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10 GIUGNO – AZIONE DI PREMUDA – FESTA DELLA MARINA

10 giugno 1918, azione di Premuda: Luigi RIZZO affonda la corazzata austroungarica Santo Stefano.

10 giugno 1918: uno sparuto ardimentoso pugno di uomini cambia per sempre le sorti della guerra navale in Adriatico, stroncando sul nascere l’incursione della flotta  austriaca uscita in mare nel disperato tentativo di spezzare le difese italiane che la costringevano ad una umiliante inerzia all’interno dei  porti.

Erano in mare al comando dell’Ammiraglio Horty decisi, fiduciosi fin quasi alla baldanza, sicuri che il successo avrebbe arriso alla loro missione. I marinai della Santo Stefano (Szent István) avevano gli occhi incollati ai binocoli alla ricerca di ogni segnale di pericolo: pennacchi di fumo, grossi baffi di schiuma bianca, qualsiasi cosa potesse segnalare loro la pericolosa presenza delle unità della flotta navale italiana. Corazzate, cacciatorpediniere, fregate: questo era ciò che i marinai austriaci si aspettavano di incontrare e che tanto febbrilmente ricercavano in mare, mentre navigavano a tutta velocità verso il canale di Otranto, con le armi spianate in assetto da combattimento determinati a dar battaglia .

10 giugno 1918, il MAS 15 affonda la corazzata Santo Stefano
10 giugno 1918, il MAS 15 affonda la corazzata Santo Stefano

Mai si sarebbero aspettati di essere attaccati e colati a picco da un vero e proprio guscio di noce.

Il MAS 15 del Comandante Luigi Rizzo dislocava12 t, era lungo 16 mt , aveva un equipaggio di 8 uomini ed era armato di solo due siluri e due mitragliatrici. Poco più di una insignificante motobarca se messo a confronto della potente corazzata.

Eppure quegli uomini, con una azione fulminea, ardita ed impavida, ottennero essi soli che la Marina italiana mantenesse il controllo totale dell’Adriatico per tutto il resto della guerra, inchiodando per sempre la flotta austroungarica all’interno dei loro ben difesi porti.

L’importanza di questo fatto d’arme fa il paio con un altro evento simile verificatosi nel secondo conflitto mondiale.

Nella notte del 19 dicembre 1941sei italiani equipaggiati con materiali dal costo irrisorio hanno fatto vacillare l’equilibrio militare in Mediterraneo a vantaggio dell’Asse”. Sono le parole di Churchill, è la notte di Alessandria d’Egitto, è la notte dove 6 incursori a cavallo dei loro maiali affondano 2 corazzate ed un cacciatorpediniere inglese mettendo la flotta italiana in netta superiorità rispetto  a quella britannica per la prima volta dall’inizio del conflitto.

Ancora una volta pochi ardimentosi a bordo di piccoli vascelli, sulla scia di quelli che li avevano preceduti in battaglia nella grande guerra, hanno la meglio sulle possenti, enormi corazzate.

E’ per questo motivo che per noi incursori la festa del 10 giugno assume doppia importanza: la prima perché siamo marinai, fieri uomini della Marina Militare; la seconda perché sentiamo questa ricorrenza, più di qualsiasi altra, come la nostra festa, la festa degli incursori, perché i Rizzo, i Rossetti e i Paolucci furono la semenza che fece germogliare l’incursione navale in Italia e nel mondo e dei quali ci sentiamo orgogliosamente e rispettosamente eredi.

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