GLI   UOMINI    I    MEZZI

OPERATORI  GAMMA

PILOTI  MEZZI  SUBACQUEI

PILOTI MEZZI DI SUPERFICIE


 

SILURO LENTA CORSA
sigla S.L.C.


Fra i mezzi d'assalto italiani fu quello che ottenne i maggiori risultati nel corso della seconda guerra mondiale.
La realizzazione del Siluro a Lenta Corsa  (SLC) non può non collegarsi in qualche modo  alla mignatta del 1918. La nuova arma era di concezione diversa  ed ovviamente più moderna.SLC della serie "200" conservato al museo navale di Venezia

L'apparecchio   di Rossetti e Paolucci si spostava i  a fior  d'acqua e grazie all'aria compressa,  il Siluro  a Lenta Corsa  aveva la possibilità di spostarsi in immersione ed  era mosso  da un motore elettrico, alimentato da una batteria di accumulatori.
L'idea iniziò a maturare nella mente di Teseo Tesei e di Elios Toschi già nel 935; a quel tempo ambedue erano direttori di macchina  su sommergibili.
In sostanza si trattava di adattare  un siluro trasportatore a bassa velocità, due operatori muniti  di respiratori subacquei autonomi (autorespiratori) ed una carica esplosiva da applicare in maniera occulta alla carena di una nave.
Lo Stato Maggiore Marina , nei primi giorni di ottobre del 1935 diede l'ordine  di avviarne la costruzione di un esemplare presso l'Officina Siluri di San Bartolomeo  (La Spezia). In realtà ne furono costruiti due esemplari, ricorrendo  per quanto possibile a materiali e congegni di recupero.
Il primo esemplare fu pronto il 2 Novembre 1935  e nelle prove in mare  dette dei risultati  mediocri , anche se incoraggianti.SLC  in esercitazione a bocca di Serchio
L'apparecchio n° 2  ebbe due collaudi. Al primo  (6 gennaio 1935) denotò notevoli inconvenienti e fu riapprontato  per le prove del 28 Maggio 1936. Nel frattempo lo Stato Maggiore Marina  sin dal 17 Aprile dello stesso anno,  aveva dato l'ordine di costruirne altri quattro esemplari.
Conclusasi vittoriosamente la campagna d'Etiopia e allontanatasi  la prospettiva di uno scontro con la Marina Inglese, l'interesse dello Stato Maggiore Marina  per lo sviluppo dei mezzi subacquei andò diminuendo e quindi  diminuì anche l'addestramento del personale, sino a cessare definitivamente  nell'Agosto dello stesso anno.
Gli operatori furono dispersi nelle normali destinazioni  di servizio di bordo e di terra, i semoventi  furono accantonati in un magazzino di San Bartolomeo.
Vista poppiera  di un SLC probabilmente della serie 100
 Come già accennato, la  realizzazione  dei primi SLC venne effettuata utilizzando soprattutto materiali di recupero.
Da normali siluri da 533 mm. del tipo in dotazione a sommergibili ed unità di superficie vennero utilizzati (modificandoli opportunamente) la testa, il corpo principale e la coda.
E' risaputo che la  progettazione, la realizzazione e l'impiego dei mezzi d'assalto subacquei furono  costantemente coperti dal massimo segreto. A tutt'oggi, pur ricorrendo ai pochi documenti rintracciabili, non si è in grado di  indicare con sicurezza  il numero di esemplari effettivamente costruiti. Si può comunque ragionevolmente  affermare che,  tra il 1935  e la fine del conflitto, gli esemplari costruiti non superarono le 45/50 unità, suddivisi in 4 serie:
1° prototipo 1935
2° prototipo 1936
1^ serie 1936 -  N°4 esemplari;
2^ serie 1939 - n° 5 esemplari;
Serie "100" 1940 n° 8 esemplari;
Serie "200" dal 1941 a termine conflitto  n° 24/30 esemplari.

Caratteristiche tecniche
-
Lunghezza fuori tutto: metri 6,7(inizialmente), di cui mt.1,80 rappresentati dalla testa carica staccabile , mt. 7,30                 successivamente;  
- Diametro del corpo cilindrico : 0,53 mt.
- Altezza  e larghezza massima della sagoma (operatori inclusi): circa 1,30x0,90 metri.
- Motore elettrico: la potenza del motore passò progressivamente da 1,1 HP ad 1,6 HP;
- Batteria : n° 30 elementi, che erogavano circa 150 Amperès (poi  180) a 60 Volts;
- Velocità massima subacquea : 3 nodi;
- Velocità economica subacquea: 2,3 nodi ;
- Autonomia  (teorica) a velocità economica: 15 miglia;
- La velocità in superficie od in affioramento non variava sensibilmente da quella in immersione.
Per l'immersione il mezzo era fornito di due "casse assetto", una a prora ed una a poppa, esauribili mediante la manovra di due pompe elettriche.
- La testa carica conteneva 260 Kg. circa di esplosivo, di cui il solo involucro pesava  68 KG. circa.

