10 febbraio giornata del ricordo: “La Spezia città accogliente”
Con la legge n° 92 del 30 maggio 2004 è stata istituita in Italia la “giornata del ricordo” per onorare la memoria delle tantissime vittime delle foibe e l’esodo dei cittadini italiani dall’Istria, Fiume, Dalmazia e dalla difficile situazione del confine orientale italiano.
Previsto dal trattato di Parigi del 10 febbraio 1947 centinaia di migliaia di italiani lasciarono la propria casa, tutti i loro averi e trovarono accoglienza in molte, non tutte, città italiane tra le quali La Spezia.
Qui fu la Marina Militare a mettere a disposizione la Caserma Ugo Botti, di Ruffino, che accolse più di 4000 persone che li trovarono rifugio per oltre tre anni al termine dei quali fu loro data una nuova e dignitosa sistemazione nei “villaggi per esuli” realizzati in Via Lunigiana.
Quello delle foibe e degli esuli istriani è stato uno dei capitoli più bui della storia d’Italia che si concluse alla fine degli anni 50 e che per tanti, troppi, anni è stato tenuto nascosto.
Oggi 10 febbraio alla presenza delle massime autorità Civili, Religiose e Militari si è svolta a La Spezia la “giornata del Ricordo”.
Alle 09:30 gli onori con la deposizione di una corona di alloro nella piazzetta “vittime delle foibe” e alle 11:00 il Consiglio Comunale Straordinario in Sala Dante.
Presenti anche numerose Associazioni d’Arma e studenti dei diversi Istituti Comprensivi cittadini che hanno partecipato con intermezzi musicali e video testimonianze.
Presente anche l’attore, musicista e presentatore italiano Umberto Smaila figlio di esuli istriani che è intervenuto con una sua personale testimonianza.
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Da figlio di entrambi i genitori esuli e di avere un parente infoibato, ringrazio la ANAIM per la presenza ed il ricordo
Grazie all’autore per aver portato l’attenzione su uno dei periodi piu bui della nostra storia. Per troppo tempo una parte politica ha fatto del tutto per nascondere la realtà dei fatti, cercando di screditare chiunque cecasse di rendere giustizia alle migliaia di fratelli perseguitati, uccisi o costretti con la forza ad abbandonare le proprie case, la propria terra. A distanza di tanti anni ancora oggi una parte fatica ad accettare la realtà, non comprendendo che sono maturi i tempi per porre fine a questa ingiustizia. Lo dobbiamo alle migliaia di fratelli che hanno subito sulla propria pelle prima la persecuzione e poi l’oblio della storia. Grazie all’ANAIM.
Importante RICORDARE, il dramma delle Foibe, pagine di storia italiana ancora oggi vessata da molti italiani.