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Trasportatore Secondario: Sommergibile
SCIRE'
Trasportatori Primari : n° 3
S.L.C
C.te del Sommergibile: C.C. Junio Valerio BORGHESE
Equipaggi S.L.C.
SLC. n° 1 : T.V. Dino Catalano - S.C. Giuseppe
GIANNONI
SLC n° 2 : T.V. Amedeo VESCO - S.C. Antonio ZOZZOLI
SLC n° 3: T.V. Licio VISINTINI - S.C. Giovanni
MAGRO
Introduzione
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| Dino Catalano | Amedeo Vesco | Licio VIsintini | Giovanni Magro |
Il forzamento della Piazzaforte di
Gibilterra, già ripetutamente tentato nei mesi passati senza esito, fu
stabilito per il novilunio di Settembre in cui si potevano ancora incontrare con
buone probabilità condizioni meteo favorevoli.
Le informazioni sulla presenza
di navi inglesi nel porto davano per certa la presenza di una nave corazzata
tipo NELSON, delle navi portaerei ARK ROYALE FURIOS, dei due
incrociatori SHEFFIELD ed HERMION, oltre a numerosi cc.tt . In rada era in
formazione un numeroso convoglio.
In base agli ordini emanati da SUPERMARINA il sommergibile
SCIRE', al comando del Capitano di Corvetta Junio Valerio BORGHESE, lasciò La
Spezia la sera del 10 Settembre con a bordo i mezzi speciali, e, dopo aver
attraversato felicemente lo stretto di Gibilterra nella notte sul 16,
raggiungeva la sera del 17 le acque di Cadice, dove imbarcava gli
operatori dei mezzi speciali, che nel frattempo erano stati colà inviati via
aerea. All'alba del giorno 18 il sommergibile riprendeva il mare, dirigendo per
la baia di Algesiras.
La sera del 19 SUPERMARINA confermava la presenza delle
navi. Il Comandante BORGHESE, viste le condizioni meto-operative
favorevoli, decideva di conseguenza l'azione. Alle 21.00 lo SCIRE' raggiungeva
il punto stabilito in fondo alla rada per l'uscita degli operatori, che avveniva
verso le 00.30 del giorno 20 . Terminata la fuoriuscita , dopo le opportune
verifiche gli operatori, mantenendosi in contatto visivo, si allontanavano
( ore 01.15) verso il porto. L'ordine era quello di tentare di entrare nel porto
per attaccare le maggiori unità nemiche. Nel caso di difficoltà erano stati loro
assegnati come obiettivi secondari i piroscafi in rada.
Il sommergibile
subito dopo dirigeva per uscire dalla rada e prendeva la rotta di ritorno alla
Spezia. I mezzi d'assalto, pur mantenendosi in contatto , avvertirono
subito delle difficoltà, dovute principalmente al vento fresco di
levante che rese faticosa la navigazione e difficile il mantenimento del
contatto. L'apparecchio n° 2 (T.V. Amedeo VESCO - S.C. Antonio
ZOZZOLI) per primo rimase staccato e dovette procedere per proprio conto.
L'intensa vigilanza esercitata dal nemico con vedette e imbarcazioni speciali e
con il frequente lancio preventivo di bombe subacque, obbligò tutti
i mezzi a manovrare ripetutamente per sottrarsi alla ricerca. Durante tali
manovre anche gli apparecchi n° 1 e 3 si persero di vista .
Avvicinamento finale - Attacco -
Disimpegno
L'SLC. n° 1 pilotato dal T.V. Dino Catalano con il S.C. Giuseppe
GIANNONI, quale secondo uomo, giunto ad un migliaio di metri
dall'entrata Nord del porto, venne obbligato a lunghe e complesse manovre
per disimpegnarsi da una imbarcazione di sorveglianza che lo seguiva
insistentemente e riusciva a far perdere le sue tracce soltanto dopo circa
un'ora. Essendosi allontanato notevolmente dal porto e considerando l'ora
tarda (le 03.30), dovette rinunciare all'obiettivo principale e attaccare
i piroscafi in rada.
Dopo un primo tentativo di avvicinamento ad un
piroscafo sorvegliato con un'imbarcazione ormeggiata di
poppa con a bordo del personale , dirigeva inizialmente su di un
grosso piroscafo: quando già stavano per applicare la carica sotto lo
scafo, i due operatori riconobbero l'unità per il piroscafo italiano
POLLENZO. Infine alle ore 05.16 riuscivano ad attaccare una grossa unità
mercantile armata assicurando la carica in corrispondenza delle eliche.
