Francesco Cossiga – lotta al terrorismo

La consegna della bandiera di guerra alla quale abbiamo proceduto è un giusto e doveroso riconoscimento della Nazione a chi in guerra ha onorato la Patria e di essa, ancora oggi, della sua indipendenza, libertà, sovranità integrità territoriale si pone a ferma garanzia e a presidio sicuro.

E’ doveroso riconoscimento a chi, una pace turbata, non molti anni fa, dai foschi bagliori di un terrorismo, si assunse, per decisione del governo la missione di concorrere in modo speciale a tutela dell’ordine e della sicurezza democratica contro coloro che tentavano di arrecarvi offesa e pregiudizio concorrendo alla loro definitiva sconfitta.

Il Presidente Francesco COSSIGA
Il Presidente della Repubblica Francesco COSSIGA

Ricordando i legami che a voi mi strinsero in quel periodo e per i quali ebbi l’onore, di cui oggi con fermezza porto di fronte a voi il segno, di fregiarmi, per vostra concessione, in uno splendido meriggio di tanti anni fa, su questo piazzale, quale Ufficiale di Complemento della Marina Militare, del distintivo d’onore di “COMSUBIN” – quando da Ministro dell’interno, d’intesa con il Ministro della Difesa, avviai, a nome del Governo, la missione di addestrare ed impiegare, voi per primi, nelle più difficili circostanze della lotta al terrorismo, quale unità d’intervento speciale.

Spettò poi al mio valoroso e giustamente più fortunato successore, oggi vostro Ministro della Difesa, Virginio Rognoni, portare avanti quest’opera e portare a compimento il vostro addestramento. 

Sono venute ormai meno le ragioni di riservatezza che hanno custodito in pochi di noi la memoria delle vostre operazioni. Voi foste, anche se il grande pubblico non lo ha mai appreso fino ad oggi, più volte dispiegati e eravate pronti a risolvere situazioni tragiche se la fortuna ci avesse aiutato o se fortunatamente pazienti trattative condotte, ricordo per lunghe ed estenuanti notti, non avessero fatto risolvere pacificamente situazioni che voi eravate già a piè d’opera pronti e, posso dire, spinti, sollecitanti a risolvere con la forza.

Voglio ricordare, in particolare, due dirottamenti nei quali, ove le trattative non fossero giunte a buon esito, voi sareste stati in grado di risolvere un brevissimo tempo le situazioni nelle quali ci eravamo venuti a trovare. 

E voglio ricordare che durante il tragico episodio, quello del rapimento di un grande statista, Aldo Moro, noi sperammo, in una lontana notte, di avere individuato il luogo dove egli poteva essere astretto, voi siete prontamente intervenuti e, se l’informazione fosse stata esatta, voi vi eravate dispiegati per avere la sua liberazione. E uno di voi, un Ufficiale medico, cui ancora, per motivi di riservatezza, non faccio il nome, si offrì volontario per intervenire direttamente a far, se necessario, scudo del proprio corpo della vita dell’eminente statista italiano. 

Non fummo fortunati ma la nostra sfortuna nulla toglie a quella che era stata la vostra generosità e la vostra preparazione.

E voglio oggi ricordare, qui con voi, i soldati dello “Special Air Service Regiment” di sua Maestà Britannica, che invitati dal governo italiano diedero la prima collaborazione per addestrarvi a questi compiti, non solo commilitoni nelle operazioni speciali per l’applicazione della legge, ma anche commilitoni nell’ambito della Nato

Estratto del discorso del Presidente della Repubblica,
Francesco COSSIGA, pronunciato in occasione 
della consegna della Bandiera di Combattimento
a COMSUBIN  il 9 giugno 1991