Operazione B.G.4  - Gibilterra
19 Settembre 1941

Trasportatore Secondario: Sommergibile SCIRE'
Trasportatori Primari :
n° 3 S.L.C
C.te del Sommergibile:
C.C. Junio Valerio BORGHESE

Equipaggi S.L.C.
 SLC. n° 1 : T.V. Dino   Catalano - S.C.  Giuseppe GIANNONI
SLC n° 2 : T.V. Amedeo VESCO - S.C. Antonio ZOZZOLI
SLC n° 3:  T.V. Licio VISINTINI - S.C. Giovanni MAGRO


Introduzione

     
Dino Catalano

Giuseppe Zozzoli

Amedeo Vesco Licio VIsintini Giovanni Magro


 

Il forzamento della Piazzaforte di Gibilterra, già  ripetutamente tentato nei mesi passati senza esito, fu stabilito per il novilunio di Settembre in cui si potevano ancora incontrare con buone probabilità condizioni meteo favorevoli.
Le informazioni sulla presenza di navi inglesi nel porto davano per certa la presenza di una nave corazzata tipo NELSON, delle navi portaerei ARK ROYALE  FURIOS, dei due  incrociatori SHEFFIELD ed HERMION, oltre a numerosi cc.tt . In rada era in formazione un numeroso convoglio.
Pirocisterna FULGOR, ormeggiata nel porto di Cadice  base di rifornimento allo SCIRE'In base agli ordini emanati da SUPERMARINA il sommergibile SCIRE', al comando del Capitano di Corvetta Junio Valerio BORGHESE, lasciò La Spezia  la sera del 10 Settembre con a bordo i mezzi speciali, e, dopo aver attraversato felicemente lo stretto di  Gibilterra nella notte sul 16, raggiungeva  la sera del 17 le acque di Cadice, dove imbarcava gli operatori dei mezzi speciali, che nel frattempo erano stati colà inviati via aerea. All'alba del giorno 18 il sommergibile riprendeva il mare, dirigendo per la baia di Algesiras.
La sera del 19 SUPERMARINA confermava la presenza delle navi. Il Comandante BORGHESE, viste le condizioni meto-operative  favorevoli, decideva di conseguenza l'azione. Alle 21.00 lo SCIRE' raggiungeva il punto stabilito in fondo alla rada per l'uscita degli operatori, che avveniva verso le 00.30 del giorno 20 . Terminata la fuoriuscita , dopo le opportune verifiche  gli operatori, mantenendosi in contatto visivo, si allontanavano ( ore 01.15) verso il porto. L'ordine era quello di tentare di entrare nel porto per attaccare le maggiori unità nemiche. Nel caso di difficoltà erano stati loro assegnati come obiettivi secondari i piroscafi in rada.
Il sommergibile  subito dopo dirigeva per uscire dalla rada e prendeva la rotta di ritorno alla Spezia. I mezzi d'assalto, pur mantenendosi in contatto ,  avvertirono subito delle difficoltà, dovute  principalmente  al vento fresco di levante che rese  faticosa la navigazione e difficile il mantenimento del contatto. L'apparecchio n° 2  (T.V. Amedeo VESCO - S.C. Antonio ZOZZOLI)  per primo rimase staccato e dovette procedere per proprio conto. L'intensa vigilanza esercitata dal nemico con vedette e imbarcazioni speciali e con il frequente  lancio preventivo  di bombe subacque, obbligò tutti i mezzi a manovrare ripetutamente per sottrarsi alla ricerca. Durante tali manovre anche gli apparecchi n° 1 e 3 si persero di vista .


Avvicinamento finale - Attacco - Disimpegno


L'SLC. n° 1 pilotato dal T.V. Dino   Catalano  con il S.C.  Giuseppe GIANNONI, quale secondo uomo, giunto ad un migliaio di metri  dall'entrata Nord del porto, venne obbligato a lunghe e complesse manovre  per disimpegnarsi  da una imbarcazione di sorveglianza che lo seguiva insistentemente e riusciva a far perdere le sue tracce soltanto dopo circa un'ora. Essendosi allontanato notevolmente dal porto e considerando  l'ora tarda (le 03.30),  dovette rinunciare all'obiettivo principale e attaccare i piroscafi in rada.
Dopo un primo tentativo di avvicinamento ad un piroscafo  sorvegliato  con un'imbarcazione  ormeggiata di poppa  con a bordo del personale , dirigeva  inizialmente su di un grosso piroscafo: quando già stavano per applicare la carica  sotto lo scafo,  i due operatori riconobbero l'unità per il piroscafo italiano POLLENZO. Infine alle ore 05.16 riuscivano ad attaccare  una grossa unità mercantile armata assicurando la carica  in corrispondenza delle eliche. Alle 05.55 l'equipaggio distruggeva l'apparecchio e raggiungeva a nuoto la costa spagnola

