Guido VNCON

 Sottocapo Silurista

(alla memoria)

 

                “Marinaio dall’animo forte e generoso prendeva parte a bordo di MAS destinato in appoggio a mezzi d’assalto ad ardita operazione di forzamento di munitissima base avversaria
Attaccata l’unità che a missione ultimata dirigeva per il rientro alla base, numerosi aerei, restava impassibile al suo posto preoccupandosi solo di dare tutto il suo contributo all’impari lotta che il MAS affrontava riuscendo con l’unica mitragliera di bordo ad abbattere un aereo.
Benché gravemente colpito da raffica che gli asportava la mascelle, chiedeva al Comandante ed otteneva di sostituire il puntatore della mitragliera ferito.
Continuava il combattimento con forza sovrumana e indomito valore, scomparendo poi in mare insieme all’unità che strenuamente aveva difeso.

 Esempio di elette virtù militari e dedizione alla Patria oltre il dovere”.

 

(Acque di Malta, alba 26 luglio 1941)

Nacque a s. Germano Chisone (Torino) il 22 maggio 19814. Operaio metalmeccanico particolarmente portato per il disegno, prima della chiamata alle armi per l’assolvimento dell’obbligo della leva nel novembre 1935, faceva parte delle maestranze nelle officine R.I.V. di Villar Perosa. Nel 1937 conseguì la nomina a Comune di 1^ classe Silurista e nell’agosto, nell’imminenza del congedo, fu promosso Sottocapo. All’inizio del secondo conflitto mondiale fu richiamato alle armi e fu destinato presso presso il Comando Marina di Tobruk prestando servizio sul cacciatorpediniere Lampo e sull’incrociatore San Giorgio. Rimpatriato nel luglio 1941 ed assegnato alla 10^ Flottiglia MAS, imbarcò sul MAS 451 con il quale partecipò poi, nella notte dal 25 al 26 luglio, alla missione di appoggio operatori durante lo sfortunato tentativo di forzamento della basse navale di Malta. Attaccata la sua unità da aerei nemici, restava impassibile sul posto di combattimento riuscendo ad abbattere, con l’unica arma di bordo, un aereo nemico e, benché gravemente ferito da una raffica che gli asportava la mascella, continuava a sparare contro gli aerei attaccanti, scomparendo infine negli abissi con l’unità.