Gibilterra: sorveglianza e difesa della rada e del porto militare

Grazie ad una fruttuosa ricerca presso l’Ufficio Storico della Marina, siamo in grado di proporvi copia della relazione originale inviata dalla M.O.V.M. Licio VISINTINI al Comandante Varoli (Supermarina) riguardante l’organizzazione difensiva del porto di Gibilterra.

Nella relazione Visintini descrive nel dettaglio le numerose predisposizioni che la difesa inglese dovette mettere in atto, tutti i giorni e tutte le notti, per difendere le proprie navi  dagli attacchi della Decima MAS.

Tali predisposizioni resero praticamente inaccessibile la Baia di Gibilterra ai sommergibili utilizzati dalla Xa MAS per l’avvicinamento e il rilascio dei maiali e dei piloti. 

Per una migliore lettura, riportiamo di seguito la trascrizione puntuale del documento.

XXX, 2 Agosto 1942/XX

A SUPERMARINA per Com.te Varoli
A GENERALMAS                                
A X^ FLOTMAS                                  

ARGOMENTO: Rada e porto militare di Gibilterra. Sorveglianza e difesa.

SEGRETO

 

Sorveglianza diurna. Essa è costituita da:

  • 1 motovedetta veloce che circola a lento moto fra i piroscafi (ascolto radiofonico)
  • 1 motovedetta veloce che sta ferma o si sposta a lentissimo moto in prossimità dell’entrata sud (ascolto idrofonico)
  • 1 pirocorvetta (eventuale) che fa la spola a lento moto tra l’entrata Nord e l’entrata Sud facendo ascolto idrofonico. Quando è aperta la porta Nord sta ormeggiata a circa 700 m. per NW dalla porta stessa o gira a lento moto nei suoi dintorni.
  • 1 pirocorvetta che percorre l’asse della baia camminando a lento moto e facendo ascolto idrofonico. Arriva fino alla congiungente P. Europa-P. Carnero
  • 1 pirocorvetta (eventuale) tra P. Europa e P. Carnero (in caso di allarme antisommergibile).
  • Volo continuo di apparecchi da ricognizione, da caccia, da bombardamento e di Sunderland. I Sunderland talvolta eseguono ascolto radiofonico.

 

NOTE

  1. Si hanno spesso di giorno esercitazioni di Sunderland (scuola pilotaggio, per individuare zattere a mare e conseguente lancio sul punto di bomba fumogena illuminante).
  2. In caso di partenza di convogli talvolta escono in precedenza alcune motovedette per gettare grosse bombe di profondità nello stretto.

 

Sorveglianza notturna. Essa è costituita da:

  • 1 motovedetta veloce con fanali di via spenti fra i piroscafi (come di giorno)
  • 1 motovedetta veloce con fanali di via spenti ferma (alla deriva) presso la porta Sud (come di giorno)
  • 1 pirocorvetta con fanali di via spenti facente la spola a lento moto tra la porta Nord e la porta Sud. Talvolta si ormeggia a circa 400 m. dall’entrata Nord e fa uso di proiettorino contro il bagnasciuga del molo del Carbone.
  • 1 prirocorvetta con fanali di via spenti facente la spola lungo l’asse della baia (come di giorno).
  • 1 mezzo piccolo e veloce (rimorchiatorino, lancia a vapore o lancia elettrica si danno il cambio) con fanali di via accesi, probabilmente senza idrofoni, che sorveglia senza interruzione le due entrate, facndo uso di proiettorino e getto di bombette di profondità anti-mezzi d’assalto. Esso in genere svolge la seguente attività.
    Gira nelle acque dell’entrata Nord, getta qualche bomba, va verso Nord lungo il molo del Carbone e ne esamina (talvolta) il bagnasciuga col proiettorino, ritorna alla porta, esamina (a volte) le ostruzioni attentamente e di tanto in tanto si dirige decisamente all’entrata Sud nelle cui acque compie una rapida ispezione e getta (a volte) qualche bomba di profondità. Ritorna a Nord per rifare quanto sopra. Tempi impiegati per l’andata e ritorno alla P. Nord dai 7 ai 10 minuti (risulta una velocità di circa 6 nodi).
  • 1 mezzo piccolo e veloce analogo all’entrata Sud: soltanto in caso di allarme, in prossimità del novilunio; osservato soltanto una volta.
  • 8 proiettori potentissimo, che non fanno parte della difesa C.A. (in n. di 17) e che sono così disposti (vedi schizzo allegato).
    Essi accendono tutti assieme con intervalli di tempo carianti tra i 20′ e 1h 30′ e dirigono i loro fasci nelle direzioni indicate nello schizzo. Queste direzioni rimangono invariate per tutto il tempo di accensione che può essere anche di 10 minuti. Sono soltanto i proiettori P9 e P10 che svolgono ricerche lungo tutto l’orizzonte e che si accendono anche più spesso ed indipendente dagli altri. Il loro compito deve essere di esaminare l’imboccatura della baia.
  • 2 proiettorini sulla testata Sud del molo del Carbone, uno alto circa 20 m. ed uno più basso. Esaminano saltuariamente le ostruzioni e le acque circostanti.
  • 1 proiettorino sulla testata Nord del molo Sud a circa 6 m. dall’acqua; esamina saltuariamente le ostruzione e le acque circostanti.