 

SILURO SAN BARTOLOMEO
sigla S.S.B.

L'impiego degli “S.L.C.”, sia nelle prove e negli allenamenti Siluro San Bartolomeo "S.S.B."  - Conservato presso la Sala Storica del Gruppo Arditi Incursori del COMSUBINsia nelle missioni eseguite, aveva evidenziato tali limitazioni, in parte d’origine del mezzo, da considerare necessario procedere ad una completa rielaborazione del progetto originario.
Gli studi tecnici relativi vennero affidati al Maggiore del Genio Navale Mario Maciulli, con la collaborazione del Capitano G.N. Travaglino (anche sull’Olterra come responsabile dell’officina segreta) e con la consulenza dell’Ingegner Guido Cattaneo della C.A.B.I. di Milano, su specifiche fornite dal Comando della Xa Flottiglia MAS. Siluro San Bartolomeo ripreso durante lafase di  messa a mere a Venezia (Forte San Andrea)Avvalendosi anche della collaborazione della Direzione Armi Subacquee dell’Arsenale della Spezia, la realizzazione del prototipo venne curata dall’Officina Siluri di San Bartolomeo. Da qui la denominazione ufficiale del nuovo tipo di semovente : Siluro San Bartolomeo (S.S.B.)

 Caratteristiche tecniche (redatte probabilmente nel 1943)
Lunghezza fuori tutto                                    mt. 6,766
Larghezza massima                                       mt. 0,790
Altezza massima                                           mt. 1,080
Peso del mezzo pronto in guerra                   Kg. 2.200
 

Peso carica esplosiva:
Testa normale                                               kg.        300
Testa intermedia                                           kg.         400
Testa doppia                                                kg.         180/200
Motore (sospeso elasticamente)
Potenza sull’albero……………………      HP          7,5

                                                                      KW          5,51
Tensione massima di alimentazione…….......…         V         120
Corrente assorbita a pieno carico……....…….         A         70
Giri minuto a vuoto (V=120)…….........................…       1.000
Peso…………………………...........…………  kg.         165
Rapporto di trasmissione all’elica…….............................… 2:1
Batterie (due cassoni)
Numero elementi (suddivisi in 2 sottobatterie)  ..................    60
Capacità di ciascuna sottobatteria…….....................…A/h  190
Tensione di ciascun cassone……….................…..…V         60
Peso di ciascun cassone…………............………  kg.         350

S.S.B. "San Bartolomeo" 1943
Gli unici S.S.B. effettivamente impiegati furono solo quelli di costruzione “San Bartolomeo” di cui due risultino siano rimasti alla Spezia ed uno inviato in Adriatico a Venezia, dove venne ritrovato alla fine della guerra.
I due S.S.B. della Spezia vennero assegnati al “Gruppo Operativo della Castagna” una vecchia batteria posta sul lato occidentale della rada – della Xa Mas. Agli ordini del T.V. Augusto Jacobacci (pilota dei S.S.B.), già designato per l’azione contro Gibilterra pianificata per il 2 ottobre 1943.    
       

 

Mezzi Di Superficie

MOTOSCAFI   ESPLOSIVI



L’idea dei motoscafi esplosivi nacque nell’autunno del 1935, nel pieno della crisi etiopica quando, con la dislocazione in Mediterraneo di forti aliquote della Home Fleet, i rapporti italo-britannici sembravano aver ormai raggiunto il punto di rottura.
Essa fu concepita in forma embrionale dal Duca Amedeo d’Aosta, Generale di Squadra Aerea, e da questi espressa al fratello Aimone, ufficiale di Marina, che provvide rapidamente a svilupparla ed a renderla tecnicamente attuabile con l’aiuto di due collaboratori.
Il 27 novembre 1935 l’Ammiraglio di divisione Aimone di Savoia-Aosta Duca di Spoleto, sottopose al Ministero della Marina uno studio da lui compilato assieme ai Capitani di Fregata Giorgio Giorgis e Carlo Margottini, relativo alla realizzazione di una serie di piccoli motoscafi veloci monoposto, dotati di una forte carica esplosiva sistemata nella prora, da lanciare contro navi avversarie all’ormeggio e trasportabili nei pressi delle basi nemiche mediante l’impiego di idrovolanti “Savoia Marchetti 55”.

 

 

MOTOSCAFO TURISMO MODIFICATO
sigla M.T.M.