Il secondo apparecchio (T.V. Amedeo VESCO - S.C. Antonio ZOZZOLI) perduto il contatto con gli atri due, diresse isolatamente per l'imboccatura del porto. Dopo aver evitato una unità di vigilanza, giungeva verso le 03.15 a trecento metri dalle ostruzioni, vigilate da una imbarcazione che faceva la spola fra l'entrata Nord e quella Sud.
Decisi a tentare comunque l'entrata al porto, si immersero fino sul fondo (26 metri) e procedevano verso l'entrata del porto. Gli scoppi di numerose bombe di profondità nelle immediate vicinanze fecero ritenere al T.V. VESCO di essere stato scoperto ed il sospetto gli fu confermato da un rumore di eliche che si fermò improvvisamente sulla sua verticale.
Sospettando di essere atteso al varco e temendo  che l'apparecchio potesse cadere in mani nemiche qualora  l'equipaggio fosse tramortito da scoppi, rinunciava al forzamento delle ostruzioni e decideva di attaccare i piroscafi in rada.
Alle 03.45 si allontanava in immersione, dirigeva quindi verso la zona dei piroscafi ed attaccava una petroliera carica.
Causa alcuni inconvenienti fisici e tecnici, la sistemazione del congegno risulto  faticosa , ma l'attacco fu ugualmente  portato a termine. Dopo aver affondato e distrutto l'apparecchio, l'equipaggio prendeva terra alle 07.00 in zona spagnola.

Il terzo apparecchio (T.V. Licio VISINTINI - S.C. Giovanni MAGRO) , perduto il contatto verso le  ore 02.40 con il primo apparecchio, dirige decisamente verso il molo. Localizzata l'entrata   del porto,  non potendola subito forzare per la presenza di due unità di vigilanza, che successivamente si frapposero fra l'apparecchio stesso e gli sbarramenti, alle 03.45 dirigeva  in immersione per il porto interno, per penetrarvi alle ore 04.00, dopo una lunga serie di manovre per evitare queste unità che lanciavano periodicamente bombe subacquee.  Non avendo più tempo per operare contro  gli obiettivi principali, fu costretto ad attaccare le unità più vicine vale a dire una petroliera  carica ormeggiata al frangiflutti. Alle 04.40 fissava  l'esplosivo ad un'aletta di rollio   e metteva in moto il congegno  di accensione.
Usciti dal porto, affondavano  l'apparecchio e alle 06.30 prendevano  terra in zona spagnola.

Esito dell'Operazione- Recupero degli Operatori  - Rientro del Smg.

Gli scoppi delle cariche avvenivano tutti regolarmente.
L'unità attaccata dal primo SLC per effetto dell'esplosione, si immerse di poppa e venne rimorchiata in secco. Era la motonave armata DURHAM di 15893 tonn.

L'unità attaccata dal secondo SLC, si spacco in due tronconi all'altezza del fumaiolo. Risultò essere la petroliera FIONA SHELL , di circa 5.000 tonn.

L'unità attaccata dal terzo SLC si appoggiò sul fondo. Risultò essere la petroliera DEMBYDALE di 17.000 tonn., la stessa fine toccò ad una piccola petroliera affiancata alla predetta

Giunti a terra , gli equipaggi si avviarono  per incontrare nostri connazionali inviati ad attenderli. Scoperti dai gendarmi spagnoli, venivano fermati  e condotti alla tenenza della La Linea, dove dichiararono di essere dei naufraghi italiani. Più tardi furono condotti a Siviglia e dopo autorizzati a rimpatriare.

Il Sommergibile SCIRE', dopo il rilascio dei mezzi speciali, si allontanò dalla rada di Algesiras  ed all'alba era fuori dallo stretto; per tutto il giorno 20 e 21 fu sottoposto senza essere scoperto, ad una accanita ricerca da parte di  unità inglesi. Rientrò felicemente alla base di La Spezia il 25 Settembre.