Operazione Forzamento Baia di Suda
26 Marzo 1941

 

 

Navi Italiane con funzioni  di Trasportatori Primari CC.TT.:  Crispi e Sella

C.te del Cacciatorpediniere   Crispi : C.F. Ferruta
C.te del Cacciatorpediniere Sella:     C.F. Redaelli

Equipaggi M.T.M.

 M.T.M. n° 1:  Luigi Faggioni
M.T.M. n° 2: Angelo Cabrini
M.T.M. n° 3: Tullio Tedeschi
M.T.M. n° 4:  Emilio Barberi
M.T.M. n° 5:     Lino Beccati
M.T.M. n° 6:  Alessio De Vito

 
Riserva:
Fiorenzo Capriotti
 
Premessa
 

Luigi Faggioni

Angelo Cabrini Tullio Tedeschi Emilio Barberi  Alessio De Vito Lino Beccati

L’11 Giugno 1940, primo giorno di guerra, un’analisi della situazione compiuta dal comitato britannico dei Capi di Stato Maggiore, concludeva con questo giudizio: “La Marina è la più forte delle forze armate italiane.  E’ probabile che all’inizio delle operazioni gli Italiani la impegneranno per effettuare missioni”. Tra i mezzi d’assalto di cui la Marina Italiana in quel periodo disponeva  c’èrano i “barchini” M.T.M.  (Motoscafi da Turismo Modificati) e  proprio da essi venne il primo clamoroso successo.
Si trattò  della prima azione iniziata dopo un lungo periodo di addestramento svolto sia al balipedio Cottrau di S.Maria La Spezia  sia ad Augusta  
A fine Dicembre 1940  8 MT vennero trasferiti da Augusta a Lero a bordo  dei cacciatorpediniere
Dardo e Strale. Successivamente  imbarcati sui cacciatorpediniere Crispi e Sella,  vennero trasportati nei pressi dell'obiettivo.
M.T.M. in addestramento
La Baia di Suda,  situata a Nord dell’isola di Creta, si apre tra Punta Monaco e Capo Drepano o Falce; è considerata come una delle più ampie e più sicure del Mediterraneo Orientale, per navi di ogni dimensione.
Le coste Nord e Sud sono dominate da colli aridi e scoscesi, mentre dalla costa Ovest si estende la Piana di La Canea, coperta di vegetazione ed, in particolare, di ulivi.
All’imboccatura emerge  un isolotto  chiamato Isolotto di Suda che è sormontato da rupi di colore biancastro
Scoppiato il conflitto con la Grecia, gli Inglesi  avevano occupato l’isola di Creta ed attrezzato la baia di Suda  come base per le loro navi.
All’imbocco della baia c’éra un primo sbarramento, descritto come facilmente superabile. In totale gli sbarramenti erano  3.
Le fotografie della ricognizione aerea risultavano preziose, sebbene prese ad  un’altezza di 4.000 metri. I ricognitori avevano individuato delle batterie sistemate sui costoni della baia.

 Navigazione dei Trasportatori Secondari  e Messa a mare  dei M.T.M. Cacciatorpediniere Crispi

1: - I Caccia Torpediniere CRISPI e SELLA giungono a Stampalia (Isole    Cicladi) il pomeriggio del giorno 24 Marzo. Vanno alla   fonda, disponendosi il Crispi sulla Sn,  il Sella sulla Dr del mercantile (armato)  LERO
 

      - Gli Operatori prendono alloggio sul LERO

- Al mattino un bombardiere inglese  centra con delle bombe da 15 Kg. circa il mercantile.  Produce deiCacciatorpediniere Sella danni a bordo del CRISPI (7 morti , 10 feriti); i marinai  fecero delle targhette con i nomi delle vittime e le applicarono agli scafi dei barchini.

