Fiorenzo Capriotti, nato l’otto Settembre 1911, è scomparso il  10 novembre alle ore 21,30 presso l'ospedale Civico di San Benedetto del Tronto, Capo Meccanico di 3^ classe  - M.A.V.M.

 

Ho avuto tre volte  l’onore di incontrare  e conoscere il C.te Fiorenzo Capriotti.  In Lui ho sempre trovato un uomo dal  carattere un po’ rude, ferreo, come ci si aspetta da un uomo dei Mezzi d’Assalto della Marina. Sapeva raccontare storie straordinarie che, ormai, non potremo più ascoltare.
Sottufficiale motorista della Marina Militare entra a far parte della Decima Flottiglia MAS nel gruppo dei Barchini Esplosivi  con base al Balipedio Cottrau  (La Spezia) ,  partecipa a due missioni , la prima, contro Suda, che lo vede (suo malgrado) riserva del gruppo che prenderà parte all'azione che frutterà l'affondamento dell’incrociatore inglese York.
          Il 26 Luglio del 1941  partecipa,  dopo aver superato molte difficoltà, il Comandante Moccagatta non voleva  che vi partecipasse perché era un eccellente istruttore con la sua esperienza acquisita dai lunghi addestramenti  nell’Egeo  durante la preparazione dell’azione di Suda, alla  missione di Malta (per la quale riceverà la M.A.V.M.),  venne fatto prigioniero
per cinque lunghi anni prima in Inghilterra poi in negli Stati Uniti e nell’isole Hawaii. Da  prigioniero si comportò dignitosamente resistette e rifiutò di cooperare

La prima volta fu nel 1984  durante una cerimonia svolta  al ComSubIn.
Alla cerimonia che vide la partecipazione di circa quaranta assaltatori insigniti dello speciale distintivo di “Assaltatore” concesso  loro a vita dalla marina erano presenti anche dieci medaglie d’oro. Ma l’unico distintivo  di cui tutti si fregiavano era quello di “Assaltatore”.

Significativo fu il discorso del Cappellano militare , ricordando le ardimentose imprese  compiute  nell’ultimo conflitto  e sottolineando la continuità che nel dovere , nel sacrificio e nell’amore verso la patria lega  gli uomini dei mezzi d’assalto  a quelli di oggi che hanno l’onore di vestire  l’uniforme.

 Nell’occasione l’Ammiraglio Selleri Comandante del ComSubIn ebbe  a dire: “… Lo stesso spirito, lo stesso entusiasmo, lo stesso senso del dovere, la stessa passione per il mare ma anche la consapevolezza della dedizione  alla patria nelle sue libere istituzioni. Assoluta identità fra le due generazioni. Una piccola differenza: gli incursori  di oggi portano il basco verde. Ma questa sola differenza intendiamo oggi annullarla offrendo ai reduci il basco degli incursori di oggi…”.

Quel giorno Fiorenzo Capriotti ricevette  dalle mani di un incursore , il caratteristico basco verde  con una forte stretta di mano ed un abbraccio a suggellare maggiormente la continuità di quegli ideali,  l’etica e le motivazioni  fra le due generazioni.

La seconda volta fu nel 1991  in occasione di un convegno  svolto alla Spezia presso il cinema del CRDD nella circostanza delle celebrazioni per il Cinquantenario dell’impresa  di Alessandria d’Egitto. Fu in quella occasione che  salito sul palco, conquistato il posto da oratore, ebbe da raccontare ai presenti  la sua versione sullo svolgimento della dolorosa azione di Malta  e quella che secondo Lui  fu la tragica fine di Teseo TESEI

Ho incontrato ancora  e questa volta personalmente il C.te Fiorenzo Capriotti , è stato in occasione, (dopo quarantuno anni di servizio attivo) del mio  collocamento  a riposo.  L’incontro fu organizzato a Milano da un alto dirigente una nota azienda della quale Capriotti  in passato ricoprì  un ruolo dirigenziale. In quell’occasione Capriotti mi diede in dono con dedica i suoi due libri  e mi raccontò  fatti e aneddoti riguardanti non solo  la sua attività presso la marina Israeliana ma anche i suoi trascorsi  nei mezzi d’assalto e nei vari campi di prigionia. Nell’occasione ebbi modo di notare  l’assoluta schiettezza e l’evidente  attaccamento che  un Uomo della sua tempera nutriva ancora per la Marina e le sue istituzioni. Non una parola in negativo verso nessuno dei suoi ex commilitoni, non un gesto in negativo , solo apprezzamenti e esortazioni ad continuare  il cammino tracciato da un pugno di Uomini durante un conflitto  che consapevolmente  conoscevano  forse già l’esito ma  che loro con assoluta fedeltà al giuramento fatto continuavano a percorrere.

                                                       Motivazione M.A.V.M.

“Volontario nei Mezzi d’Assalto della Marina, partecipava al tentativo di forzamento di una delle più munite e meglio difese basi navali avversarie. Scoperto, in fase di attacco, e fatto segno ad intensissima reazione da terra, dal mare e dall’aria riusciva ad allontanarsi e ad occultarsi, attendendo l’alba per attaccare ad ogni costo. Con le prime luci, tentava l’avvicinamento a lentissimo moto, fingendosi ferito, per riuscire nel suo intento.
Constatata l’impossibilità di forzare il blocco nemico, lanciava il suo strumento contro altro mezzo, alla deriva, per impedire che cadesse in mani avversarie, mentre le batterie lo inquadravano in nutrito fuoco di sbarramento. Incurante del tiro nemico, riusciva a salvare da morte sicura l’operatore dell’altro mezzo, ferito.
Esempio di coraggio tenacia e spirito di sacrificio cui anche l’avversario ha cavallerescamente reso omaggio”.
(Acque di Malta, 26 luglio 1941)".

 

                       
 Il 22 ottobre 1992, nell’anniversario della mitizzata azione di Gaza, l’ex violatore di basi navali inglesi è ad Atlit. L’ammiraglio, comandante in capo della Marina Israeliana, gli consegna solennemente la  pergamena sopra  riportata.

 Gli Arditi Incursori , questa Associazione , insieme a tutti quelli che si identificano in quei valori che resero grandi  gli Uomini della X^ Flottiglia MAS,  lo ricordano e lo piangono.

                                                                                                                                              Brus