 40 chilometri e chissà quanti altri, ricordandomi ogni volta tutto il peso della strada che avevo intrapreso, lunga e sempre in salita, un vero Percorso di Guerra che ogni giorno mi sfidava dall’alba al tramonto. Restituirlo prima della fine del corso significava che la tua avventura era terminata prematuramente. Nel mio caso lo riconsegnai il 4 dicembre del 1977, giorno di Santa Barbara, data in cui abbandonai il Berrettuccio Verde e a capo chino e con il cuore che batteva all’impazzata mi presentai al mio Istruttore di esplosivi e Decano della Scuola Incursori, Gianpiero C. affettuosamente “il biondo” per indossare un Basco Verde… ma questa è un’altra storia.
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diG.Z. #623/22 Maggio 2023/in categoriaStorie/tagscorso incursori, letteratura, marina militare
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complimenti, ne hai fatta di strada. sono passati…tanti, tantissimi anni e ti ritrovo addirittura scrittore . Paola ( ti ricordi di me… spero)
Il tabacco…..a fine corso non ti accorgevi più se lo avevi nello zaino oppure no.
Bravo Nino.