Le basi operative avanzate

Nel corso del conflitto la Decima MAS organizzò numerose basi avanzate dal quale lanciare le diverse operazioni contro i porti nemici. Alcune di queste si trovavano sul territorio italiano, Brindisi-Augusta-Amalfi, altre in territorio estero, Lero-Foros-El Daba-Biserta. Le più famose però furono senz’altro quelle che la Decima realizzò a Gibilterra, proprio sotto il naso degli inglesi.

Le prime sfortunate operazioni contro la base di Alessandria, oltre che a causare la perdita dei sommergibili avvicinatori Iride (operazione GA1) ed Gondar (operazione GA2), fecero capire agli inglesi che qualcosa di nuovo bolliva in pentola. il ritrovamento sulla spiaggia di La Linea (operazione BG2) del maiale in avaria abbandonato dalla coppia TeseiPedretti, confermò i timori inglesi mettendoli fortemente in allarme. Questi iniziarono a predisporre un sistema difensivo che sarebbe diventato sempre più poderoso e difficile da forzare, in particolare quello del principale obiettivo degli uomini e dei mezzi della Flottiglia: Gibilterra

 

Da addetto navale italiano a Madrid – 43782 – Missione militare comunica aver ricevuto da suo ufficio Algesiras telegramma che parafraso At La Linea è arenato uno noti apparecchi cui elica funzionato fino ore nove alt

Spagnoli hanno negato Inglesi permesso inviare carro per ritirarlo e disposto vigilanza alt Pregato governo predisporre suo ricupero – 213030

31 ottobre 1940 messaggio a Supermarina Dell’Addetto navale italiano a Madrid

Gibilterra, roccaforte inespugnabile

Punto vitale di appoggio per le squadre navali operanti in Atlantico e nel Mediterraneo occidentale, Gibilterra era altresì un autentico crocevia per i convogli in sosta e in formazione da e per L’Inghilterra e Malta. Il comando della Decima MAS aveva ormai da tempo constatato che il sommergibile era l’unico mezzo avvicinatore idoneo al trasporto dei maiali nelle vicinanze del porto da attaccare. Purtroppo però il suo impiego per “introdurre” uomini e mezzi nella baia era diventato talmente difficile da essere pressoché impossibile, tant’è che l’ultima operazione con l’impiego del sommergibile contro la roccaforte fu effettuata il 20 settembre 1941 (operazione BG4).

A testimonianza della complessa organizzazione difensiva messa in atto dagli inglesi nella Baia di Gibilterra e più in generale in tutti i porti più importanti del Mediterraneo, vi proponiamo un eccezionale documento: la relazione inviata dalla M.O.V.M Licio Visintini a Supermarina riguardante la difesa della roccaforte. Il documento, firmato dall’eroe, è datato 2 agosto 1942.
(vai alla relazione)

Baia di Gibilterra
La Baia di Gibilterra vista dal satellite

Ecco quindi che nell’ambiente della Decima inizia a farsi strada l’idea di costituire una base operativa avanzata nella Baia di Gibilterra. Tale idea era corroborata dalle esperienze maturate nelle precedenti operazioni, dove si era notato che gli attacchi ai mercantili alla fonda nella rada sottostante la Rocca non presentavano difficoltà insormontabili. Infatti pressoché tutti gli operatori impiegati riuscirono a guadagnare la costa spagnola, rientrando successivamente in Italia. Inoltre, a differenza di quello che avveniva nel porto militare, i britannici non potevano assicurare, con reti e ostruzioni subacquee, l’incolumità delle decine di mercantili alla fonda in rada.

L’intuizione di Antonio Ramognino

Nel 1941 Antonio Ramognino, entusiasta tecnico dei mezzi d’assalto incorporato nella Decima, aveva progettato un minuscolo motoscafo d’assalto, il battelloR“, con il quale si proponeva di dotare i nuotatori Gamma di un mezzo che ne ampliasse il raggio di azione. Per verificare le effettive possibilità del suo progetto, Ramognino effettuò nel 1942 una segretissima ricognizione nella rada di Algeciras. Voleva studiare la possibilità di creare sul territorio spagnolo un punto di appoggio da dove i Gamma potessero muovere all’attacco del naviglio inglese trascinati dal suo mezzo in fase di realizzazione.

Battello Ramognino
Il battello “R” (Ramognino). Rivisitazione del disegno tratto dal libro “I MEZZI D’ASSALTO DELLA Xa FLOTTIGLIA MAS” di Spertini e Bagnasco

Villa Carmela e Olterra

Antonio Ramognino e sua moglie Conchita Peris del Coral
Antonio Ramognino e sua moglie Conchita Peris del Coral

Nato a Genova, Antonio Ramognino era sposato con la signora Conchita Peris del Coral di origini spagnole. La coppia Antonio-Conchita avranno un ruolo determinante nelle attività della Decima in terra spagnola. 

Fu nel corso della citata missione che Ramognino escogitò un piano che avrebbe consentito alla Decima di stabilire due importanti punti di appoggio nella baia di Gibilterra. Finalmente era di nuovo possibile attaccare il naviglio mercantile e militare nemico solitamente molto numeroso in rada, sollevando gli equipaggi dei sommergibili dall’ormai pericolosissimo compito di infiltrare gli equipaggi dei maiali nella munitissima base inglese.

Queste due basi di appoggio sono passate alla storia come VILLA CARMELA OLTERRA.