Abbreviato familiarmente in “emme” nell’ambiente dei Mezzi Barchino esplosivo  M.T.M. d’Assalto, divenne alla  fine del 1941 , il tipo di barchino esplosivo “standard” della “ Xa Mas” e fu anche quello di cui venne costruito il maggior numero di esemplari.
Le dimensioni principali dell’M.T.M. (Dis. C.A.B.I. A. 383 dell’1.7.1941, serie IV-VII) erano le seguenti:
Lunghezza fuori tutto
(salvagente “baffo” della “palmola” compresi)  mt. 6,110
Larghezza dello scafo…………………………… mt. 5,385
Larghezza massima
(con “scontri” della “palmola” estesi)…  mt. 1,665
Altezza di costruzione………………………    mt. 1,040
Peso totale
(a pieno carico)…………………………...……     kg. 1.200


Scafo:
in legno, con carena a spigolo senza scalini, rinforzato da due chiglie paramezzale in noce, su cui erano fissate le ordinate e suddiviso longitudinalmente in quattro comparti.

Apparato motore:
era costituito da motore a scoppio Alfa Romeo tipo “6c./2500” da Motore Alfa Romeo90 HP, dotato di invertitore di marcia e in grado di imprimere al mezzo una velocità massima continuativa di 31 nodi, con una autonomia corrispondente di circa 3 ore.




Carica esplosiva:
la carica, circa 300-350 kg. di Tritolital (derivazione potenziata del Tritolo), contenuta in un cortuccere cilindrico Spaccato  di un M.T.M. con evidenziate l eposizioni della carica, del motore e dell'operatore(diametro 50x100 cm.) in lamiera metallica del peso di 20-30 kg. Spoletta a variazione di profondità, congegno tarato a 8-12 metri per i bersagli fermi e 3-4 per quelli in movimento.

 

        

MOTOSCAFI TURISMO SILURANTI
sigla M.T.S.

La progettazione del mezzo, concepito come un piccolo motoscafo- monoposto o biposto – armato di siluri di lunghezza e carica ridotta, venne affidata dallo Stato Maggiore della Marina alla  C.A.B.I. di Milano con la collaborazione dei Cantieri Baglietto di Varazze per la parte dello scafo.
Definito convenzionalmente  “ Progetto Omega”, la prima configurazione del nuovo mezzo venne approvata nel gennaio 1940 (Disegno C.A.B.I. n° A.255).
La costruzione degli M.T.S. 1-5 iniziò nella primavera del 1940 ed il prototipo fu pronto per le prime prove in mare nell’estate dello stesso anno, a guerra ormai iniziata.
Le modifiche apportate al progetto originale e rilevabili dai piani effettivi degli “M.T.S.” sono del luglio 1940.

Caratteristiche tecniche:
Lunghezza fuori tutto ………………..         mt.7,15
Larghezza …………………………........…mt. 2,2

Scafo:
In legno con carena a spigolo, a basso “V” prodiero,
Motore:
Alfa Romeo 6c 2500 a benzina, con potenza massima prevista di circa 90 HP. la velocità massima era prevista nell’ordine dei 28 nodi, con un’autonomia corrispondente a circa tre ore e mezza di moto pari a circa 98 miglia.
Armamento:
I siluri previsti erano due da 450 mm., ridotti a 3,2 metri di lunghezza. L’espulsione dei siluri avveniva verso poppa, mediante la spinta di una coppia di pistoni telescopici mossi da aria compressa, contenuta in bombole.

 

MOTOSCAFO TURISMO SILURANTE MODIFICATO ALLARGATO
Sigla M.T.S.M.A.

 S.M.A. presso la C.A.B.I. Cattaneo a Milano all'inizio 1945All’inizio del 1943, sulla base delle esperienze belliche acquisite con l’impiego degli “M.T.S.M.” 1° e 2° serie e dei risultati delle prove delle prime unità della 3° serie, venne prospettata l’opportunità di apportare al progetto di base del mezzo alcune modifiche tendenti soprattutto a migliorarne ulteriormente le qualità nautiche.
Ne derivò un nuovo tipo di motoscafo, di dimensioni leggermente aumentate ( la lettera finale “A” della sigla sta a significare allargato).

 Caratteristiche tecniche:
Lunghezza fuori tutto    da mt. 8,3 ad mt. 8,77;
Larghezza    da mt.2,2 ad mt. 2,32;
Dislocamento a pieno carico   t. 3,760.


Motore : Pressoché invariato, l’autonomia passava da 200 a 250 miglia per effetto della maggior dotazione di benzina, da circa 190 litri a quasi 500.
Armamento: Un siluro, bombe di profondità e fumogeni.

 

 

MOTOSCAFO SILURANTE TIPO X° (Decimo)
Motoscafo sperimentale.

 Si trattava di un mezzo di ragguardevoli dimensioni rispetto a quelle dei motoscafi siluranti sino ad allora costruiti. Probabilmente era nelle intenzioni del progettista la realizzazione di una imbarcazione offensiva dotata di migliori qualità nautiche e di un più potente armamento silurante.
Caratteristiche tecniche:
Larghezza fuori tutto -                  mt. 15,400
Larghezza   -                                    mt.   4,300
Dislocamento previsto -             kg.         13.000
Armamento: 4 siluri
Motore:due motori “Fiat A.30” per complessivi 900 HP, velocità prevista circa 40-41 nodi, con un’autonomia corrispondente nell’ordine delle 320 miglia.