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Questo era uno dei 17 battelli della classe “ADUA” (detta
“l’Africana”), che costituiva una delle serie in cui era suddivisa la più ampia
classe “600” di sommergibili costieri.
I battelli della classe “ADUA” erano stati realizzati in diversi cantieri
italiani negli anni fra il 1936 e il ’38 ed erano stati intitolati a fatti,
luoghi e vicende della guerra d’Etiopia appena conclusa (1935-36), guerra che
aveva portato alla costituzione dell’A.O.I. (Africa Orientale Italiana).
Le caratteristiche tecniche di questi sommergibili erano:
Impostazione 30.01.1937
Varo
6.01.1938
Consegnato
25.04.1938
Cantiere O.T.O. del Muggiano
Operazioni con i Mezzi d'Assalto: B.G.1. - B.G.2. - B.G.3. - B.G.4. - G.A.3. - S.L.1
Anche questo battello, come tutti quelli della
serie, venne immediatamente impiegato allo scoppio della seconda guerra
mondiale.
La sera del 10 luglio 1940 al largo dell’Asinara avvistò un piroscafo
armato. Al comando del T.V. Pini, lo Scirè si portò all’attacco e lanciò un
siluro che colpì il piroscafo al centro provocandone l’immediato affondamento.
Si trattava del piroscafo francese Cheik; lo stesso Scirè trasse in salvo i
superstiti. Nell’estate del 1940 lo Scirè venne trasformato per il trasporto dei
mezzi d’assalto (SLC). Il 24 settembre 1940, al comando del C.C. Borghese,
lasciò La Spezia per la prima missione di trasporto di Siluri a Lenta Corsa
(maiali), con destinazione Gibilterra. La Sera del 29, quando era già
arrivato in prossimità dello Stretto gli fu ordinato di rientrare in quanto le
unità britanniche avevano lasciato la base di Gibilterra. Il 21 ottobre 1940, sempre al comando del C.C. Borghese, lo Scirè ripartì da La Spezia per condurre
un attacco alla base di
Gibilterra. Dopo notevoli difficoltà, riuscì, nella notte del 29,
a posarsi su un fondale di soli 9 metri, a 350 metri dalla costa spagnola. I tre
equipaggi dei "maiali" lasciarono regolarmente il sommergibile e si diressero
verso gli obiettivi assegnati. Purtroppo i "maiali" erano notevolmente difettosi,
per cui nessun obiettivo fu raggiunto. Il "maiale" dell’equipaggio
Brindelli-Paccagnini arrivò fino a 70 metri dalla corazzata Barham, allorché andò
in avaria e dovette essere abbandonato.
Nel Maggio 1941 venne effettuata la terza
missione di trasporto Incursori contro Gibilterra. Il 15 maggio 1941 lo Scirè
partì da La Spezia e all’alba del 22 maggio attraversava lo stretto di
Gibilterra in immersione. La sera del 23 entrò silenziosamente nel porto di
Cadice e si affiancò alla nave mercantile Fuolgor, nave internata, ma che
fungeva, con la benevola concessione delle autorità spagnole, da nave appoggio
dei sommergibili italiani operanti in Atlantico. Sulla Fulgor erano pronti gli
equipaggi dei "maiali" che vennero imbarcati immediatamente sullo Scirè.
Successivamente il sommergibile riattraversò lo Stretto di Gibilterra e la
notte del 25 si portò esattamente sul punto previsto, a brevissima distanza
dalla costa ed effettuò la manovra di rilascio dei maiali. Nonostante la
perfetta manovra, ancora una volta i S.L.C. non funzionarono correttamente per
cui anche la terza missione non portò risultati positivi. La sera del 10
settembre 1941 la Scirè partì da La Spezia, al comando del C.C. Borghese , per la
quarta missione di trasporto Incursori contro
la base di Gibilterra. Il 16
settembre attraversò lo Stretto di Gibilterra, entrò nel porto di Cadice,
imbarcò gli Incursori, riattraversò lo stretto e si posò su un fondale a 300
metri dalla foce del fiume Guadarranque. Questa volta tutto funzionò
correttamente e vennero affondate: la cisterna Fiona Shell, la motonave
Durham e
la cisterna militare Denbeydale per complessive 30.000 tonnellate. Il 3 dicembre
1941 lo Scirè partì da La Spezia per la quinta missione, contro la base di
Alessandria. I tre equipaggi composti dal T.V.
De la Penne
con il palombaro
Bianchi, dal Capitano del Genio Navale
Marceglia
con il palombaro
Schergat
e dal Capitano delle Armi Navali
Martellotta
con
il palombaro
Marino lasciarono il sommergibile ed attaccarono le navi di
Alessandria. La storia di questa missione è nota universalmente; vennero
affondate le navi da battaglia Valiant e la
Queen Elizabeth, la cisterna
Sagona e venne gravemente danneggiato il cacciatorpediniere
Jervis.