 

2:- Un rapporto di ricognizione informa che a Suda è entrato un
      convoglio di 16  piroscafi

 - Il giorno successivo, cioè il 25 alle ore 17.30,  i  due CT (Crispi e Sella)  ricevono      l’ordine di salpare  per la missione assegnata

3:- I due CT   giungono  sul punto di Messa a mare alle ore 23.55 posto a 6 miglia  a Nord di  Capo AKRATIRI, 10  mg. A Nord-Est di Suda .  Iniziano la messa a mare, e,  assumendo    una formazione in linea di fila si muovono per  l’avvicinamento alla baia  con rotta 230°. Vela  6

 Navigazione dei M.T.M. -  Infiltrazione  e superamento delle ostruzioni retali

1:- Il Team alle 02.30 del giorno 26,  dopo 2 ore e 30 ‘ di navigazione ,  raggiunge l’imboccatura della baia e avvista una unità nemica che sta pattugliando l’ingresso della baia; la formazione di    M.T.  passa sulla dritta del C.T. inglese a circa 150 metri di distanza.

2:- Il Team alle 02.45  giunge alle prime ostruzioni retali. Passano tutti in linea di fila, per ultimi passano CABRINI e BECCATI, - incaricati in caso di necessità - di far  saltare le  ostruzioni, qualora  fossero risultate inaccessibili al passaggio

3:- La formazione prosegue al minimo e dopo circa 500 metri si accorge di un secondo    sbarramento. costituito da reti parasiluri sostenute da gavitelli cilindrici ogni due metri.

4:- Dopo 400 metri, ore 04.15 la formazione trova un terzo sbarramento, anche questo  costituito da reti parasiluri sostenute da boe cilindriche; la distanza tra le boe era di circa metri 1,5. Lo sbarramento viene superato alzando i blocchi e abbassando  i cilindri con il peso del  corpo. Dopo 4 minuti circa, la formazione  aveva ultimato il passaggio dello sbarramento senza gravi difficoltà. Erano le 04.45; spengono i motori  e si raggruppano intorno al C.te del team T.V. Faggioni
Dopo circa 15’ sono costretti a rimettere in moto per risalire la corrente che li aveva  scarrocciati verso  la porta della parasiluri.

   M.T.M. sul punto d’attacco – Assegnazione Obiettivi – Ordine d’attacco

Dopo alcune manovre  di aggiustamento, il team venne a trovarsi nella posizione più idonea per condurre l’attacco.
Ora  non c’era più che da rilevare  bene la posizione delle navi e da attendere  il momento  più favorevole per l’attacco.
 Il Sergente Barberi sussurrò al C.te : “ma davvero siamo già dentro?”. Raggruppati, parlottavano con freddezza e lucidità.
Ciò generalmente  accade quando non ci sono più alternative. Fece bere  qualche cosa ai suoi uomini: cognac e zucchero.

 Poi Faggioni inforcò un potente binocolo tedesco . Vide sulla sua sinistra,  a 300 metri  di distanza,  la sagoma di un  incrociatore . Intravide una petroliera  sulla sua destra e di prora  un gruppo di mercantili.

Per essere sicuro di tutto occorreva avvicinarsi: andò da solo, tornò ed assegnò ai  suoi uomini i  bersagli.

- CABRINI e TEDESCHI contro l’incrociatore;

- BECCATI e BARBERI  contro la petroliera .

- FAGGIONI e De VITO  di riserva, pronti a colpire  nel caso  in cui l’attacco contro l’incrociatore non avesse successo.Baia di Suda: Percorso MTM

