

L’armistizio
dell’8 settembre 1943 sorprese la Decima Flottiglia Mas al massimo del suo
sviluppo e delle sue capacità.
Gli avvenimenti che seguirono quei giorni sono
noti a tutti: furono momenti difficili, vissuti nel dilemma di una non facile
scelta .
Basti però ripensare alle parole con le quali il Grande Ammiraglio
Paolo Thaon di Revel confortò l’allora Capo di Stato Maggiore della Marina, Amm.
Raffaele De Courten, che nel dilemma del momento a lui aveva chiesto
consiglio: ”…In momenti così delicati è doveroso lasciare massima libertà
alle coscienze, purché esse siano sinceramente rivolte al bene del
Paese”.
Nelle grandi difficoltà e nella confusione di quel tempo ognuno,
quindi, agì nella consapevolezza di una scelta pertinente, che giudicava
nell’interesse del proprio Paese dilaniato da opposte fazioni.
Al nord proseguì la sua attività la Decima Flottiglia Mas (C.te J.V.
BORGHESE), mentre al sud venne costituito MARIASSALTO (C.V. E. FORZA).
Tutti,
dunque, continuarono a compiere quello che era ritenuto il loro dovere e a
tutti, indistintamente, deve andare il nostro incondizionato rispetto.
Al
termine del conflitto la Marina Militare, afflitta da tanti problemi, ma
consapevole del patrimonio umano pazientemente coltivato, continuò a seguire con
attenzione questi suoi elementi , in attesa di tempi migliori.
E i tempi
migliori non si fecero attendere a lungo; infatti, già nel 1947, riunendo il
personale proveniente da MARIASSALTO con il personale della Scuola
Sommozzatori e della Scuola Palombari di Livorno, si insediò al Varignano
MARICENTROSUB (Foglio d'Ordine n° 66 del 15 Ottobre 1947), il quale diede vita
al suo interno al Gruppo GAMMA (1950) ed ai Nuclei SDAI
(1951).
I GAMMA erano un piccolo nucleo di nuotatori
Guastatori (la lettera -G- di -
guastatore- nell’alfabeto fonetico del vecchio libro dei segnali si
pronunciava appunto “gamma”) con compiti di attacco contro obiettivi navali,
mentre gli SDAI erano impegnati soprattutto nell’ingrato compito di bonificare
porti e coste dagli innumerevoli relitti e ordigni disseminati lungo la
penisola.
Un giorno di gennaio 1952 il T.V. Aldo MASSARINI, reduce della
Xa Flottiglia Mas e di MARIASSALTO, venne convocato a Roma dal
Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio PECORI GIRALDI, per discutere
sulle capacità di organizzare un nucleo di incursori, sul modello di analoghe
organizzazioni operanti all’epoca presso altre nazioni.“Ci pensi – disse
l’Ammiraglio al T.V. MASSARINI – e mi faccia conoscere le sue decisioni”.
I compiti che lo Stato Maggiore aveva previsto per questa nuova
figura di “incursore” erano decisamente più ampi di quelli che tradizionalmente
avevano visto impegnati gli eroi delle due guerre mondiali: ad un ruolo
prettamente subacqueo si intendeva affiancare capacità di combattimento
terrestre, appoggio ad operazioni anfibie, eliminazione di ostacoli
subacquei.
In sintesi, si trattava di un vero e proprio salto qualitativo,
poiché si passava dal combattere la “battaglia navale” a combattere la
“guerra marittima”, allargando la gamma dei bersagli dalla nave a tutte le
infrastrutture, in acqua o a terra, che in qualche modo concorrevano alla
condotta delle operazioni navali.
Non senza difficoltà il C.te MASSARINI
riuscì a radunare una dozzina o poco più di volontari tra Sottufficiali,
Sottocapi, Comuni e due Ufficiali (T.V. A. BENEDETTI e T.V. L. BOTTI). Questo
piccolo gruppo di persone, vestite ed armate sommariamente, venne inviato alla
Scuola del Genio Pionieri della Cecchignola, per un corso di
addestramento al combattimento terrestre ed all’impiego degli
esplosivi.
Nel frattempo il T.V. MASSARINI era riuscito ad ottenere alcuni
locali per l’accasermamento del gruppo presso il Varignano, già sede di
MARICENTROSUB, e proprio qui il 1 maggio 1952 (con il Foglio d'Ordine n° 44 del
30 Maggio 1952), con il rientro a La Spezia degli operatori dalla Cecchignola,
nacque il Gruppo Arditi Incursori della Marina Militare (GRUPPARDIN).
