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INCURSORE LUIGI SCOGNAMIGLIO: PRESENTE

Luigi SCOGNAMIGLIOE’ particolarmente difficile salutare un amico, un collega, con il quale hai trascorso una buona parte della vita lavorativa e con il quale hai condiviso una vita di avventura e di rischio. E’ quasi impossibile pensare che egli non sia più tra di noi, che non lo vedrai più all’assemblea mattinale.

Luigi SCOGNAMIGLIO, “Giggino“, del 40° Corso Incursori – brevetto nr. 753 ci ha prematuramente lasciato all’età di 47 anni.

Giggino era un uomo a cui non piaceva mettersi in mostra, preferiva svolgere il proprio lavoro in silenzio, quasi che non ti accorgevi di lui. Quando ho appreso la triste notizia della sua inattesa dipartita da questo mondo sono sceso in banchina, la nostra banchina, ho acceso un sigaro e ho cercato di ricordare le volte in cui ci siamo ritrovati a lavorare insieme.

Ora su queste pagine lo voglio salutare, per l’ultima volta, con un ricordo, un aneddoto di cui sono stato testimone e che lo ha visto principale attore. Voglio raccontare questo aneddoto per far capire a tutti chi era Giggino e di che pasta era fatto.

Eravamo a Cagliari per una esercitazione di attacco navale, una AMIEX, una delle tante che ancora oggi gli incursori fanno per mantenere elevate le proprie capacità operative in un ambiente difficile come quello del mare. Il tema era di porre il simulacro di una carica esplosiva sotto le unità navali della Marina Militare che fungevano da bersagli. Una esercitazione difficile, lunga ed estremamente impegnativa svolta in pieno periodo invernale.

Si partiva dal Cavezzale ormeggiato all’interno del porto. Le navi da attaccare, alla fonda in rada, avevano schierato a propria difesa elicotteri, motobarche, sentinelle: tutti alla ricerca di noi incursori, nel tentativo di impedire la nostra azione. Il porto di Cagliari era nel pieno della sua normale attività con un discreto traffico, nessun segnale in superficie che potesse segnalare degli uomini immersi in quelle fredde ed oscure acque, nessuno in superficie che allontanasse eventuali imbarcazioni che mettessero a repentaglio la vita degli operatori. A prora del Cavezzale era ormeggiata una nave da guerra francese, per cui il Comandante, prima di partire, ci aveva chiesto la massima discrezione nel rientro a bordo: voleva evitare che i francesi “spiassero” le nostre attività.

L’attacco, dopo molte ore di nuoto, era perfettamente riuscito: tutte le navi erano state attaccate con successo e sotto ognuna di esse era stato posto un bel simulacro, a testimonianza del passaggio degli incursori e del successo della loro azione. Ormai, dopo il lungo ripiegamento, non ci restava altro da fare che attraversare lo specchio di mare che divideva la diga foranea dal posto di ormeggio del Cavezzale, un migliaio di metri ancora. Eravamo fermi nei pressi della diga foranea, a riprendere un po’ di fiato, prima del salto finale. Quando fu il momento di riprendere l’immersione Gigi si accorse di avere un grave problema all’autorespiratore: il rubinetto a tre vie del boccaglio si era incatastato e malgrado tutti i tentativi fatti, non ne voleva sapere di sbloccarsi, rendendo impossibile la continuazione dell’immersione.Dopo un breve consulto fu chiesto a lui e al suo capo coppia, Maurizio, se se la sentissero di continuare tagliando via il boccaglio ed utilizzando il tubo corrugato direttamente in bocca per respirare. Una operazione pericolosissima, quasi una pazzia. Giggino poteva rifiutarsi, tutto sommato eravamo in esercitazione, il rischio era elevatissimo: nessuno avrebbe potuto biasimarlo, in nessun modo. Chi è del mestiere sa benissimo di cosa sto parlando!

Egli invece scelse di continuare l’immersione, in quelle condizioni; egli scelse di mettere alla prova il proprio ardimento, dimostrando a tutti noi quello che un incursore è capace di fare. E lo fece senza fanfare, con modestia, com’era sua natura.

Giggino mancherà a tutti noi, a tutti quelli che lo hanno conosciuto e che gli hanno voluto bene. Egli si è già unito alla schiera di quanti, prima di lui, vegliano sugli uomini del GOI dai Campi Elisi.

Addio Giggino, che la terra ti sia lieve!!

3 comments on “INCURSORE LUIGI SCOGNAMIGLIO: PRESENTE

  1. Falcione Gianfranco

    Sono particolarmente colpito dal commento/necrologio appena letto. Non amo dire e pensare che noi militari o ex, come me, in pensione da 30 anni, siamo indistintamente meglio degli altri… letto però le cose sobrie del collega Scognamiglio mi convinco sempre più che ho incontrato nei miei vent’anni di servizio colleghi e amici incredibilmente eccezionali e ne sono fiero. L’articolo letto mi ricorda di essere stato uno dei primi se non il primo ad aver contribuito a Tassignano, Napoli, Trieste, LUNI -Sarzana, Brindisi e tante altre località in missione, al lancio para’ di VOI ARDITI INCURSORI come Lillo PISTARINO, Vinicio CATOCCHIA, STV VASSALLE, e tantissimi altri che non sto a menzionare. Che DIO accolga questo altro collega della Marina, della nostra Marina, fra le sue braccia e rivolgo le mie condoglianze alla Sua famiglia

  2. Paolo

    Anche se non sono incursore, mi sento onorato di aver lavorato con Giggino e di aver riso con lui nei momenti di non-lavoro…
    Ciao Luigi.

  3. Umberto Sartori

    Non penso tanto a Lui. Egli è un “grande” e basta! Penso soprattutto ai famigliari che Lo piangono ! Poco contano le nostre condoglianze che giungono loro come voci che vengono da lontano perchè la perdita del loro caro crea una voragine incolmabile dentro di loro e immane lo sconforto che li pervade. Neanche il tempo riuscirà mai a lenire un dolore così grande La Fede in Colui che, a braccia aperte, lo accoglierà Lassù, dove Tutti/e noi lo raggiungeremo, potrà essere di conforto. Da Lassù Egli continuerà a seguire i suoi cari che , sicuramente, avvertiranno in qualche modo, che Lui continua e continuerà sempre ad essere vicino a Loro!
    Chi di noi può, stia vicino ai suoi famigliari, anche in silenzio, come fosse il prolungamento della “veglia” di “Giggino” sempre PRESENTE in mezzo a noi!

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