B.G.2

Operazione BAIA DI GIBILTERRA 2 (B.G..2)

Gino BIRINDELLI

Gino BIRINDELLI
SLC 1

Paccagnini

Damos PACCAGNINI
SLC 1

Tesei

Teseo TESEI
SLC 2

Alcide PEDRETTI

Alcide PEDRETTI
SLC 2

Luigi DURAND de LA PENNE
SLC 3

Emilio BIANCHI
SLC 3

vuoto

Gian Gastone BERTOZZI
Riserva

vuoto

Ario LAZZARI
Riserva

Decorazioni assegnate

Junio Valerio BORGHESE
Gino BIRINDELLI
Damos PACCAGNINI
Teseo TESEI
Alcide PEDRETTI
Luigi DURAND de LA PENNE
Emilio BIANCHI
Gian Gastone BERTOZZI

Medaglia d'Oro al Valor Militare
Medaglia d'Oro al Valor Militare
Medaglia d'Argento al Valor Militare
Promozione
Promozione
Trasferimento in servizio permanente
Promozione
Medaglia d'Argento al Valor Militare

Rientrato
Prigioniero
Prigioniero
Rientrato
Rientrato
Rientrato
Rientrato
Rientrato

L'Operazione B.G.2 può essere considerata la  prosecuzione dell'Operazione B.G.1, interrotta  a 50 miglia dall'obiettivo, perché è proprio a questa distanza dal porto di Gibilterra che il sommergibile Scirè verrà richiamato a causa dell'uscita dal porto della squadra inglese. 

Lo Scirè in navigazione nelle acque del Golfo di La Spezia
Lo Scirè in navigazione nelle acque del Golfo di La Spezia. Sono ben visibili i cilindri per il trasporto degli SLC

E' bene far  notare che tanto gli operatori come i Mezzi erano gli stessi,  con la sola eccezione della riserva Serg. Enrico Ario Lazzari sostituito dal 2° Capo Giuseppe Viglioli, (Lazzari nell'Agosto del 1940 erano nel Golfo di Bomba a bordo del sommergibile Iride e nel Settembre 1940 aveva tentato una missione contro Gibilterra).

E' in questa missione che il C.C. Borghese  dimostrò sangue freddo e una notevole perizia nel condurre lo Scirè a 350 metri dalla costa Spagnola e a sole 3 miglia dall'imboccatura del porto di Gibilterra. Questa missione gli varrà la Medaglia d'Oro al Valore Militare.

Il 17 Ottobre 1940 SUPERMARINA inviava al comandante Borghese con il Fg. n°  6430  (S) l'ordine particolare per la missione B.G.2.

Nell'ordine venivano ribadite le disposizioni già emanate per l'Operazione B.G.1, data e ora di partenza da La Spezia, rotte da seguire da La Spezia a Gibilterra, modalità per l'avvicinamento  ultimo  al punto di fuoriuscita degli Operatori, modalità per  la fuoriuscita degli Operatori  e  rotte degli SLC.

Inoltre dettava le disposizioni per la preparazione degli apparecchi, l'assegnazione (di massima) dei bersagli, per il recupero degli Operatori ad attacco ultimato  e la rotta di ritorno dello Scirè.

Di seguito viene riportato uno stralcio  (assegnazione bersagli) del "Rapporto di missione  B.G.2 " redatto il 3 Novembre 1940 dal comandante Borghese al suo rientro a La Spezia.

... Assegnazione dei bersagli
Dalle notizie pervenutemi, risultavano presenti in porto durante la notte dal 29 al 30 due navi da battaglia. Ho pertanto impartito i seguenti ordini in merito all'assegnazione dei bersagli:

  • Apparecchio del T.V. Birindelli: Nave da battaglia più foranea;
  • Apparecchio del Cap. G.N. Tesei (apparecchio di maggior autonomia): nave da battaglia più interna;
  • Apparecchio del T.V. De La Penne: ricognizione visiva fra le boe, per assicurarsi della presenza di incrociatori o navi portaerei  da attaccare; in loro mancanza doveva agire contro la nave da battaglia più foranea, colpendola a poppa (asse porta eliche), con la speranza di provocare così danni anche alla prora della contigua nave da battaglia più interna.

Dopo l'assegnazione degli obiettivi, il comandante Borghese da il via alla fuoriuscita della coppia di operatori (Gian Gastone Bertozzi e Ario LAZZARI) i quali  hanno  il compito di fungere da riserva, - qualora  se ne manifestasse  la necessità - e  di  precedere ed assistere  le coppie titolari  nelle manovre di  apertura dei cilindri  e la successiva estrazione dei mezzi. La coppia di riserva sarebbe successivamente rientrata nel sommergibile con le stesse modalità della fuoriuscita, cioè  con il sommergibile emerso. 

