Gli Uomini

Gli uomini della Decima Flottiglia MAS

"Il soldato, in quanto tale, si trova al servizio della Nazione ed è estraneo a ideologie ed impegni di parte; i sentimenti che lo muovono sono l'amor di Patria, l'attaccamento alla bandiera, il culto della tradizione, lo spirito di corpo, la dignità personale.

Nella superiore vita morale implicita nella sua disciplina e nella sua abnegazione egli sente la Patria come l'unità, costante nel tempo e nello spazio, da cui procede ogni esistenza individuale, e ad essa si consacra..."

Gino  BIRINDELLI

Furono i primi di una numerosa schiera. Altri ed altri si avvicendarono a riempire i vuoti, nel corsi dei mesi e degli anni. Era gente che arrivava in silenzio, che in silenzio ripartiva e non ritornava indietro. Quei giovanotti... talvolta si recavano in gita a Viareggio distante poco più di dieci chilometri. Indossavano sempre abiti civili, si mostravano spensierati, dicevano a qualcuno di essere studenti in vacanza. Si mimetizzarono, ottennero di non essere troppo notati. Se incontravano amici che conoscevano la loro vera qualifica, dicevano di essere lì per un campeggio che si teneva nei dintorni. 

Nessuno, nemmeno i loro famigliari, sapeva la verità... Tornavano a Bocca di Serchio subito dopo cena e mutavano sostanzialmente sembianze. Uscendo dalla casa dei guardacaccia, nelle tenebre già apparivano mostri. Avevano paludamenti strani quando si avviavano al fiume, lungo il breve sentiero tra i cespugli e i canneti. Dalle dieci di sera, infatti, si calavano nel Serchio, raggiungevano il mare, compivano sul fondo lunghe ed estenuanti esercitazioni. Rientravano, per lo più, alle tre della notte, stanchi, infreddoliti. Di giorno dormivano...

Beppe PEGOLOTTI
tratto da Uomini contro navi
Vallecchi Editore Firenze

...Avvertiamo l'avvicinarsi dell'ora solenne, anzi fatidica, come si legge nei giornali. Sappiamo che la guerra - breve o lunga che sia - non sarà una scampagnata, sarà una cosa seria. Addestrati come siamo al limite della resistenza fisica e setacciati a dovere da una severa selezione, siamo disincantati, alieni da illusioni, sogni, o propositi avventati. I figli di papà, i romantici delusi in amore e altri per i quali l'arruolamento è un modo per risolvere certe frustrazioni sono stati eliminati già alle prime cernite. I rimasti hanno i piedi bien piantati a terra, hanno un crudo senso della realtà unito, beninteso, ad uno slancio ideale e ad una fede a tutta prova...
...Non siamo euforici e nemmeno preoccupati, ma ci sentiamo «pronti a tutto», maturi per affrontare con fredda determinazione le grandi incognite che ci riserva l'avvenire...

M.O.V.M. Emilio BIANCHI
in «Pagine di Diario 1940-1945»

Carta di Gibilterra

«So che lotterò con disperazione assoluta, premeditata, fredda e senza limiti, perché voglio sentire sciolte e crepitare nel loro schianto le catene che ci opprimono. Se mai, morrò nel fulgore della Libertà per cui lottiamo (...). Niente potrà arrestarci se non la morte. Morte che premierà il nostro ardire procurando alle nostre anime quella pace eterna che deriva da una vita impiegata coscienziosamente al servizio della Patria (...).

NOI PICCOLISSIMI VOGLIAMO COLPIRVI AUDACEMENTE NEL CUORE IN CIO' CHE COSTITUISCE IL VOSTRO MAGGIOR ORGOGLIO. E ATTENDIAMO DA QUESTO GESTO CHE IL MONDO SI DECIDA UNA BUONA VOLTA A COMPRENDERE DI CHE STOFFA SONO GLI ITALIANI».

M.O.V.M Licio VISINTINI

«Presumo che non farò in tempo altro che a portare a rete il mio SLC. Alle 4.30 la rete dovrà saltare e salterà. Se sarà tardi spoletterò al minimo».

«Occorre che tutto il mondo sappia che ci sono degli italiani che si recano a Malta nel modo più temerario. Se affonderemo qualche nave o no poco importa; quel che conta è che si sia capaci di saltare in aria con il nostro apparecchio sotto gli occhi degli inglesi, avremo indicato ai nostri figli e alle future generazioni a prezzo di quali sacrifici si serva il proprio ideale e per quali vie si pervenga al successo».

M.O.V.M Teseo TESEI

Arcata ponte S. Elmo

Alla fine degli anni '30, sulla riva destra del Serchio vicino alla foce, venne creata una "stazione" di addestramento ad innovative forme di navigazione e di operazioni subacquee, congiuntamente a lunghe immersioni in respirazione di ossigeno sotto pressione, fino ad allora mai fatte...

