Il Decalogo

Il Decalogo della Decima Flottiglia MAS

Il documento originale  è di proprietà della Signora Maria Montella-Visintini, vedova del grande eroe.

E' un fascicolo di una dozzina di pagine dattiloscritte, legato da un nastrino azzurro assai scolorito dal tempo,  con una copertina messa su incollando cartoncini celesti, del tipo regolamentare impiegato nelle segreterie dei Comandi  per schedare il personale in forza.

La semplicità, la povertà, l'aspetto addirittura dimesso del fascicolo contrastano in modo commovente con il suo contenuto sublime. Manca una data di riferimento, manca il nome  del compilatore, ma si tratta senza dubbio di una iniziativa realizzata con assoluta carenza di mezzi e in periodo di emergenza.

E' quasi sicure che il documento sia stato redatto al principio del 1943, perché vi figurano i nomi  di tutti i caduti e dispersi fino a quella data. Di più  non sappiamo: neppure se la compilazione fu curata (tipograficamente, ben poco) dal Comando dei Mezzi d'Assalto, o fu spontaneamente determinata dall'impulso dei nuovi assaltatori che cercavano con l'esempio dei vecchi incoraggiamento  e ispirazione per le imprese future.

1) STAI ZITTO
E' indispensabile mantenere il segreto anche nei minimi particolari e con chiunque, anche con gli amici e parenti cari. Ogni indiscrezione è un tradimento perché compromette la nostra opera e può costare la vita a molti dei nostri compagni.

2) SII SERIO E MODESTO
Hai promesso di comportarti da Ardito. Ti abbiamo creduto. Basta così. E' inutile far mostra della tua decisione con parenti, amici, superiori e compagni. Non si fa, di una promessa così bella, lo sgabello per la tua vanità personale. Solo i fatti parleranno.

3) NON SOLLECITARE RICOMPENSE
La più bella ricompensa è la coscienza di aver portato a termine la missione che ci è affidata. Le medaglie, gli elogi, gli onori rendono fieri chi li riceve per lo spontaneo riconoscimento di chi giudica, non chi li sollecita o li mendica.

4) SII DISCIPLINATO
Prima del coraggio e dell'abilità ti è richiesta la disciplina più profondamente sentita: dello spirito e del corpo. Se non saluti, se non sei educato, se non obbedisci nelle piccole cose di ogni giorno, se il servizio di caserma ti pesa e ti sembra indegno di te, se non sai adattarti a mangiare male e dormire peggio: non fai per noi.

5) NON AVER FRETTA DI OPERARE, NON RACCONTARE A TUTTI CHE NON VEDI L'ORA DI PARTIRE
Potrai operare solo quando il tuo cuore, il tuo cervello e il tuo corpo saranno pronti. Se sei impaziente, non sei pronto. Devi imparare a conoscere perfettamente la tua arma e ad impiegarla in ogni contingenza in maniera perfetta. L'addestramento non è mai eccessivo. Devi appassionarti ad esso. Devi migliorarti ogni giorno. Solo chi ti comanda è giudice insindacabile delle tue possibilità. 

6) DEVI AVERE IL CORAGGIO DEI FORTI, NON QUELLO DEI DISPERATI
Ti sarà richiesto uno sforzo enorme, solo al di là del quale sta il successo. Per compierlo, hai bisogno di tutte le tue energie fisiche e morali. La tua determinazione di riuscire ad ogni costo deve perciò nascere dal profondo del tuo cuore, espressione purissima del tuo amore per la Patria, e non deve essere il gesto di un disperato di un mancato o di un disilluso. La tua vita militare e privata deve essere perciò onesta , semplice e serena.

7) LA TUA VITA È PREZIOSA. MA L'OBBIETTIVO È DI PIÙ PREZIOSO
Devi ricordartelo nel momento dell'azione. Ripetilo a te stesso cento volte al giorno e giura che non fallirai la prova.

8) NON DARE INFORMAZIONI AL NEMICO
Non devi far catturare le armi ed il materiale a te affidato. Se dopo aver operato cadi prigioniero, ricordati che al nemico devi comunicare solo le tue generalità e il tuo grado.

9) SE PRIGIONIERO, SII SEMPRE FIERO DI ESSERE ITALIANO, SII DIGNITOSO
Non ostentare la tua appartenenza ai Mezzi d'Assalto. Cerca, nelle tue lettere ai familiari, di comunicare come meglio potrai e saprai, tutto quanto conosci dell'azione a cui hai partecipato e sul nemico in genere. Cerca sempre, se possibile, di fuggire.

10) SE CADRAI MILLE ALTRI TI SEGUIRANNO: DA GREGARIO DIVENTERAI UN CAPO, UNA GUIDA, UN ESEMPIO

... Senza parole si chiude il Decalogo. Non afferma neppure un fatto che deve essere consacrato alla Storia: il fatto che ognuno di questi 83 uomini abbia affondato, in media, con la propria persona 2.500 tonnellate di naviglio. Strana  coincidenza! Anche un pugno di assaltatori della Prima guerra mondiale aveva affondato un tonnellaggio individuale all'incirca eguale, nonostante le profonde differenze di modo, di tempo e di luogo, il danno prodotto al nemico da ciascuno di questi 100 assaltatori delle due guerre fu quindi, valutato in cifre d'oggi, di circa 5 miliardi. Ma il risultato tecnico trascende il finanziario, e il  risultato morale ambedue primi.  Nel corso di due generazioni, sul piano morale,  è accaduta ben altro: 100 uomini, con i propri corpi, hanno tenuto impegnato e duramente colpito due flotte, hanno messo a soqquadro due scacchieri operativi, e, raggiunto il cuore delle armate nemiche dentro basi  guardate da difese imponenti, ne hanno fermato il battito una volta per un'ora e una volta per sempre. "Io vi avverto, fra dieci minuti, la vostra nave salterà". Parole quasi identiche nella mezza luce di un'alba invernale, dissero, a 44 anni di distanza uno dall'altro, Raffaele Rossetti e Luigi Duran de la Penne, sbucati dal mare come esseri da leggenda, agli allibiti comandanti delle corazzate moribonde di Pola e di Alessandria. La storia, amante delle raffigurazioni simboliche, come dicemmo in questo libro, ha voluto che fosse stesa fra questi due pilastri la catena a cento maglie della nostra tradizione d'assalto.