 

Rimorchio di lampare. Verso le due si forma un rimorchio di 4 lampare speciali distanti circa 200 m. una dall’altra e trascinate da una pirocorvetta con forti luci a bordo. Il rimorchio parte all’incirca dalle ostruzioni foranee e si dirige a lentissimo moto verso il centro della baia.

NOTE

  1. In prossimità del novilunio tutti questi mezzi di sorveglianza intensificano la loro attività mentre allontanandosi dal novilunio si nota un progressivo allentamento delle misure di sorveglianza.
    Così non si fa più uso di tiro illuminante ad Est-Sud e Sud-Ovest del Penon, si accendono i proiettori più di rado e rimane un solo mezzo piccolo a fare la guardia alle entrate.
  2. Se nel porto c’è una nave da battaglia e una portaerei questa partecipa alla sua difesa tenendo (a volte) acceso in continuità un proiettorino mobile e sparando ad intervalli fissi, con una mitragliera pesante o multicanna (ogni 5′ fino alle 23h, ogni 10′ fino alle 24h, ogni 15′ fino alle 1h, ogni 30′ fino alle 2h, ogni ora fino alle 3h e successive.
  3. A volte si fanno esercitazioni antibarchini trascinando con una motovedetta veloce due sagome robustissime di barchini che servono da bersaglio. Su di esse si accendono di colpo i proiettorini e le artiglierie o le mitragliere aprono il fuoco.
  4. Dopo l’operazione G.G.1 le motovedette di guardia ai priroscafi sono state portate a tre e si è intensificata la guardia da borgo ai piroscafi, finché sono rimasti in rada.

 

Difesa passiva

Ostruzione retale entrata Nord

E’ costituita da due reti separate da zatteroni divaricatori e provvisti di cavalli di frisia.

L’apertura e la chiusura del complesso retale si ha molte volte al giorno e si ottene con un sistema a “tendina”, esistendo un tirante in superficie e uno sul fondo, sia per aprire che per chiudere.

  • Tempo di apertura o di chiusura: circa 4′
  • Non si sono osservati cancelletti laterali.
  • Non si sono osservate lampade subacquee nè lavori palombareschi al repuscolo, dopo la chiusura delle porta.
  • Si può prevedere che le reti non debbano essere eccessivamente pesanti e che si può tentare un passaggio in immersione.

 

Ostruzione retale entrata Sud.

Costituita da una normale rete Bullivan, apparentemente pesante e da una fila di zatteroni con speciali cavalli di Frisia.

  • Esistono i cancelletti laterali
  • Si apre soltanto di rado (2 o 3 volte alla settimana)
  • Si presume un forte tempo per l’apertura ed una ostruzione piuttosto pesante.

IL TENENTE DI VASCELLO
(Licio VISINTINI)