1° Episodio
2° Episodio
3° Episodio
4° Episodio

UN’AVVENTURA DURATA MEZZO SECOLO. 5° EPISODIO
Il meningococco
Premessa
Nome scientifico “Neisseria Meningitidis” conosciuto anche come meningococco. È un batterio che colonizza esclusivamente la specie umana. Il meningococco e la causa della meningite batterica che pone ad alto rischio la vita del paziente. Per la terapia vengono utilizzate le penicilline e i sulfamidici.
Da qualche giorno avevamo sostituito gli anfibi con una diversa calzatura, le pinne!!
La fase terra con le marce topografiche, le zavorrate, il Percorso di Guerra, lo Scramble, le sedute di impiego armi ed esplosivi era terminata con la tanto temuta 40Km e il corso si era ulteriormente assottigliato. La 40 km è tutt’oggi il test di fine Prima Fase ed è un percorso da fare di notte, a tempo e in solitaria, anzi in compagnia del “tabacco”. La partenza da Calice al Cornoviglio, entroterra ligure, arrivo al Varignano e al termine della quale l’allievo viene sottoposto a un test di logica e montaggio armi per verificare la sua lucidità. Io l’avevo portata a termine nei tempi previsti per cui la mia avventura sarebbe continuata.
La fase acqua
Era iniziata quindi la seconda fase, la Fase Acqua. D’ora in poi le attività della Prima Fase sarebbero state molto sporadiche e con lo scopo di mantenere l’addestramento fin lì acquisito; la ginnastica e le draglie sarebbero invece rimaste come costante giornaliera, ovviamente anche la compagnia del tabacco.
Come ho già detto non sapevo nuotare e l’inizio della fase acqua aumentava la mia preoccupazione ma stavo veramente bene, tra di noi “berrettucci verdi” si era creato un rapporto di grande solidarietà e il ricordo del Duilio era sempre più lontano anche se a volte quando transitavo in autobus nei pressi dell’arsenale di La Spezia guardavo le navi in darsena nella speranza di vederlo apparire cosa che effettivamente si sarebbe verificata solo qualche anno dopo.
Ma ora è tempo di rientrare in rotta.
Il meningococco
Spaventatissimi e di corsa entrarono nel nostro camerone, una sera dopo cena, l’Ufficiale di Ispezione accompagnato dal Sottufficiale, accorsi per il grande fracasso avvertito dal sottostante Corpo di Guardia “il Centro”.
Un tale fracasso era generato da noi tutti che nei locali igienici effettuavamo la profilassi prescrita per un caso di meningite diagnosticato tra i frequentatori del Corso D.O.A. “Demolitori Ostacoli Antisbarco”, provenienti dal Battaglione San Marco anche loro nostri coinquilini. Non chiedetemi chi fosse l’allievo colpito perchè a distanza di tanti anni proprio non ne ricordo il nome e non lo ricorda nessuno dei miei Frà di corso interpellati. Il malcapitato fu subito ricoverato nell’infermeria e poi trasferito a Marispedal La Spezia; successivamente fu allontanato dal Corso infatti, non lo vedemmo più.
Dopo la scoperta del caso di meningite, malattia che si trasmette tra persona e persona per via respiratoria attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali che possono essere disperse con la tosse, starnuti o semplicemente parlando, fummo confinati in quarantena nei nostri alloggi per alcuni giorni.
I locali igienici che dividevamo con i “Baschi Verdi” furono lasciati quasi completamente a nostro uso esclusivo. Credetemi una gran pacchia, con tanto riposo e di notte finalmente si dormiva!!!
La profilassi
La profilassi di prevenzione ordinata dal personale medico del Varignano prevedeva l’assunzione di farmaci e l’obbligo di fare gargarismi con un collutorio, credo un disinfettante, e li facevamo dopo i pasti tutti insieme con tanto enfasi, fracasso e ammazzandoci dalle risate.
La rumorosa terapia però era stata avvertita dal “Centro” ed aveva così tanto spaventato il personale di Guardia che, a conoscenza dell’emergenza sanitaria in corso al piano di sopra, si era precipitato nei nostri alloggi credendo che fosse in atto una sorta di moria di massa.
Ai due malcapitati questa la scena che si presentò loro di fronte: “eravamo tutti in piedi davanti ai lavandini, sguardo in alto e bocca aperta a gorgheggiare come dei tenori sul palco del Teatro alla Scala di Milano”. Fortunatamente i due si fecero una grossa, grassa risata e contenti per il pericolo scampato ritornarono al “Centro” chiedendoci però di fare la nostra terapia in modo più dignitoso.
La quarantena
Durante la quarantena i pasti ci venivano serviti, con servizio in camera, dal personale delle cucine che depositava le gamelle davanti alla porta del camerone e subito scappava via scapicollandosi per le scale, ritornando poi più tardi per il ritiro delle pentole vuote.
Trascorremmo così alcuni giorni in grande relax giocando a carte, scacchi, dama e guardando la televisione. Ne approfittammo anche per studiare gli argomenti delle nuove discipline che fino ad allora erano stati trattati.
Internet e il cellulare sarebbero arrivati molti anni dopo quindi trascorsi alcuni giorni iniziò la noia e la voglia di uscire per riprendere la nostra avventura.
Finalmente dopo una decina giorni, non ricordo esattamente quanti, terminò la quarantena ma la paura del contagio rimase infatti quando, nei locali igienici, incontravamo i coinquilini “i brevettati” questi si appiattivano ai muri e se la squagliavano di corsa.
La cosa durò ancora pochi giorni e poi, finita l’emergenza sanitaria, ritornò la normalità, riprendemmo le nostre attività didattiche, la sveglia alle 5:50 per la ginnastica, le draglie e ahimè gli incontri notturni per l’attività di “integrazione dell’addestramento”… ma questa è un’altra storia.
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