Dopo questa azione il Com.te BORGHESE, promosso Capitano di
Fregata, passa a comandare la “Xª Flottiglia Mas” e lascia lo SCIRE’ al
Cap. Corv. Bruno ZELIK, che affonderà col battello.
Infatti, il 10 agosto ’42 lo SCIRE’ viene affondato dal trowler inglese HMS
ISLAY, nelle acque di Haifa, mentre tenta di forzare quel porto in una azione
simile a quella di Alessandria.
Nessun superstite.
Con il battello sono scomparsi:
Equipaggio
- Cap. Corv. Bruno ZELIK, Comandante
- Ten. Vasc. Gennaro SAVINO, Ufficiale in 2ª
- Cap. (GN) Antonio TAILER, Direttore di Macchina
- Ten. Vasc. Armando OLCESE
- S.Ten. Vasc. Remigio BENINI
- Ten. (GN) Alfonso BAIO
- Guardiamarina Raul CROCI CARMINATI
- C°1^cl. Giuseppe FARINA
- C°1^cl. Francesco RAPETTI
- C°1^cl. Umberto RAVERA
- C°2^cl. Livio VILLA
- C°3^cl. Francesco BARBIERI
- C°3^cl. Remo FONTANINI
- C°3^cl. Gino STELLA
- 2°C° Tommaso CONDO
- 2°C° Silvio SALARIS
- Sgt. Ottorino BARBUTI
- Sgt. Giovanni BRAGGION
- Sgt. Benedetto GIURINI
- Sgt. Romolo LODATI
- Sgt. Umberto ULIVELLI
- Sgt. Domenico VESPIA
- Sc. Settimo AGNALLI
- Sc. Ivo BORGHETTI
- Sc. Lindo BRUGNONI
- Sc. Enzo CANALI
- Sc. Domenico CAPPELLINI
- Sc. Mario CAPUANO
- Sc. Pasquale ESPOSITO
- Sc. Vincenzo GIACALONE
- Sc. Giuseppe MAGNONE
- Sc. Giovanni MAPELLI
- Sc. Luciano MONTANELLI
- Sc. Giovanni MORANI
- Sc. Aurelio PERESSON
- Sc. Antonio PETRACCHI
- Sc. Ettore POZZI
- Sc. Enrico RIVA
- Sc. Eugenio SCARDIGLI
- Sc. Corrado SCOTTI
- Sc. Rocco TAVELLI
- Com. Cesare ANTONUCCI
- Com. Marcello BORGOGNO
- Com. Vittorio DRAGONE
- Com. Alfiero GEMMI
- Com. Fulvio GERVASI
- Com. Vittorio PIZZICHINI
- Com. Federico REGALDO
- Com. Livio VISINTIN
Operatori Incursori della Xª Flottiglia MAS
- Cap. (CM) Egil CHERSI
- S.Ten. (MD) Pier Ernesto GNECCO
- Capo Inf. Aurelio MORGAN
- 2°C° Ief Eugenio DEL BEN
- Sgt. Nocch. Delfo CAPRILI
- Sgt. P.M. Lauro MANZONI
- Sc. Cann. P.S. Erminio FIORAVANTI
- Sc. Pal. Rodolfo BEUK
- Segn. Paolo BARONCHELLI
- Fuoch. Luca RICCIARDI
- Fuoch. Guido FONTEBUONI
Quattro giorni dopo l’affondamento dello SCIRE’, il mare restituì e depose sulle spiagge della Palestina le salme di due degli incursori, il Cap. (CM) Egil CHERSI e il 2°C° Ief Eugenio DEL BEN, che furono sepolti dagli inglesi, con l’onore delle armi, nel cimitero di Haifa.
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«Sommergibile
operante in Mediterraneo, già reduce da fortunate missioni d'agguato, designato
ad operare con reparti d'assalto della Marina nel cuore delle acque nemiche,
partecipava a ripetuti forzamenti delle più munite basi mediterranee. Nel corso
dei reiterati tentativi di raggiungere lo scopo prefisso, incontrava le più
aspre difficoltà create dalla violenta reazione
nemica
e dalle condizioni del mare e delle
correnti. Dopo aver superato col più assoluto sprezzo del pericolo, gli ostacoli
posti dall'uomo e dalla natura, riusciva ad assolvere in maniera completa il
compito affidatogli, emergendo a brevissima distanza dall'ingresso delle
munitissime basi navali nemiche prescelte ed a lasciare così le armi speciali
che causavano a Gibilterra l'affondamento di tre grossi piroscafi e ad
Alessandria gravi danni alle due navi da battaglia Queen Elizabeth e Valiant, il
cui totale affondamento veniva evitato solo a causa dei bassi fondali delle
acque in cui le due unità erano ormeggiate. Successivamente, nel corso di altra
missione particolarmente ardita, veniva spietatamente aggredito e scompariva
nelle acque nemiche, chiudendo così gloriosamente il suo fulgido passato di
guerra ».
Mediterraneo, 28 Aprile 1943