Dal libro di Virgilio Spigai "100 Uomini contro due flotte"

preghiera

Gli uomini della Xa Flottigia MAS, che nelle operazioni fino ad oggi compiute sono caduti o sono stati catturati dal nemico, hanno, durante il lungo periodo di preparazione passato tra noi, seguito una norma di vita che alla prova dei fatti ha dimostrato essere l'indispensabile piattaforma etica, dalla quale essi hanno potuto e saputo elevarsi alla gloria del successo e all'apoteosi del sacrificio. Il Decalogo dell'Operatore è l'espressione sintetica dell'insegnamento che Essi ci hanno laschiato. Essi ce lo hanno dettato prima di partire, ordinandoci di osservarlo con la stessa tecnacia e la stessa fede loro.

Il Comandante Junio Valerio BORGHESE

COLORO CHE LO HANNO DETTATO

Capitano di Fregata Vittorio Moccagatta
Capitano di Corvetta Giorgio Giobbe
Capitano di Corvetta Salvatore Todaro
Capitano Medico Bruno Falcomatà
Sottotenente di Vascello Carlo Bosio
Sottotenente Armi Navali Aristide Carabelli
Secondo Capo Cannoniere Vincenzo Montanari
Seconda Capo R.T. Antonio Garofalo
Secondo Capo Motorista Luigi Costantini
Sottocapo Cannoniere Leonildo Zocchi
Sottocapo Cannoniere Mario Bolgato
Capitano di Fregata Mario Giorgini
Maggiore Genio Navale Teseo Tesei
Tenente di Vascello Alberto Franzini
Tenente di Vascello Gino Birindelli
Tenente di Vascello Luigi Faggioni
Tenente di Vascello Francesco Costa
Tenente di Vascello Luigi Durand de la Penne
Tenente di Vascello Licio Visintini
Tenente di Vascello Giorgio Badessi
Capitano Genio Navale Elio Toschi
Capitano Genio Navale  Antonio Marceglia
Capitano Armi Navali Gustava Stefanini
Capitano Armi Navali Vincenzo Martellotta
Capitano Commissario Eglio Chersi
Sottotenente di Vascello Aristide Calcagno
Sottotenente di Vascello  Luigi Cacioppo
Sottotenente di Vascello Angelo Cabrini
Sottotenente di Vascello Roberto Frassetto
Tenente Genio Navale Guido Arena
Tenente Genio Navale D.M. Luigi Feltrinelli
Guardiamarina Girolamo Manisco
Guardiamarina Giovanni Magello
Guardiamarina Giorgio Reggioli
Sottotenente Medico Ernesto Gnecco
Sottotenente Medico Giorgio Spaccarelli
Sottotenente Armi Navali Agostino Morello
Capo Elettricista Cipriano Cipriani
Capo Cannoniere Alessio De Vito
Capo Meccanico Fiorenzo Capriotti
Capo Palombaro Emilio Bianchi
Secondo Capo Palombaro Damos Paccagnini
Secondo Capo Meccanico Lino Beccali
Secondo Capo Meccanico Alessio Folieri
Secondo Capo I.E.F. Eugenio Del Ben
Secondo Capo Palombaro Alcide Pedretti
Secondo Capo Palombaro Mario Marino
Secondo Capo Palombaro Giuseppe Morbelli
Secondo Capo Infermiere Oreste Botti
Secondo Capo Infermiere Aurelio Morgan
Sergente Nocchiere Delfo Caprili
Sergente Palombaro Alessandro Scappino
Sergente Palombaro Giovanni Lazzaroni
Sergente Palombaro Umberto Ragnati
Sergente Palombaro Luigi Borla
Sergente Cannoniere Emilio Barberi
Sergente Cannoniere Lauro Manzoni
Sergente Palombaro Armando Memoli
Sergente Palombaro Giovanni Magro
Sergente Bersagliere Gaspare Ghiglione
Sergente Bersagliere Luigi Rolfini
Sergente Bersagliere Alberto Evangelisti
Sergente Palombaro  Spartaco Schergat
Sergente Palombaro Salvatore Leone
Sottonocchiere Tindaro Paratore
Sottocapo Palombaro Luciano Favale
Sottocapo Palombaro Giuseppe Guglielmo
Sottocapo Palombaro Dino Varini
Sottocapo Palombaro Giuseppe Feroldi
Sottocapo Palombaro Carlo Pesel
Sottocapo Palombaro Ferdinando Cocchi
Sottocapo Palombaro Rodolfo Beuch
Sottocapo Cannoniere Evidio Boscolo
Sottocapo Cannoniere Erminio Fioravanti
Sottocapo Palombaro Colombo Pamolli
Segnalatore Vittorio Marchisio
Segnalatore Paolo Baronchelli
Marinaio Sommozzatore Giovanni Lucchetti
Fuochista Artificiere Rodolfo Lugano
Fuochista Guido Fonteboni
Fuochista Luca Ricciardi
Fante Luciano Luciani.

distintivo-assalto