Operazione Huleva
Porto di Huelva 
Febbraio - Giugno 1943

 Personale partecipante : - S.Capo N/Smz Salvatore NIZZI
                                  - 2°Capo S. Carlo VIANELLO

 

 




 

Nel Febbraio del 1943 NIZZI  Salvatore, operatore Gamma dei Mezzi d'Assalto formatosi alla scuola per operatore  gamma di S. Lepoldo (Livorno), fu chiamato dal Comandante Junio Valerio BORGHESE ,presso il Comando della  Xa Flottiglia MAS . Il Comandante gli assegnò  delle missioni di guerra da effettuare in territorio  spagnolo.
Corredato di documenti "falsi" ,  partì per Roma e nello stesso giorno il 22 Febbraio 1943, imbarcò su di un aereo diretto a Barcellona. In sua compagnia c'èra il  2° Capo S.VIANELLO.  Dopo aver sostato per  5 giorni  presso un albergo della città  ed aver appreso   un po' di spagnolo e notizie più o meno interessanti , vennero spostati a Madrid e solo in seguito, transitando per Siviglia, raggiunsero  HUELVA . La loro destinazione finale fu il piroscafo mercantile "Gaeta" di nazionalità italiana , comandato dal Comandante CUCCURULLO Michele.
A bordo al NIZZI gli fu affidato l'incarico di Nostromo ed al suo compagno di viaggio  quello di 1° Ufficiale di coperta. L'imbarco sul Gaeta avvenne il 5 Marzo 1943.
Dopo circa un mese di inutile attesa, arrivò la notizia  di provvedere a ritirare  tutto il corredo subacqueo per un attacco navale. L'appuntamento per il ritiro fu fissato presso la statua di Cristofero Colombo posta alla periferia della città di HUELVA,  alle ore 00.05 del 6 Aprile 1943.
Ritirato il materiale , sfruttando l'oscurità, riuscirono a trasportarlo a bordo del Gaeta e a nasconderlo nella cabina di Vianello.
 Il giorno 18 Aprile entrarono in porto  quattro piroscafi mercantili inglesi, decisero di attaccare il più grande . La sera del 22 Aprile  VIANELLO, accompagnato con un battellino da NIZZI si portò a circa 2.000 metri dall'obiettivo.  Scese in acqua  e, quando era ormai sotto carena del piroscafo scelto per l'attacco, un'avaria alla bombola dell'autorespiratore lo costrinse a venire a galla e a desistere dall'attacco. Ripiegò sul battellino e rientrarono a bordo del GAETA alle ore 04.00.                     
Ripararono immediatamente l'avaria e ritentarono l'attacco la notte successiva. L'attacco eseguito con le  classiche modalità più volte sperimentate riuscì perfettamente,  ma non si seppe mai se il tutto fu coronato da successo.
Ricominciò l'attesa di nuove prede e il 6 Maggio ebbero la gradita sorpresa di vedere l'ingresso in rada di  ben tre piroscafi inglesi. Con un abile stratagemma  riuscirono a sapere il nome del piroscafo (gli inglesi usavano mascherare  i nomi dei piroscafi) - LADOVICH - e la sua relativa stazza (9.700 tonnellate), carico di minerali e diretto  probabilmente a Gibilterra.
Fu deciso che l'attacco fosse condotto  da NIZZI nella notte del 12/13 Maggio. Il piroscafo era attraccato alla banchina  Nord  e la sua distanza era di circa 3.000 metri.
Alle 21.45 il NIZZI lasciò il Gaeta e durante la fase di avvicinamento  ebbe modo di notare che vi era una forte corrente contraria (circa 2 nodi) ,  pertanto decise di  avvicinarsi all'obiettivo nuotando sotto costa. A circa 30 metri dal LADOVICH si immerse , arrivò sotto carena alle  ore 01.00 circa e  attaccò i due bauletti a distanza di circa 20 metri l'uno dall'altro in modo da essere certo di  averle poste in corrispondenza  del locale macchine.
Dopo l'attacco iniziò il disimpegno, percorrendo lo stesso tragitto  dell'andata e arrivando sotto bordo del GAETA alle ore 04.30. Il piroscafo insieme alle altre navi mercantili lascia il porto di HUELVA il  14 Maggio  .
 Mentre i  due operatori gamma attendevano l'esito dell'azione appena conclusa,  altre navi mercantile inglesi entravano nel porto  e   quasi tutte  prima di partire venivano ispezionate in carena  mediante un cavo: il più delle volte, di solito di notte, un sommozzatore inglese effettuava una ricerca visiva più accurata.
La notte del 12/13 Giugno quattro piroscafi inglesi erano in partenza da HUELVA: i due gamma decisero di attaccare uno di essi, ma  ben presto furono dissuasi dal loro progetto dal solito sommozzatore che provvedeva all'ispezione in carena prima di farle salpare. Quando stavano per abbandonare il loro piano, accadde l'imprevisto:  un piroscafo, per un'errata manovra andò ad incagliarsi in una zona con basso fondale. NIZZI ritornò a bordo del GAETA, si munì in fretta dì tutto l'occorrente e scese in mare;  raggiunto il piroscafo , attaccò  le due cariche a centro nave. Si disimpegnò e ritornò a bordo alle ore 05.00. La nave, con l'aiuto dell'alta marea,  riuscì a disincagliarsi e riprendere la sua rotta.
Delle  navi attaccate da NIZZI e VIANELLO solo  una, la LODOVICH si seppe con certezza che  affondò , delle altre non si riuscì a sapere nulla.
I due operatori ritornarono a Madrid e vi sostarono sino al 15 gennaio 1944, quando MARIASSALTO TARANTO gli ordinò di rientrare . Durante il viaggio di ritorno i due operatori furono presi prigionieri dagli inglesi e rimpatriarono definitivamente nell'agosto del 1944.