Seguiamo questa prima fase, estrapolandola  dalla relazione del Ten. G.N. Bertozzi:

... Quando giungo all'altezza  dei portelli dei cilindri avverto che il sommergibile sta riprendendo l'immersione, segno che gli operatori sono fuoriusciti tutti senza incidenti. Mi accingo subito all'apertura del cilindro di sinistra contenente l'apparecchio assegnato al T.V. De La Penne.

... Sopraggiunge intanto un operatore che poi riconosco per il T.V. De La Penne  il quale libera gli ultimi due fermi, ed il portello e definitivamente aperto e debitamente fissato. L'apparecchio viene sfilato, il pilota esegue le verifiche necessarie. 

... nel frattempo erano giunti  a poppa il T.V. Birindelli ed il 2° Capo Paccagnini che avevano posto subito mano all'apertura del cilindro di dritta. 

... L'apparecchio semisfilato  è oggetto di una attenta verifica del Sig. Birindelli. 

... esegue  molte prove sulle pompe e sul reostato di avviamento 

... Sono raggiunto nel frattempo dal 2° Capo Viglioli il quale mi annuncia che il Cap. G.N. Tesei è partito regolarmente circa alle ore 0320...

Ritornati ambedue nella torretta faccio i segnali convenuti per l'emersione.

... Rientro molto provato fisicamente con brividi di freddo  e frequenti capogiri.

A questo punto,  recuperata la coppia di riserva, il sommergibile esegue le previste manovre di esfiltrazione; gli attaccanti ognuno per proprio conto, eseguono  la navigazione di avvicinamento  all'obiettivo assegnato.

Seguiamo ora le fasi dell'attacco degli equipaggi dei 3 SLC:

Coppia De la Penne/Bianchi

... Estratto il mio apparecchio dal cilindro, dopo aver tolto i collegamenti che servivano per la circolazione d'aria nel locale batterie dell'apparecchio stesso, mi accorgevo che le pompe  non riuscivano ad aspirare l'acqua dall'interno delle casse. ... L'apparecchio aveva un assetto pesante e riuscii a portarlo a galla esaurendo con l'aria, completamente la cassa di rapida e con il motore avanti alla quarta tacca. Giunti in superficie, compii diversi giri cercando gli altri apparecchi per poi dirigere assieme, come d'accordo,  verso la base di Gibilterra. Dopo qualche ricerca ... decisi di dirigere da solo verso il porto. ... Tentai inutilmente di far funzionare le pompe per alleggerire l'apparecchio che rimaneva a galla solo con la cassa rapida esaurita ed avanti in quarta tacca; ... Ad un certo momento, l'apparecchio incominciò  lentamente ad immergersi. ... Dopo qualche secondo , l'apparecchio si poso sul fondo ad una profondità intorno ai 40-50 metri. ...Considerato inutile ogni tentativo  di alleggerire l'apparecchio, decisi di tentare di staccare la testa. Appena iniziata la manovra, mi accorsi  che cominciavo a perdere conoscenza avendo l'impressione di veder dei lampi  bianchi innanzi agli occhi. ... Giunsi in superficie in stato di semi incoscienza ... Ritrovai,  il secondo uomo ... Dopo ancora due ore di sforzi inenarrabili volti più a tenermi a galla  che a nuotare ... toccai terra. Era l'alba. ... Dopo un paio d'ore riuscimmo a trovare la macchina che ci attendeva e dirigemmo con questa sulla strada verso La Linea e poco dopo incontrammo il Cap. G.N. Tesei che ci comunicava non essere riuscito nell'intento a causa di avarie all'apparecchio. Successivamente assieme al Cap. Tesei, essendo il T.V. Birindelli stato fatto prigioniero nell'interno del porto, rientrammo in Italia.