Quale
esattamente avrebbe dovuto essere la “missione” di questo reparto e, di
conseguenza, di quali armi, equipaggiamenti e mezzi avrebbe dovuto essere
dotato, con quale addestramento gli uomini dovevano essere preparati e con quale
criterio scelti, era un panorama tutto da definire ed esplorare.
In un tempo
straordinariamente breve, tuttavia, il “gruppo”, cui non mancavano certo
entusiasmo e dedizione, acquisì le conoscenze ed esperienze necessarie a
risolvere gli interrogativi precedenti. In questa impresa vennero trascinati
anche enti come Maricommi La
Spezia, che realizzò la prima tenuta da combattimento, Marimuni Aulla,
che approntò i primi zainetti esplosivi e i vari artifizi, ed alcune ditte, che
approntarono mezzi, materiali, armi, equipaggiamento subacqueo su specifiche
richieste del “gruppo”; inoltre particolari studi vennero dedicati al programma
addestrativo, e alla ricerca di quanto ci fosse di più adatto alla
formazione di un incursore polivalente. Allo scopo di allargare quanto più
possibile le esperienze del Reparto, alcuni Ufficiali e Sottufficiali vennero
inviati a frequentare corsi specialistici presso gli istituti di formazione di
analoghi reparti negli Stati Uniti, Francia ed Inghilterra. Forte di queste
nuove esperienze, il 1 maggio 1953 fu costituito il Centro Arditi Incursori
(MARICENTARDIN con il Foglio d'Ordine n° 54 del 23 giugno 1953 il fregio
metallico sul basco di colore verde divenne ufficiale), alle dirette dipendenze
di Maristat.
A
quell’epoca, quindi, al Varignano si trovarono a convivere tre Comandi diversi,
con missioni non interdipendenti: MARIDIFE (Com. Difesa Costiera), il già
citato MARICENTROSUB ed il nuovo MARICENDARDIN. I tre Comandi coabitavano,
condividendo in parte alcune strutture. Per consentire al nuovo Comando una
maggiore indipendenza logistica, venne deciso di assegnargli le strutture della
vecchia batteria di Santa Maria, opportunamente ristrutturata. Quasi
contemporaneamente, il Comando del MARICENTROSUB venne assunto dal C.V. Gino
BIRINDELLI, Medaglia d’Oro al V. M. della Decima Flottiglia Mas, al quale venne
affidata anche l’alta direzione delle attività del Centro Arditi Incursori: era
nato in questo modo MARISUBARDIN (Foglio d'Ordine n° 83 del 20 settembre 1955),
che ebbe però vita molto breve. Infatti, nel 1956, il C.te BIRINDELLI propose
(ed ottenne da Maristat) la fusione del MARICENTROSUB e del MARICENTRARDIN
nell’omnicomprensivo MARICENSUBIN, articolato in un Comando Base, un Gruppo
Scuole ed un Reparto Operativo,
nel quale confluirono i “GAMMA” del MARICENTROSUB e gli “Arditi
Incursori”. La componente operativa del MARICENSUBIN assunse la denominazione di “Gruppo
Incursori” (perdendo così l’aggettivo “Arditi”), che venne diviso in due
aliquote, denominate “Incursori Navali”e “Incursori Costieri”. Questa divisione,
all’inizio, non venne bene accolta da tutti, soprattutto fra gli Arditi
Incursori che si sentirono “declassati” a Costieri. Tuttavia gli stimoli e le
esperienze di quel tormentato periodo del 1956 furono fondamentali per il
successivo sviluppo dei reparti incursori e gettarono le basi per l’evoluzione
verso l’attuale Incursore (senza aggettivi). Nel 1957 MARICENSUBIN incorporò
anche la Sezione Tecnica Autonoma di Bacoli (NA), ove, nel 1949, erano stati
accentrati i mezzi speciali residuati del conflitto e, alla guida del C.V.
Ernesto NOTARI, era stata posta la base per la rinascita dei Mezzi d’Assalto.
Con questa nuova configurazione, a coronamento di tutto il percorso fatto fino
ad allora, nel 1961 venne costituito il Raggruppamento Subacquei e Incursori
“Teseo Tesei”, telegraficamente chiamato COMSUBIN . Molta strada era
stata fatta, ma molta ancora ne rimaneva da compiere, il COMSUBIN non fu
certamente il traguardo ma, semmai, un punto di partenza per una nuova vita di
un nuovo tipo di soldato e di uomo: l’Incursore moderno.
Il resto è storia di oggi.
Sotto viene riportata la dichiarazione dell'Amm. di
Sq. Gino Birindelli sulla effettiva data e sul luogo della
costituzione del Gruppo Operativo Incursori.

