Gerolamo MANISCO
Guardiamarina di complemento

"Giovanissimo Ufficiale degno, per nobiltà d'animo e
per entusiastica devozione al dovere, delle più luminose tradizioni dei
mezzi d'assalto della
Marina italiana.
Destinato alla X Flottiglia
MAS, dopo lungo pericoloso allenamento, veniva assegnato alla più ardita azione di forzamento intrapresa dalla Marina ed
affrontava con estrema decisione, freddo coraggio i più e micidiali
ritrovati della tecnica bellica nell’assalto alla munitissima base nemica.
Raggiunte quasi le ostruzioni retali, dopo aver superato con temeraria schermaglia le bombe subacquee lanciate
con frequente ritmo da unità di vigilanza, foranea, veniva scoperto ed investito
da intenso tiro di armi leggere, mentre la piazzaforte in allarme si illuminava
a giorno nell’ansia della ricerca.
Costretto a rinunciare
all’impresa, attirava su di sè l’attenzione nemica, allo scopo di favorire
l’azione in corso degli altri compagni finché, localizzato anche dalla
motovedetta in perlustrazione, si immergeva subendo lunga caccia con bombe di
profondità. Stordito dalla concussione delle bombe, riusciva a distruggere
l’apparecchiatura ed a trascinare alla superficie il secondo operatore,
rinunciando all’impresa solo al limite delle possibilità umane”.
(Acque di Gibilterra, 22 dicembre 1942).
Nato a Taranto il 31 agosto 1917.
Allievo del 1 Corso preliminare navale presso l'Accademia di Livorno, nel maggio
1941 conseguì la nomina a Guardiamarina di complemento e fu inviato presso la
Stazione Sommergibili di Brindisi. Passato, a domanda, nella X MAS, dopo un
duro tirocinio, divenne Operatore dei Mezzi d'Assalto e operò alla missione di
forzamento della base inglese di Gibilterra del 22 dicembre 1942, durante la
quale, avvistato e sottoposto a violenta reazione con lancio di bombe subacquee
e con il fuoco di armi leggere, attirava su di sé l'attenzione della difesa per
permettere l'azione degli altri operatori. Costretto a rinunciare all'impresa,
distruggeva l'apparecchiatura e semisvenuto veniva catturato. Rimpatriato
nell'aprile 1944, partecipò alla guerra di liberazione nel Gruppo Mezzi
d'Assalto cooperando, in stretta collaborazione con subacquei inglesi, al
forzamento del porto di La Spezia, avvenuto nella notte del 22 giugno 1944, ed a
quello di Genova del 19 aprile 1945, che culminò con il danneggiamento della
portaerei Aquila. Nel corso dell'azione, a causa di una grave avaria al
mezzo, Manisco fu costretto a desistere dall'attacco e ad affondare il proprio
semovente subacqueo. Congedato il 3 agosto 1947 e ripresi gli studi interrotti,
conseguì la Laurea in Ingegneria Elettromeccanica all'Università di Torino e,
trasferitosi in Venezuela nel gennaio 1955, diresse un complesso industriale a
Caracas, rientrando in Italia nel 1963.
Fu promosso Tenente di Vascello nella riserva di complemento.
Altre decorazioni:
- Medaglia di Bronzo
al Valore Militare sul Campo (Acque di La Spezia, giugno 1944);
- Medaglia di Bronzo al Valore
Militare sul Campo (Acque di Genova, aprile 1945).