PREMESSA
L’iter formativo dei Baschi Verdi della Marina Militare Italiana prevede la frequenza del Corso Ordinario, un periodo di un anno alla Scuola Incursori del quale ho già ampiamente parlato, e un successivo periodo di 6 mesi al Gruppo Incursori chiamato appunto Corso Integrativo. Quest’ultimo ha lo scopo di integrare socialmente e professionalmente i neo brevettati all’interno del Reparto Operativo quindi, benché brevettati, per consuetudine continua la condizione di “Allievo” e, ahimè questa si protrae per i successivi 4 anni chiamati “4 anni di solo ascolto”: un apparato radio che riceve solo, al termine dei quali i neo brevettati possono far sentire la propria voce.
Dopo la festa del brevettamento e smaltita la sbornia che eravamo stati costretti a prendere durante il buffet fummo affidati alle cure di Capo Pistarino, l’Aiutante al Reparto.
Capo Pistarino
Capo Pistarino, deceduto molti anni fa e del quale conservo uno splendido ricordo, era un Operatore anzianissimo del 2° Corso, anno 1953. Un uomo dal carattere mite, di origine emiliane, con uno sguardo che esprimeva sicurezza e serenità.
Aveva i baffi e il suo nickname era “Lillo”, naturalmente a noi non era permesso chiamarlo Lillo. Nel nostro Reparto più o meno tutti abbiamo un nickname, il mio?? Per tutti sono stato e sono tutt’oggi “Nino”.
Sotto la sua direzione e per fare spazio ai nuovi allievi, quelli del corso successivo il 29° anno 1978, provvedemmo al trasloco dagli alloggi della Scuola Incursori agli adiacenti del Reparto, solo pochi metri, come si dice: ci trasferimmo alla porta accanto.
Si cambia casa
Il nuovo alloggio, messo proprio sopra la palestra, era un grande monolocale diviso, attraverso tramezze di legno e compensato, in quattro box ed un ampio atrio adibito a scarpiera e deposito zaini: qui vi alloggiava tutta la componente scapoli del G.I., circa 40 Arditi di età compresa tra i 20 e i 30 anni.
C’era, nell’atrio, anche un grande albero di Natale che conoscevamo benissimo in quanto, sempre vittime della consuetudine, avevamo fornito noi prima del brevettamento tagliandolo nottetempo dalle pendici del Muzzerone e, con la complicità di una sentinella, portato all’interno con tanta fatica considerando i suoi 5 metri circa di altezza. Completava l’alloggio una sala svago con tavolo da ping pong, un impianto stereo e qualche tavolo da gioco; da una parte la TV e una piccola libreria.
I servizi igienici erano sempre gli stessi, quelli condivisi e all’interno dei quali avevamo trascorso tante notti per pittoresche sedute di ”integrazione addestramento”. A proposito di queste, ne avremmo vissuta presto un’ultima alla stregua di una formale cerimonia quasi un “BATTESIMO O PRIMA COMUNIONE” e sarebbe stata proprio questa a sancire socialmente il nostro ingresso al Gruppo Incursori.
A noi fu assegnato il box numero 4 abitualmente destinato ai neo brevettati. Gli anzianissimi occupavano il numero 1° e quelli di media anzianità il 2° e il 3°. Anche di questi e per tutto il 1978 ci occupammo delle pulizie mattinali in compenso però la sveglia non era più alle 5:30 e le draglie non più un obbligo, finalmente avevamo acquisito qualche privilegio da Basco Verde, che soddisfazione!!!
Solofra
Il Natale del 1977 era alle porte e arrivò la L.O.I. (Licenza Ordinaria Invernale) che trascorsi a Solofra con la mia famiglia alla quale continuai a non raccontare nulla del mio lavoro. La regola era sempre la stessa: ”stai zitto”. Furono tre settimane di riposo e spensieratezza e fu l’occasione anche per rivedere Gennaro e Michele miei fra del corso 74C campani anche loro .poi, il rientro al box numero 4.
Viveva con noi in questi nuovi alloggi anche una piccola scimmietta di proprietà di Giorgio del 26° Corso e che noi chiamavamo Luigino.Era una bertuccia alla quale tutti eravamo affezionati e coccolavano con frutta, biscotti e quant’altro, ma Luigino, al quale piaceva guardare con noi la TV, era anche dispettoso perché nel suo vagare per i box si appropriava di scarpe e ciabatte per cui ogni mattina c’era qualcuno che smadonnando cercava qualcosa da mettere ai piedi.
«Sono il Sottotenente di Vascello Incursore Maurizio C. e sarò il vostro Direttore del Corso Integrativo e questi i vostri istruttori per i prossimi 6 mesi: Capo Gianfranco P. ”Ragno”, Capo Gennaro M. “Jimmy”, Capo Michele V. e il Sgt. Tommaso F». Sì, proprio quel Tommaso che per primo avevo incontrato al Corpo di Guardia del Varignano un anno prima. Tommaso, “Tommy” era il responsabile dell’attività fisica e in palestra gli piaceva tanto il quadro svedese che dovevamo salire abbisciandoci tra i quadrati e poi ridiscendere, sempre come lombrichi, ma a testa in giù, era uno spasso il quadro svedese con Tommy!!!
Inizia la vera avventura
I primi giorni al G.I. li trascorremmo con visite ai vari locali del G.O.I., agli uffici per pratiche amministrative, alle armerie per l’assegnazione delle nuove armi, agli spogliatoi per l’attività subacquea dove sistemammo il nostro equipaggiamento sub e finalmente ad alcuni locali classificati sui quali avevamo fantasticato per un anno cercando di immaginare quei Mezzi Speciali di cui conoscevamo l’esistenza, ma che non avevamo mai visto e che presto ne avremmo “apprezzato tanto ” le qualità.
Schierati in piazzale insieme a tutto il Reparto per la cerimonia dell’alza bandiera ogni mattina alle 08:00, il Comandante del G.I. presenziava l’assemblea dando comunicazioni di interesse collettivo ed eventuali disposizioni per le attività giornaliera.
E così anche il primo semestre del 1978 trascorse tra una “Speciale” attività subacquea, impiego delle nuove armi ed esplosivi, Topografia con navigazioni campali in solitaria e i previsti lanci con paracadute per il mantenimento del brevetto.
Eravamo alla fine degli anni 70 quelli che, per i numerosi attentati terroristici che imperversavano in tutta Europa, furono definiti “anni di piombo” e, come previsto dal piano T.R.E.V.I. del 1975, nacque a Comsubin l’UNIS – Unità Intervento Speciale per la lotta al terrorismo.
Il braccio operativo dell’UNIS fu chiamato Team Torre all’interno del quale io, insieme a Salvatore e Raffaele, per la prima volta a giugno del 78, fummo inseriti e per questo iniziammo un nuovo e particolare addestramento propedeutico di un’avventura durata poi più di 10 anni.
Ma questa è un’altra storia.
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Leggo sempre con grandissimo interesse e sincera ammirazione. Complimenti.
Nino, sei la memoria più fresca dell’ANAIM. Continua a raccontarci i tuoi ricordi, come se fosse ieri.
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