Ha fatto la storia ma a molti è sconosciuto. Gli esilaranti appellativi che gli italiani hanno dato all’SLC
Il Carrier SEAL è un “trasportatore speciale” aviolanciabile, capace di navigare sia in superficie sia in immersione. Invece avete mai sentito parlare dell’italiano BIR 58?
Terminata la fase terra dovevamo affrontare la fase più temuta, la fase acqua. Ci ritrovammo così di fronte ad un anziano Capo Palombaro che, in modo abulico e con poca cura, ci distribuì il materiale personale necessario per poter iniziare l’attività in acqua.
Da sempre simbolo di “Forze Speciali”, il Basco Verde è stato adottato dagli Incursori di Marina nel 1953, un anno dopo la nascita del G.O.I.. Il 10 dicembre del 1977 è il giorno della cerimonia di brevetto del 28° Corso Ordinario Incursori “il Corso Murene”, il mio.
Durante la cerimonia di brevetto l’allievo Incursore getta il proprio berrettuccio verde in un contenitore. Perché? Il significato di questo, all’apparenza, semplice gesto.
Alla fine le prove e le visite mediche diedero una bella sforbiciata al numero degli aspiranti allievi incursori: solo una trentina di noi poterono accedere alla frequenza del corso. Iniziammo così l’avventura affrontando la Fase Terra.
Aggancia la fune di vincolo, spalanca nel vento la botola, assumi la forma di un angelo, e via pel tuo nuovo destin! Come folgore dal cielo! Il Corso Parà.
Il Marichka è un nuovo drone navale in grado di attaccare la flotta russa? Qualche mia congettura in merito al suo impiego
L’onore del “Tempio” (l’Italia, la Bandiera, le famiglie del suo Popolo) richiese il sacrificio della vita, il “martirio” come momento massimo di elevazione spirituale. Questo è lo “Spirito del Serchio”
Il nodo bulin o bulino o anche detto cappio del bombardiere, nell’arte marinaresca è chiamato invece “gassa d’amante” ed è il nodo per eccellenza. Qualunque marinaio che si rispetti dovrebbe essere in grado di eseguirlo. La gassa d’amante è un nodo semplice, sicuro , non stringe mai troppo; è facile da sciogliersi anche quando il cavo, la cima o la corda è bagnata. Nell’arte dell’arrampicata è chiamato appunto “nodo bulino”.
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