Alle 05.55 l'equipaggio distruggeva l'apparecchio e raggiungeva a nuoto la costa
spagnola
Il secondo apparecchio (T.V. Amedeo VESCO - S.C. Antonio ZOZZOLI) perduto il
contatto con gli atri due, diresse isolatamente per l'imboccatura del porto.
Dopo aver evitato una unità di vigilanza, giungeva verso le 03.15 a trecento
metri dalle ostruzioni, vigilate da una imbarcazione che faceva la spola fra
l'entrata Nord e quella Sud.
Decisi a tentare comunque l'entrata al porto, si
immersero fino sul fondo (26 metri) e procedevano verso l'entrata del porto. Gli
scoppi di numerose bombe di profondità nelle immediate vicinanze fecero ritenere
al T.V. VESCO di essere stato scoperto ed il sospetto gli fu confermato da un
rumore di eliche che si fermò improvvisamente sulla sua
verticale.
Sospettando di essere atteso al varco e temendo che
l'apparecchio potesse cadere in mani nemiche qualora l'equipaggio fosse
tramortito da scoppi, rinunciava al forzamento delle ostruzioni e decideva di
attaccare i piroscafi in rada.
Alle 03.45 si allontanava in
immersione, dirigeva quindi verso la zona dei piroscafi ed attaccava una
petroliera carica.
Causa alcuni inconvenienti fisici e tecnici, la
sistemazione del congegno risulto faticosa , ma l'attacco fu
ugualmente portato a termine. Dopo aver affondato e distrutto
l'apparecchio, l'equipaggio prendeva terra alle 07.00 in zona
spagnola.
Il terzo apparecchio (T.V. Licio VISINTINI
- S.C. Giovanni MAGRO) , perduto il contatto verso le ore 02.40 con
il primo apparecchio, dirige decisamente verso il molo. Localizzata
l'entrata del porto, non potendola subito forzare per la
presenza di due unità di vigilanza, che successivamente si frapposero fra
l'apparecchio stesso e gli sbarramenti, alle 03.45 dirigeva in immersione
per il porto interno, per penetrarvi alle ore 04.00, dopo una lunga serie di
manovre per evitare queste unità che lanciavano periodicamente bombe
subacquee. Non avendo più tempo per operare contro gli obiettivi
principali, fu costretto ad attaccare le unità più vicine vale a dire una
petroliera carica ormeggiata al frangiflutti. Alle 04.40 fissava
l'esplosivo ad un'aletta di rollio e metteva in moto il congegno di
accensione.
Usciti dal porto, affondavano l'apparecchio e alle 06.30
prendevano terra in zona spagnola.
Esito dell'Operazione- Recupero degli Operatori - Rientro del Smg.
Gli scoppi delle cariche avvenivano
tutti regolarmente.
L'unità attaccata dal primo SLC per effetto
dell'esplosione, si immerse di poppa e venne rimorchiata in secco. Era la
motonave armata DURHAM di 15893 tonn.
L'unità attaccata dal secondo SLC,
si spacco in due tronconi all'altezza del fumaiolo. Risultò essere la petroliera
FIONA SHELL , di circa 5.000 tonn.
L'unità attaccata dal terzo SLC si
appoggiò sul fondo. Risultò essere la petroliera DEMBYDALE di 17.000 tonn., la
stessa fine toccò ad una piccola petroliera affiancata alla predetta
Giunti a terra , gli equipaggi si avviarono per incontrare
nostri connazionali inviati ad attenderli. Scoperti dai gendarmi spagnoli,
venivano fermati e condotti alla tenenza della La Linea, dove dichiararono
di essere dei naufraghi italiani. Più tardi furono condotti a Siviglia e dopo
autorizzati a rimpatriare.
Il Sommergibile SCIRE', dopo il rilascio dei
mezzi speciali, si allontanò dalla rada di Algesiras ed all'alba era fuori
dallo stretto; per tutto il giorno 20 e 21 fu sottoposto senza essere scoperto,
ad una accanita ricerca da parte di unità inglesi. Rientrò felicemente
alla base di La Spezia il 25 Settembre.