    Mentre si attendeva  una luce più favorevole per distinguere nettamente  i bersagli , Faggioni (C.te della spedizione) ripeté  ai suoi uomini  e precisò  ad essi il luogo dove avrebbero dovuto riunirsi  dopo l’attacco per sfuggire alla cattura  , nel frattempo sull’incrociatore batteva  la sveglia e si accendevano le luci  verdi e rosse al centro dello sbarramento. Sembrava  proprio che  a bordo si iniziasse  il posto di manovra e che la porta dell’ostruzione si sarebbe dovuta  aprire. “Ragazzi, l’incrociatore se ne va, non c’è più tempo da perdere”.
Cabrini e Tedeschi iniziarono  a muoversi lentamente. La manovra era di avvicinarsi nel maggior silenzio possibile fino  a 150 metri dal bersaglio, poi  a tutta velocità  per il balzo decisivo. Raggomitolati sul sediolo , tirarono  la maniglia di scoppio che toglie la sicurezza alla carica di 350 Kg di tritolital e bloccarono  il timone dopo essersi assicurati della  direzione giusta,  a 80 metri dall’obiettivo. In quello stesso attimo la spalliera del sediolo si ribaltò  indietro,  tramutandosi in uno zatterino che finì  nella scia ospitandoli.
A bordo dell’incrociatore, sentendo quel baccano, pur senza veder nulla,  i mitraglieri aprirono il fuoco. Sparavano senza veder nulla, credendo in un attacco di aerosiluranti.
Colpito, l’incrociatore sbandò e  stava per capovolgersi. Fu preso e  a rimorchio fu trascinato nelle vicinissime acque basse. La carena spezzata andò a poggiarsi su un fondale di 5 metri.
Le altre partenze (come da programma )  furono quasi simultanee. La petroliera  e una  nave mercantile , per un totale di  oltre 30.000 tonn.  Colarono a picco

Erano circa le ore 05.00  del giorno 26 Marzo 1941.
Faggioni vide all’ultimo momento,  un altro incrociatore che si riforniva di carburante nascosto dalla petroliera stessa. Scagliò il “barchino” contro quello, ma la carica esplose contro un altro ostacolo.
Dopo l’attacco gli assaltatori iniziarono a nuotare  nelle tenebre , verso il mitico punto di riunione. Arrivati a terra,  constatarono  che le esplosioni erano state in numero maggiore  a quelle programmate: erano saltate  alcune mine collegate agli sbarramenti. Erano circa le 07.00  quando furono catturati e condotti al Comando di Polizia Inglese della Canea. Lungo il tragitto ebbero modo di scorgere arenato sulla spiaggia un M.T. inesploso.
Alle 16.00 furono portati nel forte di Paleocastro che era la caserma delle truppe carriste di Creta e sistemati in celle separate.
 

Unità Navali Inglesi  Colpite

Incrociatore YORK:
Costruito nel 1930
Dislocamento 8.250 tonn.
N° 6 cannoni da 203 m/m in tre torri binate
N° 8 cannoni c.a. da 100 m/m
N° 22 mitragliatrici  c.a.
N° 6 tubi lanciasiluri da 533 m/m
Velocità 32,5 nodiL'incrociatore YORK dopo l'attacco degli MTM

L'incrociatore YORK in navigazione

 

 

 

 

Petroliera PERICLES
20.000 tonn. Di stazza lorda

 Trasporto truppe
12 tonn di stazza lorda
Battente bandiera inglese
Con equipaggio greco

 

Nel suo libro “a sailor’s odyssey”, l’ammiraglio Cunningham così si esprime a proposito di questa impresa:
“Fu proprio a Suda che, nelle prime ore del 26 marzo, ricevemmo un duro colpo all’orchè il porto venne attaccato da sei veloci motoscafi esplosivi. L’incrociatore York fu gravemente danneggiatoe, i locali caldaie e macchine allagati, dovette essere portato a secco. Non aveva vapore ne forza per esaurire l’acqua, per l’illuminazione o per brandeggiare le torri. Anche la cisterna Pericles fu colpita ed ebbe uno squarcio a metà nave, quantunque la parte maggiore del suo prezioso carico non venisse perduta. Il nostro unico incrociatore con cannoni da 203 era DUNQUE FUORI COMBATTIMENTO. ANCORA UNA VOLTA DOVEMMO SCONTARE LA PENA PER L’INSUFFICIENTE DIFESA DI UNA BASE NAVALE”.