ROBERTO SOLDATINI: UNO STRADIVARI IN CONCERTO A MILANO

Domenica 27/01, alle ore 16 presso la sede del Gruppo ANMI di Milano “Aristide CARABELLI”, accompagnato dal suo inseparabile (e preziosissimo) Violoncello Stradivari, Concerto (con ingresso libero) del Maestro (e Marinaio) Roberto SOLDATINI che presenterà anche il suo libro:

“DENECIA, autobiografia di una barca”.
Roberto Soldatini
Come casa una barca a vela, come compagno uno Stradivari, sulla pelle il mare e nell’anima la musica. Complice la molteplicità e varietà delle sue esperienze, è ben difficile spiegare la vita del marinaio Roberto Soldatini.
Un uomo che, quasi otto anni fa, ha venduto casa, abbandonato – forse per sempre – quattro solide mura, acquistato una barca a vela di 13 metri e 10 centimetri senza saperla… governare, imbarcato un preziosissimo Stradivari (che lui affettuosamente chiama “Stradi“) e preso il mare.
In una Intervista (rilasciata a “LA SICILIA”, 01/07/2018ha dichiarato:
«Quando ho venduto casa a Roma l’ho fatto perché era arrivato il momento, ero alla ricerca di libertà, del contatto con la natura, di ritornare all’essenza delle cose e si sono verificate tante circostanze concomitanti. Non avevo esperienza di mare, ho preso la patente nautica, ho mollato gli ormeggi e la prima volta mi son portato via….  la colonnina che sul molo forniva elettricità alla barca! Sono andato da Marsiglia ad Istanbul da solo, un’esperienza fantastica».
L’esperienza l’ha acquisita navigando nel Mediterraneo, dalla Grecia alla Turchia, dalla Sicilia al Golfo di Napoli. Soldatini ha 58 anni e l’aspetto da giovane velista; è musicista (con una Master Class con Leonard Bernsteinn.d.r.) come il padre (prima tromba nell’orchestra di Santa Cecilia), compositore, direttore d’orchestra e docente al Conservatorio di Avellino.
È nel porto di Napoli (in faccia a Castel dell’Ovo) che ha scelto di attraccare la barca nei mesi invernali, quando resta a terra per andare a lavorare. «Insegnare al Conservatorio mi lascia molto tempo libero per organizzarmi, sei mesi in mare e sei mesi sulla terraferma». “A terra” per modo di dire, perché, quando non naviga, vive sulla sua attrezzatissima barca, “Denecia”, la sua casa. «Il viaggio è un pretesto per capire se stessi e ciò che ci circonda (gli spazi infiniti aiutano la riflessione) ma, poi, quando arrivo nei porti, ho tanti amici con i quali condividere le esperienze, cenare insieme e chiacchierare fino a tardi con un bicchiere di vino tra le mani».
Roberto Soldatini
Roberto Soldatini, di passaggio (a piedi, non in barca!) a Milano, sarà presente Domenica 27/01 presso la nostra Sede Darsena, dove, accompagnato dal fedele “Stradi“, terrà un Concerto di arie per Violoncello solo.
Con l’occasione, terrà anche una presentazione del suo libro “Denecia, autobiografia di una barca”, dedicato alla sua barca e, of course, … a sé.
Dunque, non si può mancare! Sarà un grande pomeriggio, gente, in cui saremo cullati
dall’armonia del Violoncello e… dalle onde dei sogni !
Roberto Soldatini
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BREVETTATO IL 69° CORSO INCURSORI “APOLLYON”

Il cestino del 69° Corso Apollyon

Scaraventare con forza il berrettuccio verde nel cestino per un allievo Incursore non significa solamente aver superato uno dei corsi più impegnativi e difficili del panorama delle Forze Armate italiane.

Il cestino dell'allievo

No, con quel semplice e vincolante gesto il ragazzo decide volontariamente di abbandonare finalmente la “normalità” della vita quotidiana per abbracciare una vita entusiasmante, dura, pericolosa, fuori dal normale.

E’ come se, idealmente, scegliendo di gettare la “stupida” nel cestino il ragazzo diventasse improvvisamente uomo, consapevole che, oltre quel vuoto contenitore, lo aspetta una vita professionale fatta di fatica, sudore e sangue.

Il cestino è lì a rappresentare gli agi della vita “civile”. Puoi decidere di non superare quell’ultimo ostacolo che il corso lungo un anno ti pone davanti. Puoi decidere di tenerti il tuo bel berrettuccio verde in testa e rimanere con i tuoi amici, con la tua fidanzata, con i tuoi cari a goderti una vita normale.

Oppure puoi scaraventarlo con violenza all’interno del cestino accettando con coraggio di entrare nella tua nuova famiglia, quella che ti offrirà una nuova vita fatta di cameratismo, addestramento duro e faticoso, missioni operative difficili e pericolose. Insomma, poca discoteca ma tanta adrenalina.

Questo è quello che hanno fatto i 12 ragazzi del 68° Corso Incursori “Apollyon” venerdì 18 gennaio 2019. Hanno gettato il berrettuccio nel cestino ed indossato il Basco Verde simbolo degli Arditi Incursori della Marina Militare italiana.

Il brevetto

Il basco verde del 69° Corso ApollyonAlla presenza della più alta autorità della Marina Militare, il Capo di Stato Maggiore Ammiraglio Valter Girardelli, dei loro numerosi famigliari e di tanti ospiti, questi 12 ragazzi hanno singolarmente affrontato il cestino decidendo, coraggiosamente, di entrare a far parte della loro nuova famiglia.

Ma l’aver indossato il Basco Verde non significa aver raggiunto tutti i traguardi per cui ora “possiamo spassarcela un po'”. Ora si comincia a fare sul serio.

Abbandonata la “protezione” offerta loro dagli istruttori della Scuola Incursori, li aspetta un lungo periodo dove altri istruttori gli insegneranno le tecniche avanzate di combattimento in uso al Gruppo.

Ai ragazzi del Corso Apollyon noi tutti, vecchi Incursori, auguriamo una vita professionale impegnativa e ricca di soddisfazioni. Auguriamo loro di saper ben rappresentare, con Onore ed Orgoglio, il Gruppo Incursori, la Marina Militare e la nostra bella Patria.

Auguriamo loro di guadagnarsi il rispetto degli Eroi della Decima Flottiglia MAS e di tutti i nostri cari Fratelli che hanno prematuramente raggiunto i Campi Elisi.

Ad ognuno di loro auguriamo di diventare un giorno, un Capo, una Guida, un Esempio!