...gli uomini che là si insediarono ebbero quindi la sede ideale per vivere una vita fatta di speranze, progetti, programmi ed un massacrante lavoro in mare ed in terra, con la luce e col buio, in ogni giorno che Dio faceva sorgere.
Erano uomini assai diversi fra loro, strettamente uniti da una forte tensione ideale, dalla ferma determinazione di conseguire i risultati che si erano posti, dalla continua ricerca di perfezionare i mezzi ed i modi atti a raggiungerli e, soprattutto, dell'aver dato forma ad un'etica, ad un codice di comportamento, che si definì automaticamente per l'apporto quasi casuale di tutti durante le lunghe animate esercitazioni, riempivano i pomeriggi e buona parte delle notti. L'argomento di esse era sempre uno: il Cittadino e la Nazione.

Le azioni di quegli uomini - tra cui spiccavano i Tesei, i Toschi, i Durand de La Penne, i Marceglia, i Visintini - ebbero rilevanza durante la 2a guerra Mondiale e sono ancora riportate negli annali di quel conflitto. Così come quelle dei Faggioni, i Cabrini, i Bosio, i Carabelli che con i primi dettero avvio alla formazione dei Mezzi d'Assalto della Marina ed ebbero quindi Bocca del Serchio come punto di riferimento.

Quel codice di comportamento fu definito "Lo Spirito del Serchio", ma io ritengo che sia appropriato definirlo anche "l'Etica del Cittadino".

A me che fui il primo diretto comandante di quel pugno di uomini, e che presi parte a tante discussioni, non risulta difficile indicarne i punti salienti.

LO SCOPO

  • Lo scopo della vita è creare, fare, dare. L'azione è gioia dello spirito.
  • Non chiedere mai alcunché ad alcuno se non a te stesso. Chiedi al tuo Dio solo e sempre la forza di "non chiedere", ma ringrazialo continuamente per ciò che sei stato capace di fare.
  • La forza più grande dell'uomo è la volontà, quella che permette di "strappare le stelle dal cielo", di porre il cielo come solo limite alle proprie capacità ed aspirazioni", quella che spinge l'handicappato a cimentarsi nell'agone sportivo, a rendersi autosufficiente con il lavoro.
  • Assisti senza fine chi si impegna con perseverante sacrifico all'elevazione materiale e spirituale propria ed altrui. Ogni atto di solidarietà che proponi, sia prima di tutto ed in buona misura, a tuo carico.
  • "Una grande Famiglia donataci da Dio". Questa è la Patria e ad essa - come tale - si devono dedizione e devozione assolute.
  • La Civiltà è il riflesso di se stessi, degli altri, delle altrui opinioni. La Cultura ha lo scopo precipuo di incrementare il grado di Civiltà degli individui.
  • La Libertà e la Pace sono - solo e sempre - il prodotto dell'impegno duro, indefesso, doloroso degli uomini di buona volontà. La costruzione umana su cui poggia la Pace ha, come chiave di volta, la Giustizia; quella su cui poggia la Libertà ha il Coraggio.
  • Il Coraggio vero, quello che conta, è il Coraggio Morale. Esso deriva dall'onestà, dal senso del dovere, dall'impegno con se stesso a tutelare i diritti umani di tutti.
  • La forza dell'amore è immensa ed immensamente benefica se ogni suo atto è ispirato e strettamente legato al rispetto della Legge degli uomini onde esso non degeneri in mollezza o, addirittura, in acquiescenza alla sua violazione. Tutto ciò che, nell'empito dell'Amore, viene dato a qualcuno in termini di tolleranza o perdono è, infatti, sottratto surrettiziamente e definitivamente alla cogenza della norma su cui si basa l'ordinata convivenza della società civile.
  • "In medio stat virtus" è saggia norma di vita ma la realizzazione della "medianità virtuosa" si deve ottenere solo e sempre attraverso la pratica  del precetto si-si/no-no, del confronto franco con l'opposto, della competizione, mai con il compromesso. La competizione leale consente infatti di evitare lo scontro crudele, impedisce che la Pace degradi nel nirvana.
  • Solo là dove ogni atto è ispirato a vivo senso di responsabilità ci può essere ordine e democrazia.
  • Prima e più che da un volo in altri cieli, l'immortalità dell'anima è costituita dalla risonanza che, a somiglianza delle onde create dalla pietra gettata nell'acqua ferma del lago, "l'elevato sentire" genera e che, a differenza di quelle, dura per sempre.
15 maggio 2005
Gino BIRINDELLI