Coppia Tesei/Pedretti

... Inizio le operazioni di estrazione e di verifica del mio apparecchio, coadiuvato  dal secondo Capo Viglioli e dal Serg. Pedretti. Constato: 1° - un forte annebbiamento del quadro strumenti in corrispondenza della bussola; 2° - l'irregolare funzionamento della pompa di travaso. Dopo circa 5 minuti diminuisco la velocità in attesa degli altri operatori. Alle ore 0500 circa individuo il molo nord rilevandolo sulla dritta. Raggiungo l'entrata nord del porto e, nell'iniziare l'uso del respiratore per effettuare  il passaggio delle ostruzioni, constatato l'allagamento del respiratore stesso. Inizio una serie di volte tonde togliendo dalla coda-cofanetto il respiratore di riserva. Tale respiratore (carico da oltre dieci giorni) non è in condizioni di funzionamento e da effetto emetico. Anche il secondo operatore ha il respiratore in cattive condizioni di funzionamento. ... decido di desistere dall'impresa dirigendo verso la costa spagnola. ...Dopo 15 minuti distacco la testa dell'apparecchio affondandola. Dirigo per nord verso le luci occidentali di La Linea e prendo terra alle ore 0710. ... salgo sulla strada dove evitando il posto di controllo della polizia, mi porto sul luogo di appuntamento con l'agente N.

il Siluro a Lenta Corsa utilizzato da Tesei e Pedretti a Gibilterra esposto all'ingresso del Comando di COMSUBIN
il Siluro a Lenta Corsa utilizzato da Tesei e Pedretti a Gibilterra esposto all'ingresso della palazzina Comando del Raggruppamento Subacquei ed Incursori (COMSUBIN)

Coppia Birindelli/Paccagnini

L'equipaggio dell'SLC n° 1 formato dal T.V. Birindelli e dal 2° Capo Paccagnini incontra più o meno le stesse problematiche , ma... ...Estratto l'apparecchio procedo per alleggerirlo  onde venire in superficie. Trovo che la pompa di travaso non funziona; l'apparecchio è molto pesante. Solo dopo aver esaurita la cassa di emersione l'apparecchio  viene stentatamente a galla. ...il 2° Capo Paccagnini Damos mi comunica che il suo autorespiratore è bucato. ... gli ordino di gettarlo e di usare l'autorespiratore di riserva, il quale ha però una autonomia  assai più breve. ...l'apparecchio non può  più navigare in quota. Sta a malapena a galla ... Inizio quindi la navigazione di avvicinamento puntando sulle luci della città. ...Ho  da poco superato il secondo sbarramento quando calcolo di essere al traverso  ad una distanza di circa 200 metri. Punto su di essa per un certo tempo onde avere  l'esatta rotta alla bussola ... il 2° Capo Paccagnini mi avvisa  che la sua maschera è senza ossigeno ... gli ordino  di andare in superficie  e di rimanere lassù fermo onde non attirare  l'attenzione del personale di bordo. ...dopo circa 10 minuti di avanzata, l'apparecchio improvvisamente si ferma  ... Rimetto varie volte in moto il motore che funziona  abbastanza regolarmente per quanto posso apprezzare dal rumore. Ma l'apparecchio rimane fermo. Deduco da questo che in seguito agli urti ripetuti e notevoli contro le rocce del fondo il giunto di plastico di accoppiamento fra motore ed elica si è spezzato. ... Sono a circa 70 metri dal bersaglio ... Tengo il sacco polmone dell'autorespiratore il più sgonfio possibile e cerco di trascinare l'apparecchio. Dopo circa 30 minuti di sforzi notevoli con respirazione scarsa in ossigeno sento i primi sintomi di svenimento ... decido allora di metter in moto la spoletta di scoppio e venire a galla. ...Venendo a galla mi accorgo di essere all'incirca alla stessa distanza di prima dal bersaglio Non posso far altro che  tentare  di  uscire dal porto e di raggiungere a nuoto la costa  spagnola.

Un "maiale" fotografato in superficie
Un "maiale" fotografato in superficie

Il Siluro a Lenta Corsa utilizzato da Tesei e Pedretti arenatosi sulla spiaggia di La Linea
Il Siluro a Lenta Corsa utilizzato da Tesei e Pedretti arenatosi sulla spiaggia di La Linea e recuperato dagli spagnoli dopo l'operazione B.G.2.
Alla fine della guerra fu donato alla Marina italiana ed è tuttora conservato presso il Comando del Raggruppamento Subacquei ed Incursori (COMSUBIN)

Il Comandante Junio Valerio Borghese  nel suo libro "Decima Flottiglia MAS" ,  a proposito dell'operazione B.G.2,  ebbe a dire:

" Anche questa missione non aveva conseguito il successo malgrado la tenace volontà degli operatori,  per l'evidente inadeguatezza dei materiali, non ancora a punto. Ma segnava un notevole progresso rispetto alle precedenti, giacché per la prima volta si era arrivati a mettere in mare i mezzi insidiosi nel punto previsto, vincendo notevoli difficoltà naturali e gli apprestamenti difensivi del nemico; ed uno degli equipaggi era riuscito a penetrare nell'interno del porto, giungendo a 70 metri dal suo obiettivo".