Nave Olterra



Il 10 giugno 1940 una nave cisterna italiana “OLTERRA” di 4.900 tonnellate si trovava nella baia di ALGESIRAS in attesa di scaricare nel porto di GIBILTERRA, quando arrivò un dispaccio cifrato che comunicò l’entrata in guerra dell’Italia e l’ordine di affondare la nave.
Il Comandante, invece, conduce la sua nave su una secca verso la costa e fa esplodere una piccola carica in carena per renderla inutilizzabile. I documenti vengono distrutti e l’equipaggio si allontana , lasciando a bordo 5 marinai per salvaguardare la proprietà.
La nave rimase così per circa 600 giorni, fin quando arrivarono dall’italia alcuni palombari che tamponarono la falla, finché il relitto si rialzò in superficie, venne rimorchiato fino al porto e lì ormeggiato.
Lo scopo fu quello di approfittare della vicinanza della nave alla base navale di GIBILTERRA per utilizzarla come base operativa di partenza per i futuri attacchi alla base inglese, l’originale idea passò subito alla fase di realizzazione.
Si era così realizzato un punto di appoggio italiano di fronte a GIBILTERRA, dall’altra parte della rada, a 6 miglia dalla piazzaforte. VISINTINI propose di farne una base fissa per i nostri mezzi d’assalto: L’OLTERRA avrebbe, con enormi vantaggi, sostituito il sommergibile avvicinatore nelle sue funzioni di stazione di lancio dei siluri pilotati. La proposta fu accolta; e iniziò l’allestimento della nave a questo scopo.
     Nell'autunno del 1942  Ufficiali ed ingegneri navali giunsero segretamente ad Algesiras e fecero dell'Olterra una base per glia attacchi a Gibilterra. Agli Spagnoli si disse che la nave era in riparazione, e sarebbe salpata appena finita la guerra.
Si effettuò un tagli di otto metri circa nella paratia che divideva il compartimento di prua dalla stiva, si ripiegò la lastra d'acciaio in modo che pendesse a falda. Si provvide a pompare acqua dai  serbatoi anteriori sino a quando la prua non fu completamente  riemersa. Un altro lembo di poco più di un metro fu  anch’esso ripiegato, fu tagliato nel fianco della nave  in corrispondenza del compartimento prodiero, circa due  metri al di  sotto della linea d'acqua normale.

Quando la nave riassunse la sua posizione normale, la stiva era a secco e il compartimento di prua allagato. Nella stiva furono collocati i "maiali", che potevano essere calati nel compartimento prodiero e di lì  fuoriuscire dalla nave attraverso l'apertura a cerniera due metri sott'acqua.
    Gli Operatori arrivavano in Spagna per vie diverse , salivano a bordo camuffando la loro fisionomia come tecnici e operai, cioè addetti ai lavori della petroliera. La squadriglia  comandata dal T.V. Licio Visintini, fu chiamata dell'Orsa Maggiore".
Quella diventò la base dei mezzi d'assalto italiani nell'assedio di Gibilterra, e  da essa partirono  ben tre azioni.
Ideatore e animatore di questo stratagemma fu il Comandante  Licio Visintini.