A.I. Barabbino Giuseppe.
Barabino non aveva niente dell’Incursore del duemila, non poteva sentirsi a casa sua in questo tempo. Lui è stato il dopoguerra e lo ha rappresentato per intero. In realtà quelli come Giuseppe Barabbino non hanno età e non muoiono mai. Quelli come Barabbino rappresentano il trionfo degli ideali e della fedeltà, di quell’astuzia, un po’ goffa, molto semplice, che pare buonsenso e invece è vita, diversità e forza. Ma quanti sono quelli come Barabbino? Con Lui è finita una specie.
Per noi “vecchi” Incursori è difficile non sentirsi più soli. Intorno a noi non vedo un altro Barabbino, un altro che venga dall’ultima guerra e ci spinga alla rivoluzione del nostro tempo fino alle porte del futuro con gli stessi valori.
Barabbino veniva da un mondo che per credere ha perso tutto, guerra, persone, cose. Ma non ha mai smesso un momento di guardare al futuro.
Barabbino è stato tanto per noi Incursori, era la forza di volontà, era il senso e il gusto della fatica. Barabbino amava il sudore perché sapeva che senza sudore non c’è ricompensa. Dopo il corso alla Cecchignola viene impiegato al Gruppo Arditi Incursori in qualità di Capo Squadra, operatore, istruttore nell’impiego delle armi, esplosivi ed addestramento al combattimento.
Questo era il nostro “Barabba”.
Se ne è andato prima che l’Incursore cambiasse ancora il suo modo di essere e, con l’andare del tempo, assomigliasse sempre più all’Incursore da lui addestrato e forse auspicato.
© 2023, Antonio Brustenga #450. Tutti i diritti riservati. Chi volesse utilizzare in tutto o in parte il testo e/o le foto di questo post, deve inserire il link al post originale!




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