L’albero di Natale, il Muzzerone, il muro di cinta, l’Aiutante Maggiore. Una consuetudine persa con il trascorrere del tempo.
I baschi verdi si raccontano. Storie di vita reale.
Il percorso di vita che mi ha portato ad indossare il Basco Verde degli Incursori della Marina Militare
L’iter formativo dei Baschi Verdi della Marina Militare Italiana prevede la frequenza del Corso Ordinario, un periodo di un anno alla Scuola Incursori e un successivo periodo di 6 mesi al Gruppo Incursori chiamato “Corso Integrativo”.
Orientarsi in un territorio ostile implica conoscenze topografiche avanzate. Le nozioni di base vengono insegnate alla Scuola Incursori, il resto lo fa il duro addestramento e l’esperienza
Ha fatto la storia ma a molti è sconosciuto. Gli esilaranti appellativi che gli italiani hanno dato all’SLC
Terminata la fase terra dovevamo affrontare la fase più temuta, la fase acqua. Ci ritrovammo così di fronte ad un anziano Capo Palombaro che, in modo abulico e con poca cura, ci distribuì il materiale personale necessario per poter iniziare l’attività in acqua.
Da sempre simbolo di “Forze Speciali”, il Basco Verde è stato adottato dagli Incursori di Marina nel 1953, un anno dopo la nascita del G.O.I.. Il 10 dicembre del 1977 è il giorno della cerimonia di brevetto del 28° Corso Ordinario Incursori “il Corso Murene”, il mio.
Alla fine le prove e le visite mediche diedero una bella sforbiciata al numero degli aspiranti allievi incursori: solo una trentina di noi poterono accedere alla frequenza del corso. Iniziammo così l’avventura affrontando la Fase Terra.
Aggancia la fune di vincolo, spalanca nel vento la botola, assumi la forma di un angelo, e via pel tuo nuovo destin! Come folgore dal cielo! Il Corso Parà.
Il nodo bulin o bulino o anche detto cappio del bombardiere, nell’arte marinaresca è chiamato invece “gassa d’amante” ed è il nodo per eccellenza. Qualunque marinaio che si rispetti dovrebbe essere in grado di eseguirlo. La gassa d’amante è un nodo semplice, sicuro , non stringe mai troppo; è facile da sciogliersi anche quando il cavo, la cima o la corda è bagnata. Nell’arte dell’arrampicata è chiamato appunto “nodo bulino”.
Ultime da ANAIM
- Progetto Generazione Z 2026 8 Ottobre 2026
- Unn Basco Verde “Barracuda” 2 Ottobre 2026
- ANAIM: Raduno Nazionale 2026 28 Settembre 2026
- Quando un dettaglio racconta una storia 31 Agosto 2026
- Malta, dove l’onore si è scontrato con un muro di piombo 23 Luglio 2026
- La IV edizione delle Giornate di Storia “Giulio Pistono” 21 Giugno 2026
- Palermo celebra la Marina Militare 13 Giugno 2026

I vostri commenti