Vincenzo MARTELLOTTA
Capitano A.N.

"Ufficiale di
altissimo valore, dopo aver dedicato tutte le sue forze ad un pericoloso e
logorante periodo di
addestramento,
prendeva parte ad una spedizione di mezzi d’assalto subacquei che
forzava una delle più potenti e difese basi navali avversarie, con
un'azione in cui concezione operativa ed esecuzione pratica si armonizzavano
splendidamente col freddo coraggio e con l'abnegazione degli uomini.
Dopo aver avanzato
per più miglia sott’acqua e
superando
difficoltà ed ostacoli d'ogni genere, disponeva la carica sotto
una nave da battaglia avversaria e, dopo aver distrutto l'apparecchio,
prendeva terra sul suolo nemico dove veniva fatto prigioniero, non prima però di aver visto il primo successo della sua azione.
Luminoso esempio
di
cosciente eroismo e di alto spirito di sacrificio, si palesava degno
in tutto delle gloriose tradizioni della Marina Italiana. Non pago di ciò
una volta restituito alla Marina dopo l'armistizio, offriva
nuovamente se stesso per la preparazione e la esecuzione di altre
operazioni”.
(Alessandria, 18-19 dicembre 1941).
Nacque a Taranto il 1 gennaio 1913.
Dopo aver conseguito la maturità classica presso il Liceo Morea di Conversano
(Bari) ed iscritto al 1° anno nella Facoltà di Ingegneria dell'Università di
Napoli, attratto dal mare, inoltrò domanda all'Accademia Navale di Livorno e
nell'ottobre 1931 fu ammesso Allievo nel Corpo delle Armi Navali. Nel 1934 venne
destinato all'Istituto Superiore di Guerra a Torino e, presso il Politecnico di
questa città, conseguì la laurea in Ingegneria Industriale. Promosso
Sottotenente A.N. nel 1935 e Tenente A.N. nel 1936, nell'ottobre 1937, dopo
aver terminato il Corso integrativo presso l'Accademia Navale, fu destinato a Massaua quale Ufficiale Dirigente delle Officine Siluri e Artiglieria e
dell'Autoreparto. Rimpatriato nel 1939, svolse incarichi prima presso la
Direzione Armi Subacquee a La Spezia e poi presso il Reparto Siluri,
Lanciasiluri, Torpedini e Collaudo Sommergibili a Taranto. Nell'ottobre 1940, a
domanda, passò negli operatori dei mezzi d'assalto ed al termine del duro corso
addestrativo partecipò all'azione su Malta il 26 luglio 1941 ed a quella su
Alessandria nella notte dal 18 al 19 dicembre 1941, che culminò con
l'affondamento di due corazzate e di una petroliera inglese. Coadiuvato dal 2'
operatore Mario Marino, attaccò la petroliera Sagona affondandola e danneggiando
il cacciatorpediniere britannico Jervis. Tratto prigioniero dopo la
vittoriosa azione, rimpatriò nel febbraio 1944 e partecipò alla guerra di
liberazione nei Mezzi d'Assalto. Terminato il conflitto partecipò
volontariamente allo sminamento ed alla bonifica dei porti di Genova, San Remo,
Oneglia e Porto Maurizio, e, assieme al fratello Diego, Maggiore dei Bersaglieri
ed esperto in chimica di guerra, alla bonifica dei porti di Brindisi, Bari,
Barletta, Molfetta e Manfredonia. Nel 1947, con gli uomini del Nucleo di cui
era al comando, domò un incendio sviluppatosi in un deposito di esplosivi a Bari
e neutralizzò un potente aggressivo chimico fuoriuscito da un ordigno,
scongiurando così gravissimi danni alla cittadinanza. Per questa azione, nella
quale riportò ustioni da iprite tali da rendere necessario il suo ricovero in
ospedale, venne decorato di Medaglia d'Argento al Valore Civile.
Promosso Tenente
Colonnello A.N. nel gennaio 1953, nel 1960, a domanda, venne collocato in
ausiliaria nel grado di Colonnello A.N. Morì a Castelfranco Emilia (Modena) il
27 agosto 1973.
Altre decorazioni e riconoscimenti per merito di guerra:
- Medaglia d'Argento al Valore Militare (Malta, luglio 1941);
- Medaglia d'Argento al Valore Civile (Porto di Bari, i947);
- Promozione a Maggiore A.N. (1941).